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Preleva 2800 euro in banca a Modena e li dà al truffatore

di Stefano Totaro
Preleva 2800 euro in banca a Modena e li dà al truffatore

Il ladro le aveva suggerito di raccontare in banca che servivano per una vacanza. Il figlio: «Il cassiere doveva intervenire»

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MODENA La truffa è stata ben congegnata e curata nei particolari, dalla presentazione della vicenda ai suggerimenti da dare alla vittima in caso di domande specifiche. Ma il colpo poteva e doveva avere un anello debole e, visto dall’ottica della vittima, un’ancora di salvezza: il momento della riscossione dei soldi da consegnare in seguito al truffatore.

Come ha riferito il figlio dell’anziana truffata, sarebbe bastata maggiore responsabilità da parte del cassiere della filiale della banca, maggiore volontà di interagire. Se avesse soltanto fatto una telefonata allo stesso figlio o per lo meno avesse insistito un po’ di più con la sua correntista, allora niente truffa, niente soldi persi. E non sono pochi. La donna ha chiesto al cassiere 2800 euro (non tremila che avrebbero fatto scattare una procedura specifica), li ha ritirati, è uscita tutta sola (a rischio quindi di scippo o rapina) e una volta a casa li ha consegnati al ladro truffatore che è arrivato di lì a poco, sicuramente dopo averla seguita in tutta la performance da lui pilotata.

È accaduto l’altro giorno: una donna di 84 anni che vive da sola e che è autonoma ha ricevuto la visita di un uomo, sui 35-40 anni, che suonando al campanello ha messo in atto la truffa dell’avvocato. Si è presentato dicendo di chiamarsi “Malagoli” e di esser il legale del figlio della donna e che c’era una emergenza. Una volta in casa ha spiegato alla 84enne che suo figlio era in questura per via di un incidente stradale, era bloccato dalla polizia che gli aveva pure preso il cellulare. Per sbloccare patente e pratiche c’era bisogno di 2800 euro. La donna ha subito risposto di non averli in casa e il finto avvocato l’ha rassicurata dicendo che si poteva intervenire successivamente. «Vada pure in banca - ha detto alla sua vittima - effettui il prelievo poi io ritorno e mi può consegnare il denaro. Abbia però questa accortezza, siccome i cassieri potrebbero farle delle storie e insospettirsi se lei dice che prende i soldi per darli ad un avvocato e dopo le farebbero perdere un sacco di tempo per poi non darle nulla, lei dica che la somma le serve per andare in vacanza, in vacanza con una sua amica a cui lei anticipa dei soldi per il soggiorno. Vedrà che andrà tutto bene». E la saluta dopo aver lasciato il bigliettino dello studio legale.

La signora parte per andare a salvare il figlio dai guai, va in banca, raggiunge la cassa, chiede di prelevare i 2800 euro, il cassiere le domanda il motivo e la donna, senza esitazioni, riferisce la storia suggerita dal ladro.

«Il cassiere, che pure si è confrontato anche con una collega – afferma il figlio - glieli ha dati. E in più mia madre, a 84 anni, da sola, è andata in strada con i soldi col rischio di essere derubata. Vorrei precisare che mia madre sul conto non fa movimenti, preleva poche centinaia di euro in una sola volta al mese per le spese di casa. Il suo conto è collegato al mio via home banking, ero oltremodo facilmente visibile e reperibile. Cosa ci voleva a farmi una telefonata? Ho esposto la mia indignazione in banca, ma ormai il danno è stato fatto».
 

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