Sfrattata l’Associazione Vittime della Strada
di Alfonso Scibona
La denuncia della presidente Laura Caldarella: «Sgp si è ripresa la sede sociale e ha fatto sparire tutti i nostri documenti. Non sappiamo più a chi rivolgerci»
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Allucinante. È solo uno degli aggettivi che sono stati pronunciati ieri mattina da Laura Caldarella, presidente dell’Associazione Giovani Vittime della Strada di Sassuolo, dal marito e collaboratore Antonio Audi, dall’avvocato Raffaele Viscovo, consulente e collaboratore dell’associazione.
Il motivo? Arrivati all’interno della sede sociale al direzionale “I Quadrati” non hanno trovato nulla, portato via tutto: libri, registri (con dati sensibili), indagini statistiche ed altro ancora. Ma andiamo con ordine.
«Ai primi di maggio – ha raccontato Laura Caldarella, colta più volte da crisi di pianto – ho ricevuto una mail dall’amministratore unico di Sgp che mi invitava a vuotare l’ufficio/sede dell’associazione entro 48/72 ore perchè doveva ricavarne un archivio. Mi trovavo fuori sede ed ho risposto che avevo bisogno di almeno una settimana per trovare un’alternativa. Contemporaneamente ho allertato la vice sindaco Mimma Savigni che mi ha assicurato la sua personale disponibilità in tempi brevissimi. Un paio di giorni dopo, infatti, mi ha chiamato dicendomi che era stato trovato disponibile un garage sotto al circolo Sant’Agostino di via Milano. Essendo ancora fuori città ho avvertito alcuni dei collaboratori per un sopralluogo. Il report è stato negativo sia perchè era sottoterra, sia perchè non c’erano possibili accessi per portatori handicap».
Intanto l’iter per liberare i locali è andato avanti anche senza il consenso da parte dell’associazione.
«Qualche giorno dopo – conferma Caldarella – abbiamo trovato tutta la roba della sede dentro alcuni scatoloni e ammassata in un angolo della ampia sala riunioni adiacente i locali dove ci trovavamo per le nostre attività. Tutto aperto, a disposizione di chi volesse, impropriamente, leggere anche i nostri registri con nomi dei ragazzi seguiti dallo psicologo, dal nostro legale ed altro ancora. Presa dalla disperazione ho deciso di “saltare” la figura della professoressa Savigni e recarmi direttamente dal sindaco. Dopo una breve esposizione lo stesso ha risposto che non sapeva nulla di quanto stesse accadendo. Stessa risposta anche nel corso di un secondo e terzo incontro, dove era presente anche l’avvocato Viscovo, nostro collaboratore ed esperto».
Adesso la beffa della sparizione di tutto. Certamente i faldoni saranno stati portati da qualche parte e non gettati nei rifiuti ma resta la poca sensibilità verso chi svolge un servizio davvero di primaria utilità per le famiglie del territorio. L’associazione italiana giovani vittime della strada, infatti, effettua incontro con gli esperti in tutte le scuole di ogni ordine e grado di Sassuolo e qualche altra nei Comuni vicini. Migliaia di ore di lezioni frontali e laboratori durante i quali si fanno capire ai bambini ed ai ragazzi i pericoli dell’uso di sostanze stupefacenti e dell’alcol fin dall’adolescenza.
«Siamo a meno di 50 giorni dall’inizio dell’anno scolastico – ha detto Viscovo – e non sappiamo dove andare per programmare la nuova stagione di incontri nelle scuole. Un fatto davvero incredibile e senza la dovuta sensibilità. Spero che vi sia una risposta immediata per il bene di tutti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il motivo? Arrivati all’interno della sede sociale al direzionale “I Quadrati” non hanno trovato nulla, portato via tutto: libri, registri (con dati sensibili), indagini statistiche ed altro ancora. Ma andiamo con ordine.
«Ai primi di maggio – ha raccontato Laura Caldarella, colta più volte da crisi di pianto – ho ricevuto una mail dall’amministratore unico di Sgp che mi invitava a vuotare l’ufficio/sede dell’associazione entro 48/72 ore perchè doveva ricavarne un archivio. Mi trovavo fuori sede ed ho risposto che avevo bisogno di almeno una settimana per trovare un’alternativa. Contemporaneamente ho allertato la vice sindaco Mimma Savigni che mi ha assicurato la sua personale disponibilità in tempi brevissimi. Un paio di giorni dopo, infatti, mi ha chiamato dicendomi che era stato trovato disponibile un garage sotto al circolo Sant’Agostino di via Milano. Essendo ancora fuori città ho avvertito alcuni dei collaboratori per un sopralluogo. Il report è stato negativo sia perchè era sottoterra, sia perchè non c’erano possibili accessi per portatori handicap».
Intanto l’iter per liberare i locali è andato avanti anche senza il consenso da parte dell’associazione.
«Qualche giorno dopo – conferma Caldarella – abbiamo trovato tutta la roba della sede dentro alcuni scatoloni e ammassata in un angolo della ampia sala riunioni adiacente i locali dove ci trovavamo per le nostre attività. Tutto aperto, a disposizione di chi volesse, impropriamente, leggere anche i nostri registri con nomi dei ragazzi seguiti dallo psicologo, dal nostro legale ed altro ancora. Presa dalla disperazione ho deciso di “saltare” la figura della professoressa Savigni e recarmi direttamente dal sindaco. Dopo una breve esposizione lo stesso ha risposto che non sapeva nulla di quanto stesse accadendo. Stessa risposta anche nel corso di un secondo e terzo incontro, dove era presente anche l’avvocato Viscovo, nostro collaboratore ed esperto».
Adesso la beffa della sparizione di tutto. Certamente i faldoni saranno stati portati da qualche parte e non gettati nei rifiuti ma resta la poca sensibilità verso chi svolge un servizio davvero di primaria utilità per le famiglie del territorio. L’associazione italiana giovani vittime della strada, infatti, effettua incontro con gli esperti in tutte le scuole di ogni ordine e grado di Sassuolo e qualche altra nei Comuni vicini. Migliaia di ore di lezioni frontali e laboratori durante i quali si fanno capire ai bambini ed ai ragazzi i pericoli dell’uso di sostanze stupefacenti e dell’alcol fin dall’adolescenza.
«Siamo a meno di 50 giorni dall’inizio dell’anno scolastico – ha detto Viscovo – e non sappiamo dove andare per programmare la nuova stagione di incontri nelle scuole. Un fatto davvero incredibile e senza la dovuta sensibilità. Spero che vi sia una risposta immediata per il bene di tutti».
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