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Modena. Promettevano lavoro a nigeriane poi le obbligavano a prostituirsi come schiave

Modena. Promettevano lavoro a nigeriane poi le obbligavano a prostituirsi come schiave

Sgominate due bande di africani con centro operativo a Bologna e ramificazioni a Modena, Crotone, Bolzano

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MODENA. Convincevano delle giovani connazionali a trasferirsi in italia, promettendo loro un posto da badante o da donna delle pulizie, ma una volta arrivate le costringevano a prostituirsi, minacciandole e violentandole, obbligandole a 'saldare' il debito tra i 40.000 e i 70.000 euro contratto per venire in italia minacciandole con rituali vudù. Una delle ragazze, una 23enne che a causa delle violenze subite ha subito "l'asportazione di parte degli organi genitali, e ha anche contratto l'hiv", nel giugno del 2016 ha denunciato i propri aguzzini, e a un anno di distanza le indagini dei carabinieri hanno portato al fermo di 11 persone, tutte di nazionalità nigeriana, appartenenti a due organizzazioni legate tra loro che facevano base a Bologna, con ramificazioni anche a Modena, Crotone e Bolzano.
L'aspetto più significativo della vicenda, sottolinea in conferenza stampa il procuratore capo di Bologna Giuseppe Amato, è quello legato "all'associazione a delinquere finalizzata alla tratta, alla riduzione in schiavitù, al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e della prostituzione", tutti reati contestati ai componenti di una delle due associazioni criminali (per l'altra, invece, c'è solo il concorso). Amato coglie poi l'occasione per affermare di "condividere quanto detto ieri dal ministro degli interni Marco Minniti sulla necessità di governare i flussi migratori in Africa", spiegando che "se certi fenomeni potessero essere interrotti prima della partenza si eviterebbero vicende come quella di cui parliamo oggi".

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