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Minniti mette in crisi il velox di Modena

di Luca Gardinale
Minniti mette in crisi il velox di Modena

Il ministro dell’Interno: «Utilizzarli per prevenire e non per fare cassa». Torna in dubbio la posizione sulla tangenziale

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MODENA. Ci sono i cellulari, con la pessima abitudine di controllare ‘post’ e messaggi mentre siamo al semaforo (e non solo). E poi ci sono caschi e cinture di sicurezza, perché ancora oggi c’è chi non li usa. Ma con loro ci sono anche gli autovelox: se utilizzati bene, infatti, gli strumenti di rilevazione elettronica della velocità hanno un ruolo fondamentale nella prevenzione degli incidenti stradali. Prevenzione che è l’obiettivo della nuova direttiva emessa dal ministro dell’Interno Minniti, che ha deciso di dare una stretta sul settore sicurezza stradale: Usare i velox per fare sicurezza e non cassa».

D’altra parte i numeri parlano chiaro: se gli incidenti sul territorio nazionale sono diminuiti (dal 1 gennaio al 16 luglio sono stati 39.049, ovvero il 3,5% in meno del 2016), quelli mortali sono aumentati (nei primi sei mesi dell’anno scorso erano stati 745, quest’anno sono stati 800). Così, il ministro ha deciso di passare alla tolleranza zero nei confronti dei comportamenti pericolosi: nel mirino c’è soprattutto l’uso scorretto degli smartphone - le infrazioni sono aumentate del 15,1% - ma anche gli strumenti tecnologici, con l’esplicito invito di non utilizzarli per fare cassa, ma per garantire una maggiore sicurezza sulle strade, invitando così i Comuni a collocarli sulle strade dove avvengono più incidenti.

E a vigilare sulla corretta collocazione degli strumenti elettronici saranno i prefetti, mentre i sistemi stessi vengono riclassificati in tre grandi categorie: fissi (“Tutor” e “Vergilius”), temporanei (Autovelox) e mobili (apparecchiatura utilizzata da un veicolo in movimento). La circolare prevede inoltre la taratura e verifica annuale della funzionalità dei sistemi, mentre le postazioni di controllo della velocità dovranno essere ben segnalate da cartelli. Ma cosa cambierà effettivamente a Modena alla luce delle novità volute dal ministro?

Di fatto, oggi sul territorio comunale c’è un solo autovelox (per il momento manterremo la vecchia terminologia) fisso: dopo che la Prefettura ha spento gli impianti di via Contrada, via Canaletto e via Bellaria, esattamente un anno fa - era il 25 luglio - è stato acceso quello sulla tangenziale Carducci, all’altezza dell’uscita 6, sulla corsia sud. Un impianto che finora ha reso parecchio, in termini di incassi: dopo un periodo di rodaggio con 120-130 sanzioni al giorno, la media si è stabilizzata sulle 100 al giorno, con picchi nel fine settimana e numeri più bassi negli altri giorni.

Numeri molto importanti - anche se il record spetta al velox di via Contrada, che in 19 giorni (prima dello stop della Prefettura) aveva fotografato una media di 750 automobilisti al giorno che superavano i 50 all’ora - che, alla luce della direttiva Minniti, fanno nascere una domanda: quella è davvero la posizione migliore per garantire la sicurezza stradale, o la collocazione in tangenziale serve più che altro a fare cassa? La risposta ovviamente non è scontata, anche perché, come ha dimostrato il caso di via Contrada, gli strumenti fissi hanno molti vincoli - ad esempio la presenza di strade affluenti con limiti di velocità diversi da quella principale - che di fatto impediscono di installarli in buona parte delle strade cittadine.

Al momento di decidere la collocazione dell’autovelox che oggi è in tangenziale erano infatti state valutate altre possibilità, come quella di viale Italia, una delle strade più pericolose della città, ma i vincoli di legge rendevano impossibile questa scelta. Scelta che, dopo un lungo confronto con Prefettura, forze dell’ordine e municipale, è così caduta sulla tangenziale. Allo stesso tempo, proprio alla luce dei troppi vincoli che riguardano gli strumenti fissi, si è deciso di puntare fortemente sugli strumenti mobili, la cui collocazione viene sempre comunicata via Twitter dalla polizia municipale.

Una scelta che dovrebbe essere confermata anche alla luce della circolare Minniti, anche se qualche dubbio su quel velox in tangenziale resta.
 

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