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La storia di Federico: «Non più medico, ma sto coi malati»

La storia di Federico: «Non più medico, ma sto coi malati»

A soli 18 anni viene eletto vicepresidente di un’importante associazione di volontariato del territorio.Tutto era iniziato così, per caso, come capita a tanti giovani. Poi, quest’esperienza gli ha...

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A soli 18 anni viene eletto vicepresidente di un’importante associazione di volontariato del territorio.

Tutto era iniziato così, per caso, come capita a tanti giovani. Poi, quest’esperienza gli ha permesso di capire cos’avrebbe voluto fare da grande.

È Federico Fabbrocino, classe 1997 e vicepresidente di Avo (Associazione volontari ospedalieri) Modena.

«Il volontariato in ospedale mi ha fatto capire che, a differenza di ciò che pensavo inizialmente, non avrei voluto lavorare come medico», ha esordito il giovane, che si racconta. «Se tra i miei obiettivi, dopo gli anni di scuola superiore, c’era l’iscrizione alla facoltà di Medicina - ha ripreso il ragazzo - ho, in seguito, realizzato che avrei voluto aiutare gli altri attraverso un’altra specializzazione universitaria. E ora sono iscritto al primo anno di Giurisprudenza».

Come sei entrato in contatto col mondo del volontariato? «Frequentavo il liceo scientifico Sacro Cuore a Modena e, in terza superiore, era stata data l’opportunità agli studenti di svolgere un’esperienza di volontariato. L’Avo l’ho conosciuta in questo modo, proprio grazie alla scuola».

Com’è stata quell’esperienza? «Mi sono appassionato subito a questo mondo: poter aiutare gli altri, in particolare i pazienti in ospedale, attraverso le mansioni che svolgiamo, mi rendeva felice e non poteva finire in quelle poche settimane. Così, ho contattato l’associazione e ho ripreso a far volontariato dedicando tempo a questa attività».

Poi cos’è successo? «Appena maggiorenne ho frequentato un corso, presso l’associazione, per diventare volontario a tutti gli effetti e col rinnovo delle cariche mi sono proposto per diventare vicepresidente: sono stato eletto. Anche adesso, a distanza di tempo e con una carica in più, presto assistenza ai malati, non ho smesso di andare in reparto. Tuttavia, sono impegnato anche a livello organizzativo e nella gestione delle diverse mansioni che riguardano l’associazione, e la cosa mi piace». (m.s.)

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