Gazzetta di Modena

Modena

Guercino all’ospedale «Tra un anno l’opera di nuovo a Modena»

di Stefano Luppi

Maria Grazia Gattari, responsabile dell’intervento a Roma, analizza per la prima volta il quadro: «È inpessimo stato» 

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«Il dipinto di Guercino rientrato dal Marocco è purtroppo in uno stato conservativo davvero pessimo e servirà un anno per curarlo a dovere e rivederlo nella chiesa di San Vincenzo. La Soprintendenza unica di Bologna, Modena, Reggio e Ferrara vigilerà con molta attenzione, com’è suo compito, e i restauratori dell’Istituto superiore per la conservazione e per il restauro di Roma eseguiranno al meglio la manutenzione essendo molto esperti».

A parlare è Maria Grazia Gattari, funzionaria della Soprintendenza che sarà responsabile del restauro del dipinto di inizio ‘600 raffigurante la “Madonna con bambino con i santi Giovanni Evangelista e Gregorio Taumaturgo”: l’opera è giunta nei giorni scorsi a Roma dopo il furto avvenuto nell’agosto 2014 a Modena e il ritrovamento alcuni mesi fa in Marocco. Mentre le indagini vanno avanti - ci sono stati alcuni arresti nello stato africano e un marocchino è stato fermato in città - la Soprintendenza inizia le procedure di tutela e quelle che seguono sono le prime impressioni della esperta in capo che si occuperà della “alta vigilanza” sull'opera. Gattari, che ha la responsabilità della tutela delle opere d’arte di Modena, spiega che «quello di ieri è stato il primo incontro con l’opera e nel corso dei prossimi mesi verrò spesso a Roma a seguire le varie fasi con l’istituto di restauro, una vera scuola di eccellenza a livello mondiale. La Soprintendenza, secondo l’articolo 21 del Codice dei beni culturali, detta i parametri del restauro e ora attendiamo il progetto di restauro da discutere e valutare».

In quale stato è l’opera vista dal vivo?

«Come le dicevo è in uno stato pessimo, preoccupante: posso dire che dalla visione diretta è scomparso il colore sul 30% della superficie pittorica. C’è anche la presenza di minuscoli frammenti originali di colore, ma sono difficili da ricollocare».

Perché?

«Mi paiono troppo piccoli, è davvero complicato capire in un panneggio se il frammento va in una posizione o in un’altra».

Capiamo che è presto, ma che tempi vi date?

«Difficile dirlo in questa fase perché siamo solo alla prima visione e appunto dovremo parlare con i tecnici per capire, ad esempio, che tecniche usare e ad esempio quali solventi usare. Useremo in ogni caso prodotti reversibili e non invasivi. Sono fiduciosa perché qui metteranno mano solo restauratori esperti».

Come è stato possibile ridurre così il quadro?

«Il problema è che è stato arrotolato dai ladri dentro un tappeto con la pittura all’interno e non verso l’esterno. In questo modo il colore è caduto e si sono create delle crepe diffuse. Tra l’altro la tela, che era stata rifoderata durante un restauro del 1990, è in estrema sofferenza essendo stata tagliata con un cutter o uno strumento simile».

Come sarà il Guercino?

«Le lacune come si vedono ora non si vedranno a occhio nudo se non da vicino, ma l’opera avrà una sua armonia visiva anche perché per fortuna le parti importanti sono salve. I visi ad esempio li abbiamo ancora».

È ottimista?

«Sì, anche perché non tutto il male viene per nuocere: grazie a questo restauro gli esperti di Guercino potranno confrontarsi e il mondo degli studi avrà presto dati scientifici importanti da valutare». E, altra cosa importante, tra un anno i modenesi riavranno il proprio dipinto in San Vincenzo, ma poi occorrerà proteggerlo a dovere.

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