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Serramazzoni, l’oasi del Bucamante

di LAURA TENEBROSI
Serramazzoni, l’oasi del Bucamante

Quest'anno l'estate nella nostra Modena è davvero pesante. Il caldo è cominciato da fine maggio, anzi, forse un po' prima e non ha mollato ancora la presa. Non amo le piscine e non mi piacciono le...

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Quest'anno l'estate nella nostra Modena è davvero pesante. Il caldo è cominciato da fine maggio, anzi, forse un po' prima e non ha mollato ancora la presa. Non amo le piscine e non mi piacciono le strade di montagna, quindi l'alternativa è il week end al mare. Però diventa un costo non sostenibile nel lungo periodo così mi sono documentata su cosa fare senza percorrere km di strade tutte curve o immergersi in buchi gremiti come formicai. Le cascate del Bucamante sono state una piacevole scoperta. Per raggiungerle si percorre la Statale per l'Abetone, poi si prende per Pazzano. Il parcheggio è gratuito, ma non molto capiente, quindi se ci andate in questo periodo potreste non trovare posto. Potete comunque parcheggiare lungo la strada. Questo luogo è un'oasi naturalistica davvero rigenerante. Ci si trova immersi in un bosco ed il Bucamante, fiume dal quale prendono il nome le cascate, esegue diversi balzi di piccole e medie dimensioni. I percorsi che lo affiancano sono due e partono dal parcheggio: Odina costeggia la parte bassa mentre Titiro vi permetterà di vedere le cascate dall'alto. In questa stagione è consigliabile il sentiero basso, che permette di mettere i piedi a bagno in breve tempo. Il percorso è abbastanza semplice, percorribile anche da bambini di 5/6 anni, mentre non è adatto a persone con problemi di deambulazione o a passeggini. Meglio indossare scarpe comode e che facciano una buona presa al terreno. Durante questo percorso ci sono diverse aree di sosta. A noi è piaciuta in particolare quella in corrispondenza alla seconda cascata. Parliamo un attimo della leggenda da cui prendono nome le cascate e di chi erano Odina e Titiro. Odina era la figlia dei signori del castello di Monfestino che, approfittando di un momento in cui la sua dama riposava, si recò da sola nel bosco. Qui incontrò il giovane pastore Titiro. Fra i due fu subito amore. Cominciarono a vedersi segretamente, ma furono scoperti. Lei fu rinchiusa nella torre del castello, ma riuscì a fuggire. Insieme, i due amanti, braccati dai cani della famiglia di lei, si buttarono in mezzo alle cascate. Il terreno sotto ai loro piedi si aprì, creando una buca, la buca degli amanti, che divenne Bucamante. Ogni anno, a Monfestino, si celebra con una sagra questa leggenda. Purtroppo quest'anno è appena avvenuta, ma annotiamolo per l'anno prossimo! www.viaggiareconlaura.com Pagina facebook: Viaggiare con Laura

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