I bimbi bielorussi in vacanza nel Distretto
Dalla visita di palazzo Ducale a Modena all’incontro con l’amministrazione comunale di Formigine, dalla giornata di giochi a villa Bianchi di Casinalbo ai tuffi nella piscina della Meridiana. Sono...
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Dalla visita di palazzo Ducale a Modena all’incontro con l’amministrazione comunale di Formigine, dalla giornata di giochi a villa Bianchi di Casinalbo ai tuffi nella piscina della Meridiana.
Sono già tante, ma a fine mese saranno ancora di più, le attività svolte nel modenese dai 17 bambini bielorussi che dal 30 giugno scorso sono ospiti delle famiglie dell’Associazione Chernobyl di Maranello, Fiorano e Formigine. I bimbi, complessivamente 11 femmine e 6 maschi tra i 7 e i 10 anni - accompagnati da un’interprete bielorussa - vengono dai villaggi della provincia di Braghin, nella regione di Gomel, una delle più contaminate dal disastro nucleare del 26 aprile 1986 e i trenta giorni che trascorrono nel Distretto ceramico saranno molto importanti per il loro risanamento e per effettuare una serie di visite mediche sul loro stato di salute, oltre alle attività sociali e a gite per conoscere meglio il territorio modenese che li ospita.
Sono più di 400 i bambini accolti in oltre vent’anni di progetto Chernobyl, che si avvale anche del sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena: «Un piccolo grande traguardo - spiega soddisfatto il presidente dell’associazione Paolo Fontana - per il quale dobbiamo ringraziare tante persone, associazioni ed enti locali che non ci hanno mai fatto mancare il loro sostegno. In particolare, vogliamo ringraziare le 208 famiglie che in questi anni hanno aperto le porte delle loro case a questi bambini». (l.g.)
Sono già tante, ma a fine mese saranno ancora di più, le attività svolte nel modenese dai 17 bambini bielorussi che dal 30 giugno scorso sono ospiti delle famiglie dell’Associazione Chernobyl di Maranello, Fiorano e Formigine. I bimbi, complessivamente 11 femmine e 6 maschi tra i 7 e i 10 anni - accompagnati da un’interprete bielorussa - vengono dai villaggi della provincia di Braghin, nella regione di Gomel, una delle più contaminate dal disastro nucleare del 26 aprile 1986 e i trenta giorni che trascorrono nel Distretto ceramico saranno molto importanti per il loro risanamento e per effettuare una serie di visite mediche sul loro stato di salute, oltre alle attività sociali e a gite per conoscere meglio il territorio modenese che li ospita.
Sono più di 400 i bambini accolti in oltre vent’anni di progetto Chernobyl, che si avvale anche del sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena: «Un piccolo grande traguardo - spiega soddisfatto il presidente dell’associazione Paolo Fontana - per il quale dobbiamo ringraziare tante persone, associazioni ed enti locali che non ci hanno mai fatto mancare il loro sostegno. In particolare, vogliamo ringraziare le 208 famiglie che in questi anni hanno aperto le porte delle loro case a questi bambini». (l.g.)
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