Modena, nuove palazzine alle Morane: urla e rabbia, il quartiere si ribella
Era dai tempi della piscina al parco Ferrari che non si vedevano scene del genere con i cittadini Muzzarelli in difficoltà, l’assessore Vandelli in difesa sul progetto che porterà 550 appartamenti
MODENA. Da queste parti, scene del genere non si vedevano dal 2011. Solo che allora non c’erano Gian Carlo Muzzarelli e Anna Maria Vandelli, ma Giorgio Pighi, e soprattutto Daniele Sitta e Antonino Marino. Perché bisogna tornare ai tempi della piscina al parco Ferrari per rivedere (e risentire) qualcosa di simile alla rabbia esplosa lunedì sera nella sala civica di via Viterbo, dove la giunta ha presentato il piano per la costruzione di 550 alloggi in via Morane, a ridosso della tangenziale, in zona Vaciglio: mai, nei tre anni del suo mandato, il primo cittadino si era trovato di fronte a scene del genere, con una serie di urla e accuse partite alle nove e finite a mezzanotte e mezza. Una fascia oraria che presenta una particolarità, e qui torna fuori il parco Ferrari: è la stessa che 24 giorni prima è stata occupata dalla grande festa di Vasco Rossi, anche se il clima di lunedì sera è venuto fuori pochi minuti dopo le nove, quando Muzzarelli, dopo aver ricordato il successo dell’operazione, si è sentito dire un ‘ma basta con ‘sto Vasco’ grande come una casa.
Da lì la strada è stata tutta in salita: tre ore di fuoco riservato dai residenti - oltre 150 le persone presenti in sala, nonostante la serata estiva - alla giunta, che evidentemente aveva sopravvalutato il ‘via libera’ al progetto arrivato nelle scorse settimane dagli architetti che negli anni passati avevano affiancato il comitato contrario alle nuove case. E proprio dalle nuove case è partita la presentazione dell’assessore alla Pianificazione territoriale Anna Maria Vandelli - insieme a lei e al sindaco Muzzarelli, al tavolo c’erano l’assessore alla Partecipazione Irene Guadagnini e la presidente del Quartiere 3 Mara Bergonzoni - che ha illustrato le novità del nuovo piano, che rispetto a quello di quattro anni fa ha ‘abbassato’ le palazzine da otto a cinque piani, con una maggiore presenza di verde. Quello che non è cambiato, però, è il numero complessivo degli alloggi, che restano 550, anche se è prevista una realizzazione per stralci che porterà i costruttori a partire con i primi 125: «Questi appartamenti - ha spiegato la Vandelli - saranno riservati esclusivamente all’affitto a prezzi calmierati».
L’assessore ha infatti ricordato più volte che «non si tratta di edilizia popolare, e dunque in queste case non andranno a vivere le famiglie in graduatoria, ma i cittadini della classe media, che potranno beneficiare di canoni inferiori a quelli concordati». La titolare dell’urbanistica ha quindi ricordato che rispetto al vecchio piano «c’è stata una ricucitura ‘verde’, con una sola strada in mezzo al comparto, mentre le palazzine formeranno una corte. Sarà una zona in cui la priorità non l’avranno le auto, ma gli altri mezzi, a partire dalla bicicletta». Rassicurazioni che non sono bastate a tranquillizzare i residenti, che dai borbottii sono passati all’attacco. Così, i toni si sono alzati subito, con urla e minacce che in qualche caso hanno messo da parte l’educazione, mettendo (forze per la prima volta) in difficoltà anche il sindaco Muzzarelli. Tre i capi d’accusa mossi alla giunta: il primo è quello di aver promesso il ‘consumo zero’ di territorio, finendo però per dare il via alle 550 case di via Morane; il secondo sta nel numero stesso di abitazioni, «perché 550 case - hanno ripetuto diversi residenti - vogliono dire 1500 persone e un migliaio di macchine in più, mentre noi siamo abituati a vedere i nostri figli giocare nel verde»; infine, il tema della viabilità, perché il doppio accesso previsto dal piano (una rotatoria che collegherà il comparto con via Morane, da realizzare con il primo stralcio dei lavori, e un’altra verso via Liguria, da fare in un secondo momento) non ha convinto per nulla i cittadini. E così, urla e accuse sono andate avanti fino a mezzanotte e trentacinque, quando Muzzarelli, dopo aver parlato con tutti i residenti che si erano fermati a fare domande, ha lasciato la sala per ultimo.
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