Gazzetta di Modena

Modena

LA studentessa MODENESE ELISA FERRARI IN CALIFORNIA 

Chip e telecamere intelligenti

di Gaetano Cervone

Con un collega ha creato un sistema di riconoscimento video

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Le aziende hanno già cominciato a corteggiarli, interessate agli sviluppi di quel progetto “made in Emilia” che non è sfuggito ai docenti dell’Università di Pisa che l’hanno scelto tra i vincitori.

Il viaggio in California della modenese Elisa Ferrari – con il suo socio di studi, il reggiano Pietro Carra - è iniziato ieri e durerà quasi dieci giorni, tra incontri e corsi di accelerazione di impresa al TVLPx di Menlo Park nel cuore della silicon Valley in California. Un’opportunità che Elisa e Pietro – ventiquattrenni iscritti alla laurea magistrale di Fisica Medica in Toscana – non volevano lasciarsi sfuggire e così hanno pensato di mettere nero su bianco un progetto che unisse le proprie competenze. «Mi occupo di software e algoritmi di intelligenza artificiale, mentre Pietro è il genio dell’hardware – spiega Elisa – L’idea iniziale era quella di sfruttare le conoscenze per offrire un servizio di consulenza per calcoli complessi alle aziende, ma poi ci siamo orientati verso un’altra soluzione».

L’esito finale si chiama “Smart panopticon”, il progetto con cui hanno partecipato bando e che intende dotare le telecamere di videosorveglianza della capacità di riconoscere autonomamente comportamenti sospetti e segnalare così infrazioni o danneggiamenti.

Tutto avviene grazie ad un microprocessore capace di rendere intelligente qualsiasi telecamera con costi che vanno dai dieci euro in su. I potenziali ambiti di utilizzo ideato dal tandem emiliano non riguardano infatti il solo ramo della videosorveglianza, poiché – ad esempio – una telecamera intelligente in qualsiasi negozio o centro commerciale può aiutare a capire i comportamenti dei consumatori.

«In questi mesi concluderemo la realizzazione del primo prototipo che sarà brevettato. Nel frattempo diverse aziende si sono già fatte avanti mostrando un serio interesse per possibili investimenti – spiega Pietro – Il nostro obiettivo è fondare una startup basata su Smart panopticon e poi avviare collaborazioni con i diretti interessati».

All’inizio nessuno dei due studenti aveva mai immaginato che la scelta di quel corso in Fisica Medica a Pisa – dopo la triennale in Fisica nella nostra università avrebbe aperto opportunità imprenditoriali. Elisa, diplomata al liceo classico Muratori, aveva scelto la strada della scienza: «Mi sono appassionata alla fisica grazie al professor Cuoghi, un docente capace di rendere affascinanti le lezioni di matematica - racconta - Sto ultimando la tesi sulla diagnostica nelle risonanze magnetiche, ovvero l’utilizzo di algoritmi di intelligenza artificiale in grado di visualizzare anomalie, come ad esempio tumori, nelle immagini». Ilfuturo?

«L’ambizione era restare nella ricerca accademica – conclude Elisa – Ho però imparato che bisogna essere sempre pronti a cogliere nuove opportunità, anche a costo di restare lontano dalla famiglia, dagli amici e… dai tortellini».

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