Modena. Chioschi, Muzzarelli contro Malnati
di Stefano Luppi
Il sindaco va avanti nonostante l’alt del soprintendente: «La sentenza di assoluzione premia i nostri progetti»
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Lo scontro sui chioschi torna, puntuale, ogni volta che sembra esserci una schiarita. Così il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ha preso di punta la posizione della Soprintendenza: «Sui chioschi andiamo avanti e li completeremo: ho letto oggi (ieri, ndr) le motivazioni della sentenza di assoluzione del Tribunale dove il giudice dice che con le autorizzazioni e la legge era tutto corretto. Il soprintendente Malnati - spiega il sindaco e presidente della Provincia Gian Carlo Muzzarelli - dice che i chioschi del parco delle Mura si costruivano su un monumento storico? Ha detto una cosa non corretta, perché basta leggere la sentenza di assoluzione del giudice di Modena per rendersene conto. Non avete visto i disegni che mi sono fatto illustrare, comunque manderemo il progetto dei chioschi da completare alla Soprintendenza e vedrete che avranno particolari di qualità con tutte le finiture in rame. Incontrerò Malnati e andiamo avanti con i rapporti istituzionali».
E’ scontro totale sull’area verde monumentale lungo i viali tra il primo cittadino e il dirigente statale della tutela Luigi Malnati che ieri alla Gazzetta spiegava che, in ogni caso, sui chioschi occorreva “Ripartire da zero con progetti e autorizzazioni pur attendendo di leggere le motivazioni”. Si vedrà come andrà a finire la vicenda che da anni ormai divide la città come due tifoserie e che un mese fa ha segnato un punto a favore del Comune. Il giudice Marvasi ha deciso infatti di assolvere tecnici comunali, dirigenti ministeriali che avevano detto 19 “sì” a strutture con piloni in cemento armato ed ex assessori modenesi. «Ma di quale monumento si parla? - Continua Muzzarelli - Ma si sa che, come ricordo bene quando ero in Provincia, sotto uno dei chioschi c’è un bunker in cemento armato dove venivano prodotti gelati? E allora andava bene che ci fosse questo cemento nel monumento? La vicenda è andata così: dopo il terremoto del 2012 un ingegnere da detto che se avessimo realizzato i piloni in cemento quelle strutture non avrebbero più corso rischi». Muzzarelli pare non credere al ritiro delle concessioni già date e considerate legittime, come invece ha lasciato trapelare Malnati tramite il nostro giornale. «Se ritiri un parere che il tribunale dice essere legittimo - continua il sindaco - visto che le due dirigenti della Soprintendenza sono state bravissime a fare il loro mestiere, allora ti assumerai le tue responsabilità. Noi andremo in consiglio comunale con un atto ineccepibile. Siamo persone serie, ma ricordo che si è protestato anche contro il chiosco di Bobotti che non aveva i piloni di cemento».
E’ scontro totale sull’area verde monumentale lungo i viali tra il primo cittadino e il dirigente statale della tutela Luigi Malnati che ieri alla Gazzetta spiegava che, in ogni caso, sui chioschi occorreva “Ripartire da zero con progetti e autorizzazioni pur attendendo di leggere le motivazioni”. Si vedrà come andrà a finire la vicenda che da anni ormai divide la città come due tifoserie e che un mese fa ha segnato un punto a favore del Comune. Il giudice Marvasi ha deciso infatti di assolvere tecnici comunali, dirigenti ministeriali che avevano detto 19 “sì” a strutture con piloni in cemento armato ed ex assessori modenesi. «Ma di quale monumento si parla? - Continua Muzzarelli - Ma si sa che, come ricordo bene quando ero in Provincia, sotto uno dei chioschi c’è un bunker in cemento armato dove venivano prodotti gelati? E allora andava bene che ci fosse questo cemento nel monumento? La vicenda è andata così: dopo il terremoto del 2012 un ingegnere da detto che se avessimo realizzato i piloni in cemento quelle strutture non avrebbero più corso rischi». Muzzarelli pare non credere al ritiro delle concessioni già date e considerate legittime, come invece ha lasciato trapelare Malnati tramite il nostro giornale. «Se ritiri un parere che il tribunale dice essere legittimo - continua il sindaco - visto che le due dirigenti della Soprintendenza sono state bravissime a fare il loro mestiere, allora ti assumerai le tue responsabilità. Noi andremo in consiglio comunale con un atto ineccepibile. Siamo persone serie, ma ricordo che si è protestato anche contro il chiosco di Bobotti che non aveva i piloni di cemento».
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