«Vi ho votato per il saldo zero, ora basta»
Residenti sul piede di guerra: «No agli edifici di cinque piani e la viabilità va sicuramente rivista»
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«Uno dei motivi per cui vi ho dato il mio voto, tre anni fa, è stata la promessa del consumo zero di suolo: adesso non vi voglio più, perché se avessi saputo di queste 550 case avrei votato diversamente». Tra le accuse più ‘sentite’, nell’assemblea di lunedì sera in via Viterbo, c’è stata quella di Gianpaolo Richeldi, pensionato che vive nella zona interessata dal nuovo intervento edilizio che cambierebbe completamente volto a quella fetta di città.
«Quando si prendono degli impegni in campagna elettorale bisogna anche rispettarli - ha detto - altrimenti poi bisogna renderne conto ai cittadini…». Francesco Scarpelli, un altro pensionato, ha fatto notare che «550 case vogliono dire un migliaio di nuove macchine: prima di portare avanti questo progetto bisognerebbe risolvere i problemi della tangenziale di Vaciglio».
E sempre a proposito di traffico, Massimo Rudan ha evidenziato il problema «delle auto che sfrecciano a tutta velocità di notte lungo via Vaciglio centro, tenendo svegli i residenti: lì un velox servirebbe più che altrove». Perché quello del traffico non gestito adeguatamente è il problema più sentito tra quelli che sono emersi nell’assemblea: «Sono 35 anni che vivo qui - ha spiegato Maurizio Muzzioli - e la viabilità è peggiorata sempre più. Inoltre, visto che ormai è stato deciso che il nuovo comparto nascerà, vorrei sapere se è prevista l’installazione di pannelli fotovoltaici, in modo da ridurre un po’ la sofferenza del territorio che sarà consumato». A difendere il progetto è stato invece William Bellei: «Io sono il primo abitante di Vaciglio - ha ricordato - perché ho costruito la mia casa qui nel ’54. Sono convinto che il nuovo comparto sarà un volano importante per tutta l’area: certo, va fatto con il minor disagio possibile, ma va fatto».
Elena Panini, residente in via Lazio, ha invece ricordato che «qui siamo abituati ad aree verdi e tranquillità, e pensare a quest’area piena di case ci fa venire il magone: per questo stasera sono venute fuori tante emozioni. Quello che chiedo alla giunta è di stare attenti anche al ‘bello’, perché non sono certa che con diverse palazzine da cinque piani la zona migliorerà…». (l.g.)
«Quando si prendono degli impegni in campagna elettorale bisogna anche rispettarli - ha detto - altrimenti poi bisogna renderne conto ai cittadini…». Francesco Scarpelli, un altro pensionato, ha fatto notare che «550 case vogliono dire un migliaio di nuove macchine: prima di portare avanti questo progetto bisognerebbe risolvere i problemi della tangenziale di Vaciglio».
E sempre a proposito di traffico, Massimo Rudan ha evidenziato il problema «delle auto che sfrecciano a tutta velocità di notte lungo via Vaciglio centro, tenendo svegli i residenti: lì un velox servirebbe più che altrove». Perché quello del traffico non gestito adeguatamente è il problema più sentito tra quelli che sono emersi nell’assemblea: «Sono 35 anni che vivo qui - ha spiegato Maurizio Muzzioli - e la viabilità è peggiorata sempre più. Inoltre, visto che ormai è stato deciso che il nuovo comparto nascerà, vorrei sapere se è prevista l’installazione di pannelli fotovoltaici, in modo da ridurre un po’ la sofferenza del territorio che sarà consumato». A difendere il progetto è stato invece William Bellei: «Io sono il primo abitante di Vaciglio - ha ricordato - perché ho costruito la mia casa qui nel ’54. Sono convinto che il nuovo comparto sarà un volano importante per tutta l’area: certo, va fatto con il minor disagio possibile, ma va fatto».
Elena Panini, residente in via Lazio, ha invece ricordato che «qui siamo abituati ad aree verdi e tranquillità, e pensare a quest’area piena di case ci fa venire il magone: per questo stasera sono venute fuori tante emozioni. Quello che chiedo alla giunta è di stare attenti anche al ‘bello’, perché non sono certa che con diverse palazzine da cinque piani la zona migliorerà…». (l.g.)
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