A Castelfranco Renzi fa il pieno, ma la crisi si sente
Il segretario ha presentato il suo libro davanti a 300 persone: «Sviluppo in Italia con meno tasse e meno burocrazia»
CASTELFRANCO. Tanti sì, tantissimi no. Perché il passaggio modenese di Matteo Renzi, arrivato alla Festa dell’Unità di Bosco Albergati ieri sera poco prima delle 22 - con circa un’ora di ritardo sul programma - ha raccolto il solito bagno di folla, ma con una presenza decisamente minore rispetto a quella dell’anno scorso.
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Riflesso di un momento di difficoltà del Partito Democratico, che prova a risollevarsi dopo la scissione di febbraio scorso e a compattarsi in vista delle elezioni politiche della primavera prossima. Nel suo intervento, Renzi ha parlato di Berlusconi senza mai nominarlo, confermando che l’avversario è ancora lui, e non Beppe Grillo.
Circa 300 le persone che ieri si sono presentate alla festa per aspettare il segretario nazionale, con le autorità in prima fila. Tra i presenti c’erano il presidente della Regione Stefano Bonaccini, il sindaco e presidente della Provincia di Modena Gian Carlo Muzzarelli, i consiglieri regionali Luca Sabattini e Giuseppe Boschini, l’assessore regionale all’Ambiente Paola Gazzolo e quella comunale al Centro storico Ludovica Carla Ferrari, il segretario provinciale Lucia Bursi e quello cittadino Andrea Bortolamasi, oltre a quello regionale Paolo Calvano. A prendere la parola, prima dell’arrivo di Renzi, è stata la Bursi.
«Anche questa sera possiamo parlare di politica - ha detto - che è la protagonista di questa festa insieme alle attrazioni e agli spettacoli. Perché le nostre feste sono luoghi che nascono un po’ come un miracolo». «Il nostro partito - ha aggiunto il segretario provinciale - sostiene il governo, ha fatto riforme che hanno modernizzato il nostro Paese, riforme che hanno dato un nuovo corso anche al Pd, puntando soprattutto sul sociale».
Dopo di lei, ha preso la parola il segretario regionale Calvano: «Noi siamo gli unici che hanno tenuto nel nome la parola ‘partito’ - ha detto - e dobbiamo dare un significato pieno a questa parola in un momento di crisi di credibilità dei partiti. E per farlo non dobbiamo limitarci a parlare delle cose, ma di trasformarle in realtà, prendendo delle decisioni».
Arrivato sul palco insieme al governatore Bonaccini, Renzi ha subito dato una soddisfazione al sindaco Muzzarelli, chiamandolo «il più grande organizzatore di concerti del mondo, tanto che ora lo vogliono anche a Los Angeles…».
Quindi, un ringraziamento a Bonaccini: «Siamo orgogliosi della battaglia portata avanti dal presidente per i vaccini - ha aggiunto Renzi - perché oggi c’è chi segue i santoni e i guru, e chi invece preferisce la scienza». Il segretario ha quindi chiarito di non voler fare un comizio classico, chiedendo al pubblico di fargli delle domande.
«Se vuoi fare un bel lavoro - ha raccolto subito l’invito un cittadino - devi ridurre le pensioni d’oro e creare posti di lavoro». Replicando, Renzi ha detto che per farlo «bisogna abbassare le tasse, semplificare la burocrazia e consentire al Sud di fare investimenti con il pieno rispetto della legalità». Il segretario ha anche risposto ad una domanda su D'Alema: «Quando lo rottamiamo?» «Bisogna smetterla di parlare degli altri - ha replicato diplomaticamente - e di fare polemiche».
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