Gazzetta di Modena

Modena

Tre colpi di pistola per arrestare il ladro

di Valeria Cammarota
Tre colpi di pistola per arrestare il ladro

Operazione congiunta di carabinieri e polizia: la banda stava per assaltare un bar. Inseguimento a piedi e Bmw recuperata

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«Stavo dormendo quando mi hanno svegliata quelli che mi sono parsi spari. Impossibile, mi sono detta, così mi sono affacciata alla finestra per vedere cosa stesse realmente accadendo fuori: non ho visto nulla, casa mia è un poco ritirata rispetto alla strada principale, ma ho sentito distintamente qualcuno che gridava ad altri di fermarsi». È il racconto fatto, nelle prime ore del mattino di ieri, da una residente di via Dosi, quando ancora non era chiaro se davvero si fosse trattato di colpi di pistola e, in caso affermativo, chi e alla volta di chi qualcuno avesse sparato.

È accaduto, dunque, che il trambusto fosse il risultato di una brillante attività coordinata di controllo d carabinieri e polizia di Carpi, che ha portato all’arresto di un cittadino moldavo il quale, insieme a due complici, aveva tentato un furto al bar Hollywood di via nuova Ponente.

Erano trascorse da poco le cinque del mattino quando i tre, giunti a bordo di una Bmw nera, hanno cominciato ad armeggiare con un piede di porco per scassinare la porta di ingresso del locale, forse allettati dalla presenza di slot machine all’interno: un residente, notata l’attività e probabilmente insospettito dal fatto che l’esercizio commerciale apra abitualmente alle 6.30, ha dunque allertato le forze dell’ordine che si trovavano già in zona per i consueti controlli e che, perciò, hanno potuto sorprendere i ladri in flagranza.

A quel punto, sono cominciate la fuga e l’inseguimento: i banditi hanno abbandonato l’auto nel parcheggio del bar e sono scappati a piedi, facendosi strada tra viuzze e sottostrade che hanno percorso fino ad arrivare in via Giovanni XXIII, nell’area compresa tra il Pronto Soccorso e via Meucci. Qui sono stati raggiunti dai militari dell’Arma e dagli agenti del Commissariato che, riconoscendoli, li hanno rincorsi a piedi. Uditi distintamente nel silenzio delle prime ore del mattino, sono stati tre i colpi sparati in aria finalizzati a intimare ai tre di fermarsi ma, giunti in via Meucci, solo uno è stato bloccato, immobilizzato, ammanettato e, dunque, trasportato in caserma, mentre i due complici sono riusciti a scappare.

Testimone di quanto stava accadendo, la titolare del bar Cartizze. «Ho aperto alle 5 - racconta - dunque lavoravo da poco quando, saranno state le 5.40, ho visto uno strano dispiegamento di carabinieri e polizia qui davanti. Avevano le pistole in mano e cercavano qualcuno. A un certo punto, li ho sentiti gridare “fermati!” verso tre individui. Sono corsi tutti in direzione di via Meucci, qui a fianco: due li ho visti proseguire nella fuga, mentre ho assistito alla cattura del terzo. Era sdraiato per terra, tenuto bloccato, quindi è stato caricato in auto e portato via. Mi tremavano le gambe per l’agitazione. Anche noi, in passato a Rovereto, siamo rimasti vittima di un furto. Il nostro è diventato un mestiere in cui si rischia: bisogna stare molto attenti».

Il ladro bloccato - A.D. le sue iniziali - è un 43enne senza fissa dimora, proveniente da Pavullo, cui sono stati contestati i reati di tentato furto, ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale e che oggi verrà processato per direttissima.

È stato inoltre possibile recuperare la Bmw su cui sono in corso accertamenti scientifici per rilevare eventuali tracce degli altri due banditi. Nel mezzo utilizzata dai tre - rubato a Casalecchio di Reno all’inizio di luglio e cui erano state applicate targhe frutto di un ulteriore furto avvenuto ad Anzola Emilia - sono stati trovati: un piede di porco, diversi strumenti per l’effrazione ed estintori solitamente utilizzati in caso d’inseguimento per creare un diversivo che impedisca la visibilità alle forze dell’ordine. A queste ultime va il plauso di Mattia, socio nella gestione del Cartizze. «Le ringrazio per il loro impegno - ha affermato a poche ore dall’accaduto - è grazie a loro se, nonostante eventi come questi, ci sentiamo comunque sicuri».

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