Gazzetta di Modena

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Serra, scuole nel caos Duecento genitori ancora senza risposte

di Daniele Montanari
Serra, scuole nel caos Duecento genitori ancora senza risposte

Pienone al faccia a faccia con sindaco e assessore Gianaroli Ma resta l’incognita su dove si farà lezione da settembre 

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SERRAMAZZONI. Sicuramente rimarrà una delle riunioni più partecipate della storia di Serra, con oltre 200 persone. Ma anche una delle più calde. Si sono presentati in massa giovedì sera in sala di Cultura per il faccia a faccia sulle scuole organizzato per rendere conto a genitori, e non solo, della difficilissima situazione che si è aperta con la doppia inagibilità. Della media Cavani innanzitutto, che verrà recuperata con un progetto di adeguamento sismico da 1,1 milioni (di cui 800mila dalla Regione) che richiede una collocazione alternativa per un anno e mezzo o forse due. La si è individuata nel vano sotto al palazzetto dello sport, che però non potrà essere pronto prima di novembre-dicembre, richiedendo un’altra soluzione ponte intermedia da settembre. Ma anche la primaria Casolari è off limits in vista di un cantiere di miglioramento sismico da 320mila euro già previsto, ma che è slittato per il primo bando andato deserto. Il secondo si chiuderà in questi giorni, con la perdita però di due mesi che porterà anche qui a riconsegnare gli ambienti non prima della fine dell’anno. Servono dunque due collocazioni temporanee subito a settembre. In apertura il sindaco Roberto Rubbiani ha rivolto scuse per la fase preparatoria frenetica che ha impedito un confronto prima. Poi il vice Simone Gianaroli (con delega ai lavori pubblici) ha fatto l’analisi tecnica della situazione sottolineando due cose in particolare. Che piacerebbe a tutti, ma non ci sono i soldi ora per un polo scolastico nuovo, che costerebbe 10-12 milioni. Tra le eredità lasciate al paese dall’amministrazione Ralenti, c’è quella del no al polo periferico già individuato nel 2002 alla Fondaccia, e quel treno non passa più. Poi Gianaroli ha sottolineato l’importanza di valorizzare comunque il patrimonio esistente con interventi che da una parte saranno risolutivi (la Cavani diventerà la prima scuola media antisismica dell’Appennino) e dall’altra fortemente migliorativi (la Casolari avrà una resistenza superiore al 50%). Ma dalla gente si è sentito di tutto. Da chi ha insistito per destinare i soldi anche solo all’inizio di un nuovo polo (ma un ente pubblico non può avviare un progetto senza copertura finanziaria integrale) a chi ha chiesto perlomeno una collocazione di lungo periodo diversa per la Cavani. L’idea del palazzetto non è piaciuta molto: «Era meglio montare i container al campo della Bastiglia o nel piazzale del Valverde», hanno osservato in diversi. Al che Gianaroli ha spiegato che l’idea della Bastiglia si è rivelata troppo costosa (500-600mila euro di urbanizzazione, più 180mila all’anno per il noleggio container) e improduttiva per il futuro, mentre al Valverde non si possono istallare moduli su frana attiva, per norma regionale. Ma tanta rabbia è venuta anche dal fatto di non poter sapere ancora quali saranno le soluzioni a settembre: «Come genitori dobbiamo organizzarci», «ma lo sapete che c’è chi pensa di mandare i propri figli fuori Comune?», «le classi in più sedi sarebbero ingestibili per i docenti», «pensate di andare all’asilo? Ma ci sono già stati problemi l’anno scorso con il trasloco degli alunni di Selva». Queste e molte altre perplessità. Ma anche proposte, come quella di andare nella palazzina di Mamma Nina, visto che il Comune non ha patrimonio immobiliare. L’unica certezza ora è che non si andrà fuori capoluogo. Il resto alla prossima riunione.

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