Il business della sosta negli ospedali modenesi
di Stefano Luppi
Un nuovo caso di auto parcheggiata da un disabile e fermata dalle ganasce Convenzione beffa: «Il luogo è pubblico ma sono trattati come posteggi privati»
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«Siamo ammalati, siamo costretti ad andare in ospedale per visite e ricoveri accompagnati dai nostri cari e in più ci troviamo le ganasce all’auto e siamo costretti ad attendere sotto un solo cocente che arrivi l’autocarro a liberare il nostro mezzo. Tra l’altro con l’obbligatorietà di pagare quasi cento euro in contanti».
Il caso. Sono di questo tenore le proteste - continue, da tempo - che mettono ancora una volta al centro del mirino la convenzione “beffa” (per gli utenti) che regola i parcheggi e le infrazioni legate al Codice della strada nelle aree sosta degli ospedali di Baggiovara e del Policlinico. Documenti stilati dai due ospedali pubblici oggi riuniti, per i parcheggi pubblici e le società private Camellini e Longagnani incaricate di eseguire il servizio sanzionatorio. Ciò di fatto porta però a una gestione “privata” dei posteggi due ospedali, vicenda su cui qualche avvocato sta iniziando a ragionare. Difficile anche non pensare al business economico che scaturisce dalla gestione di questi spazi.
La segnalazione. E dalle proteste emerge il caso - smentito in parte dalle società di soccorso stradale e rimozione mezzi - di impossibilità di pagare con un bancomat o carta di credito, ma solo attraverso banconote. Dopo il caso dei giorni scorsi - al nosocomio Civile e non all’ospedale di via del Pozzo - ieri si sono rivolti alla Gazzetta altri utenti. Quel che sconcerta, nei racconti di questi malati gravi, sono i problemi relativi ai parcheggi: questioni tutto sommato minori che si tramutano invece in una ulteriore preoccupazione che si assomma a chi ne ha di ben più gravi. «Nella mia famiglia - spiega una signora conosciuta in città che chiede di restare anonima - ci sono purtroppo quattro persone gravemente ammalate. Quindi io e mio marito siamo spesso in ospedale e ben sappiamo come funziona il parcheggio di Baggiovara.
Nuovo episodio. L’ultimo caso, alcune settimane fa, mi ha fatto davvero imbestialire anche perché sovente vedo persone alle prese con la stessa vicenda. Avendo molti malati in casa quella volta accompagnando mia madre avevo dimenticato di esporre il tagliando disabili. Arrivando dopo un esame ho trovato le ganasce al mezzo e, con mia madre disabile, sono stata costretta ad attendere un’ora e mezzo l’arrivo dell’addetto che doveva togliere le ganasce. C’erano 36 gradi quel giorno, qualcuno mi dice come è possibile un servizio di questo tipo?».
Il pagamento. La signora ha scritto ai vertici dell’ospedale, che non avrebbero risposto, come invece ha fatto il sindaco Muzzarelli anch’esso interessato del problema. Ma c’è altro: «Mi chiedo come sia possibile che a Baggiovara ora non ci sia più il bancomat per prelevare come ad esempio c’è a Carpi o al Policlinico. E dover pagare solo in contanti: com’è possibile nel 2017? Quel giorno delle persone che erano lì mi hanno offerto i loro soldi». Sul punto del mancato servizio Pos Roberto Camellini, titolare dell’omonima società di rimozione, smentisce: «Assicuro - dice - che noi abbiamo il pos portatile per il pagamento con il bancomat. Ma non è possibile pagare con le carte di credito perché la commissione è troppo alta e ci rimetterei. Non applichiamo neppure il pagamento differito come avviene per una normale contravvenzione perché che faccio se poi rilascio l’auto e la persona non paga? Ho chiesto all’Ausl che però non si vuole fare garante in caso di mancato pagamento. Comunque ricordo a tutti che è obbligatorio esporre il tagliando disabili. E chi ha detto al giornale di aver dovuto ricorrere al taxi o essere stato trattato male dal nostro personale, non ha raccontato la verità».
Le vittime. Insomma un gran caos, ma di mezzo ci vanno purtroppo i malati e chi, spesso in buonafede, dimentica di esporre il tagliando disabili.
Nei giorni scorsi, tra l’altro, un altro caso - “clamoroso” - ha riguardato un dializzato che sarebbe stato costretto ad attendere di vedersi liberare la propria auto. Insomma disservizi veri e propri che giungono a seguito delle famigerate “convenzioni” tra ospedali e società private che tra l’altro hanno un tornaconto economico non piccolo nel monitorare continuamente i due parcheggi degli ospedali.
La direzione. Informati delle continue proteste sulle ganasce dai vertici di Baggiovara spiegano che «a partire da maggio scorso sono state riviste le regole per la sosta di Baggiovara, con particolare attenzione ai posti auto del parcheggio multipiano coperto. Qui sono previsti posti auto riservati alle persone disabili che per poter usufruire dei posti loro riservati devono esporre il contrassegno, mentre i ricoverandi e ai dimissionari, devono esporre il disco orario a tempo e parcheggiare nei posti loro riservati. All’interno di quest’area è installato anche un cartello informativo che dettaglia i luoghi di parcheggio, e le eventuali sanzioni. I contrassegni e i permessi servono proprio a evitare abusi, nella massima trasparenza. Per questo motivo le auto parcheggiate senza contrassegno nei posti riservati ai disabili vengono rimosse o bloccate. Stesso trattamento viene riservato alle auto che indebitamente occupano i posti riservati alle dimissioni ospedaliere e a quelle che intralciano vie di fuga, porte, scale o marciapiedi. Per quanto riguarda i pagamenti, oltre al contante, è possibile utilizzare la carta bancomat con il Pos. L’Azienda, comunque, è disponibile a valutare tutte le segnalazioni che potrebbero arrivare dai cittadini».
Il caso. Sono di questo tenore le proteste - continue, da tempo - che mettono ancora una volta al centro del mirino la convenzione “beffa” (per gli utenti) che regola i parcheggi e le infrazioni legate al Codice della strada nelle aree sosta degli ospedali di Baggiovara e del Policlinico. Documenti stilati dai due ospedali pubblici oggi riuniti, per i parcheggi pubblici e le società private Camellini e Longagnani incaricate di eseguire il servizio sanzionatorio. Ciò di fatto porta però a una gestione “privata” dei posteggi due ospedali, vicenda su cui qualche avvocato sta iniziando a ragionare. Difficile anche non pensare al business economico che scaturisce dalla gestione di questi spazi.
La segnalazione. E dalle proteste emerge il caso - smentito in parte dalle società di soccorso stradale e rimozione mezzi - di impossibilità di pagare con un bancomat o carta di credito, ma solo attraverso banconote. Dopo il caso dei giorni scorsi - al nosocomio Civile e non all’ospedale di via del Pozzo - ieri si sono rivolti alla Gazzetta altri utenti. Quel che sconcerta, nei racconti di questi malati gravi, sono i problemi relativi ai parcheggi: questioni tutto sommato minori che si tramutano invece in una ulteriore preoccupazione che si assomma a chi ne ha di ben più gravi. «Nella mia famiglia - spiega una signora conosciuta in città che chiede di restare anonima - ci sono purtroppo quattro persone gravemente ammalate. Quindi io e mio marito siamo spesso in ospedale e ben sappiamo come funziona il parcheggio di Baggiovara.
Nuovo episodio. L’ultimo caso, alcune settimane fa, mi ha fatto davvero imbestialire anche perché sovente vedo persone alle prese con la stessa vicenda. Avendo molti malati in casa quella volta accompagnando mia madre avevo dimenticato di esporre il tagliando disabili. Arrivando dopo un esame ho trovato le ganasce al mezzo e, con mia madre disabile, sono stata costretta ad attendere un’ora e mezzo l’arrivo dell’addetto che doveva togliere le ganasce. C’erano 36 gradi quel giorno, qualcuno mi dice come è possibile un servizio di questo tipo?».
Il pagamento. La signora ha scritto ai vertici dell’ospedale, che non avrebbero risposto, come invece ha fatto il sindaco Muzzarelli anch’esso interessato del problema. Ma c’è altro: «Mi chiedo come sia possibile che a Baggiovara ora non ci sia più il bancomat per prelevare come ad esempio c’è a Carpi o al Policlinico. E dover pagare solo in contanti: com’è possibile nel 2017? Quel giorno delle persone che erano lì mi hanno offerto i loro soldi». Sul punto del mancato servizio Pos Roberto Camellini, titolare dell’omonima società di rimozione, smentisce: «Assicuro - dice - che noi abbiamo il pos portatile per il pagamento con il bancomat. Ma non è possibile pagare con le carte di credito perché la commissione è troppo alta e ci rimetterei. Non applichiamo neppure il pagamento differito come avviene per una normale contravvenzione perché che faccio se poi rilascio l’auto e la persona non paga? Ho chiesto all’Ausl che però non si vuole fare garante in caso di mancato pagamento. Comunque ricordo a tutti che è obbligatorio esporre il tagliando disabili. E chi ha detto al giornale di aver dovuto ricorrere al taxi o essere stato trattato male dal nostro personale, non ha raccontato la verità».
Le vittime. Insomma un gran caos, ma di mezzo ci vanno purtroppo i malati e chi, spesso in buonafede, dimentica di esporre il tagliando disabili.
Nei giorni scorsi, tra l’altro, un altro caso - “clamoroso” - ha riguardato un dializzato che sarebbe stato costretto ad attendere di vedersi liberare la propria auto. Insomma disservizi veri e propri che giungono a seguito delle famigerate “convenzioni” tra ospedali e società private che tra l’altro hanno un tornaconto economico non piccolo nel monitorare continuamente i due parcheggi degli ospedali.
La direzione. Informati delle continue proteste sulle ganasce dai vertici di Baggiovara spiegano che «a partire da maggio scorso sono state riviste le regole per la sosta di Baggiovara, con particolare attenzione ai posti auto del parcheggio multipiano coperto. Qui sono previsti posti auto riservati alle persone disabili che per poter usufruire dei posti loro riservati devono esporre il contrassegno, mentre i ricoverandi e ai dimissionari, devono esporre il disco orario a tempo e parcheggiare nei posti loro riservati. All’interno di quest’area è installato anche un cartello informativo che dettaglia i luoghi di parcheggio, e le eventuali sanzioni. I contrassegni e i permessi servono proprio a evitare abusi, nella massima trasparenza. Per questo motivo le auto parcheggiate senza contrassegno nei posti riservati ai disabili vengono rimosse o bloccate. Stesso trattamento viene riservato alle auto che indebitamente occupano i posti riservati alle dimissioni ospedaliere e a quelle che intralciano vie di fuga, porte, scale o marciapiedi. Per quanto riguarda i pagamenti, oltre al contante, è possibile utilizzare la carta bancomat con il Pos. L’Azienda, comunque, è disponibile a valutare tutte le segnalazioni che potrebbero arrivare dai cittadini».
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