Gli anziani che ballano a Mirandola: «Non siamo banditi»
«Multa ingiusta al nostro servizio, e il controllo dei vigili è arrivato dopo le nostre resistenze al trasloco»
MIRANDOLA. C’è rammarico tra i consiglieri del Circolo Arci di via Mazzone a Mirandola, dopo il blitz della municipale che ha portato alla luce delle irregolarità nel centro anziani a cui è poi stata notificata la sospensione delle attività. Irregolarità che vengono sottolineate dal sindaco Maino Benatti: <Subito dopo il terremoto abbiamo proposto al Circolo anziani di trasferirsi all’ex bocciodromo per avere una sede sicura, moderna e accogliente. Con le nuove regole sulla sicurezza e sull’acustica era molto difficile ed estremamente costoso mettere a norma l’attuale sede. L’assemblea del Circolo aveva deciso di trasferire la propria attività nell’ex bocciodromo e l’Amministrazione sta realizzando alcuni interventi che erano stati suggeriti dal direttivo del Circolo anziani - spiega il sindaco - Inoltre avevamo ripetuto loro più volte che dovevano operare secondo le regole del circolo privato, dopo che erano arrivate numerose segnalazioni da vicini e da altre persone per il forte rumore prodotto nei pomeriggi e nelle serate danzanti. L’intervento della polizia municipale è venuto dopo diverse segnalazioni arrivate anche alla Pm, che ha agito in assoluta autonomia. Spiace vedere che ci sono forze politiche che polemizzano sui controlli che gli uffici comunali effettuano per garantire la legalità e il rispetto delle regole che tutti a parole invocano».
Ma gli anziani del circolo proprio non ci stanno.
«E’ vero che quella domenica pomeriggio c’erano 50 persone - afferma Libero Sgarbi, 82 anni, neopresidente del Circolo - 20 romeni e 30 moldavi, ma solo 10 di loro erano sprovvisti della tessera associativa, non 20. Purtroppo siamo in pochi all’ingresso e qualcuno c’è sfuggito. Ma è da 9 anni che moldavi, romeni, polacchi e ucraini, tutti tesserati, vengono a ballare qui durante le domeniche danzanti etniche, elogiate dal sindaco per l’integrazione. Se tra loro c’erano anche dei pregiudicati, come potevamo saperlo solo guardandoli? Ne eravamo inconsapevoli, non siamo dei delinquenti. Il biglietto d’ingresso, poi, è sempre stato di 6 euro per i tesserati con tanto di cartello affisso in biglietteria. E nessuna bevanda è stata mai rincarata la domenica: il listino prezzi del bar e della tensostruttura in cui si balla ha gli stessi prezzi tutti i giorni».
Questione due badanti, una romena e l’altra moldava, presunta “regia” delle domeniche da discoteca del Circolo.
«Sono romena ma regolarmente stipendiata come dipendente - spiega la barista 49enne del Circolo, originaria della Romania ma da anni in Italia - mi occupo di aiutare gli anziani che vengono qua a prendere le medicine e ad andare in bagno, ma non sono badante. Come non lo è la mia collega, una 24enne di Mirandola, anche lei barista».
«La mia badante romena veniva a ballare qui la domenica - puntualizza Valter Ribaldi, 84enne, consigliere - ma non mi ha circuito nel trasformare questo posto in quello che non è».
«Quanto alla multa di 3mila euro le cose non tornano: ci contestano che mancano i cartelli di Circolo autogestito, d’ingresso solo per i tesserati, che non abbiamo le licenze e l’attestato sanitario di somministrazione del cibo, che invece ci sono - precisa il presidente mostrandoceli - ed è vero che dopo il terremoto abbiamo accettato la proposta del sindaco di spostarci nella nuova sede vicino alle piscine. Ma ci ha detto che lì non avremmo potuto fare le stesse attività, così abbiamo posto dei “paletti”. E poco dopo è arrivato il controllo della municipale. Un caso? ».
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