Export, patto Sace-Confindustria
Il neo presidente Ferrari: «Potremo sviluppare soluzioni specifiche per le pmi»
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Le società Sace e Simest, che insieme costituiscono il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, e Confindustria Emilia-Romagna hanno concluso un accordo destinato a consolidare e implementare i processi di crescita all’estero delle imprese del territorio.
L’accordo di collaborazione è stato siglato a margine dell’incontro “L’Emilia-Romagna in marcia. Industria, Investimenti, Crescita”, organizzato a Bologna dagli industriali della regione in occasione del passaggio di testimone tra il presidente Marchesini e il suo successore Pietro Ferrari.
«L’export è un fattore trainante per la crescita dell’economia dell’Emilia-Romagna, regione che nel primo trimestre del 2017 ha registrato un aumento delle esportazioni dell’8,9% – ha dichiarato Alessandro Decio, Ad Sace – Con questo accordo siamo convinti di poter dare un ulteriore impulso allo sviluppo internazionale delle imprese emiliano-romagnole, a cui Sace e Simest offrono una gamma completa di soluzioni assicurativo-finanziarie».
Nell’ultimo anno Sace e Simest hanno mobilitato in Emilia-Romagna risorse per 2,7 miliardi di euro in favore di oltre 1800 imprese attive nella regione, mettendo a disposizione anche il nuovo presidio del Gruppo CDP a Bologna.
«Con questo accordo - afferma il modenese Pietro Ferrari, presidente di Confindustria Emilia-Romagna - rinnoviamo una positiva collaborazione, che ha permesso alle nostre imprese di conoscere meglio gli strumenti assicurativi e finanziari proposti da Sace e Simest e approfondirne le modalità di utilizzo nei mercati esteri. La nostra collaborazione è oggi ulteriormente valorizzata dalla presenza in Emilia-Romagna di una sede unica, unitamente all’avvio di alcuni Information Point per le imprese in alcune sedi territoriali del nostro sistema. Con Sace e Simest abbiamo un comune impegno a sviluppare soluzioni dedicate alle specifiche esigenze delle pmi».
L’intesa vuole supportare le aziende del territorio nella realizzazione dei loro progetti di proiezione commerciale e investimento sui mercati esteri, anche attraverso l’attuazione di programmi di internazionalizzazione promossi dal sistema Confindustria Emilia-Romagna, in collaborazione con Sace-Simest e altre istituzioni, tra cui la Regione, il Mise e Ice Agenzia.
L’Emilia-Romagna – con oltre 56 miliardi (+1,5% rispetto al 2015) di beni esportati nel 2016 – rappresenta circa il 13% dell’export nazionale, preceduta sul podio solamente da Lombardia e Veneto.
Cinque settori rappresentano oltre il 70% del totale esportato: meccanica strumentale, mezzi di trasporto, tessile e abbigliamento, gomma e plastica e, infine, alimentari e bevande. I mezzi di trasporto non hanno replicato l’ottimo 2015 (circa +8% sul 2014. Il risultato era stato trainato dalla brillante performance del comparto autoveicoli) e hanno chiuso in negativo. Gli altri quattro settori hanno fatto registrare segni positivi, con in testa gomma e plastica (+4,4% rispetto al 2015). Apparecchiature elettroniche, prodotti agricoli e apparecchi elettrici sono i settori che hanno registrato le performance migliori e che rappresentano quasi il 10% del totale export emiliano-romagnolo.
I mercati di destinazione sono un buon mix di Paesi dell’Unione Europea (57%) e dell’area extra-UE (43%).
Cinque Paesi rappresentano circa il 45% del totale esportato (Germania, Francia, Stati Uniti, Regno Unito e Spagna). Tranne gli Stati Uniti, questi sono tutti in crescita (in particolare la Spagna, +11,4%).
Nel primo trimestre del 2017 l’export dell’Emilia Romagna ha registrato un aumento dell'8,9%, con alcuni settori che sono cresciuti anche di più (a tassi superiori al 10%), quali, prodotti in metallo, chimica, apparecchi elettrici, meccanica strumentale e apparecchi elettronici.
Bene anche le vendite nel comparto dei mezzi di trasporto (+9,7%).
L’accordo di collaborazione è stato siglato a margine dell’incontro “L’Emilia-Romagna in marcia. Industria, Investimenti, Crescita”, organizzato a Bologna dagli industriali della regione in occasione del passaggio di testimone tra il presidente Marchesini e il suo successore Pietro Ferrari.
«L’export è un fattore trainante per la crescita dell’economia dell’Emilia-Romagna, regione che nel primo trimestre del 2017 ha registrato un aumento delle esportazioni dell’8,9% – ha dichiarato Alessandro Decio, Ad Sace – Con questo accordo siamo convinti di poter dare un ulteriore impulso allo sviluppo internazionale delle imprese emiliano-romagnole, a cui Sace e Simest offrono una gamma completa di soluzioni assicurativo-finanziarie».
Nell’ultimo anno Sace e Simest hanno mobilitato in Emilia-Romagna risorse per 2,7 miliardi di euro in favore di oltre 1800 imprese attive nella regione, mettendo a disposizione anche il nuovo presidio del Gruppo CDP a Bologna.
«Con questo accordo - afferma il modenese Pietro Ferrari, presidente di Confindustria Emilia-Romagna - rinnoviamo una positiva collaborazione, che ha permesso alle nostre imprese di conoscere meglio gli strumenti assicurativi e finanziari proposti da Sace e Simest e approfondirne le modalità di utilizzo nei mercati esteri. La nostra collaborazione è oggi ulteriormente valorizzata dalla presenza in Emilia-Romagna di una sede unica, unitamente all’avvio di alcuni Information Point per le imprese in alcune sedi territoriali del nostro sistema. Con Sace e Simest abbiamo un comune impegno a sviluppare soluzioni dedicate alle specifiche esigenze delle pmi».
L’intesa vuole supportare le aziende del territorio nella realizzazione dei loro progetti di proiezione commerciale e investimento sui mercati esteri, anche attraverso l’attuazione di programmi di internazionalizzazione promossi dal sistema Confindustria Emilia-Romagna, in collaborazione con Sace-Simest e altre istituzioni, tra cui la Regione, il Mise e Ice Agenzia.
L’Emilia-Romagna – con oltre 56 miliardi (+1,5% rispetto al 2015) di beni esportati nel 2016 – rappresenta circa il 13% dell’export nazionale, preceduta sul podio solamente da Lombardia e Veneto.
Cinque settori rappresentano oltre il 70% del totale esportato: meccanica strumentale, mezzi di trasporto, tessile e abbigliamento, gomma e plastica e, infine, alimentari e bevande. I mezzi di trasporto non hanno replicato l’ottimo 2015 (circa +8% sul 2014. Il risultato era stato trainato dalla brillante performance del comparto autoveicoli) e hanno chiuso in negativo. Gli altri quattro settori hanno fatto registrare segni positivi, con in testa gomma e plastica (+4,4% rispetto al 2015). Apparecchiature elettroniche, prodotti agricoli e apparecchi elettrici sono i settori che hanno registrato le performance migliori e che rappresentano quasi il 10% del totale export emiliano-romagnolo.
I mercati di destinazione sono un buon mix di Paesi dell’Unione Europea (57%) e dell’area extra-UE (43%).
Cinque Paesi rappresentano circa il 45% del totale esportato (Germania, Francia, Stati Uniti, Regno Unito e Spagna). Tranne gli Stati Uniti, questi sono tutti in crescita (in particolare la Spagna, +11,4%).
Nel primo trimestre del 2017 l’export dell’Emilia Romagna ha registrato un aumento dell'8,9%, con alcuni settori che sono cresciuti anche di più (a tassi superiori al 10%), quali, prodotti in metallo, chimica, apparecchi elettrici, meccanica strumentale e apparecchi elettronici.
Bene anche le vendite nel comparto dei mezzi di trasporto (+9,7%).
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