Palazzine in via Morane, parte la raccolta firme
di Luca Gardinale
Il documento contro la costruzione di 550 nuove abitazioni è già nei negozi della zona fino a Vaciglio. Muzzarelli: «Il progetto lo avevano approvato altri»
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Di certo, non lo si può accusare di ignorare i cittadini. Perché a mezzanotte e trentacinque di lunedì scorso - anzi, tecnicamente era già martedì… - quando i residenti stavano pian piano lasciando l’infuocata assemblea di via Viterbo, Gian Carlo Muzzarelli era seduto sulle sedie riservate al pubblico, affrontando uno a uno i cittadini che ancora chiedevano spiegazioni per quel comparto che avevano contestato (quasi) con ogni mezzo per tre ore e mezza. È stato il sindaco di Modena, infatti, a chiudere con un lungo e sentito intervento la riunione pubblica dedicata ai 550 nuovi alloggi che nasceranno tra via Morane e la tangenziale, in zona Vaciglio, per poi dedicarsi ad un faccia a faccia con i residenti che avevano ancora qualcosa da dire e lasciare per ultimo la sala. Così, prendendo la parola dopo le tantissime critiche sollevate dai cittadini - che hanno accusato la giunta di aver promesso il consumo zero di territorio per dare poi il via libera alle 550 case, attaccando soprattutto sul fronte della viabilità in quel tratto di via Morane - Muzzarelli ha fatto notare che «in questa assemblea il pregiudizio ‘anti’ non ha permesso di esaminare il piano in maniera approfondita. Posso accettare le critiche, ma rivendico il metodo: sono venuto qui già due volte, e il progetto è stato modificato rispetto a quello approvato nel mandato precedente, quando noi ancora non c'eravamo, proprio per andare incontro alle richieste e alle perplessità emerse negli anni passati». Ricordando le novità illustrate poco prima dall’assessore all'Urbanistica Anna Maria Vandelli - che ha invitato i cittadini a presentare le osservazioni entro il 26 settembre - il sindaco ha fatto notare che «adesso nel piano c’è un polmone verde, ma molti non se ne sono accorti perché questa sera bisognava arrabbiarsi con il mondo...». Per quanto riguarda gli alloggi destinati al social housing (affitti a prezzi più bassi di quelli concordati, mentre per le vendite, sempre per la parte pubblica, si punta ai 1700 euro al metro quadro), Muzzarelli ha ricordato che «i Peep e i Pip sono quelli che negli anni passati hanno permesso a cittadini e imprese di tenersi in tasca il 30% del costo delle case». Ma la cosa che ha fatto più male al sindaco, tra le critiche emerse in assemblea, è stato l’invito a smettere di parlare del concerto di Vasco Rossi: «Stasera ho sentito parlare male anche del Modena Park - ha detto ancora il primo cittadino - tutto il mondo ne parla, ma noi facciamo Tafazzi…». Parole che hanno calmato un po’ gli animi (anche perché era già mezzanotte passata e molti cittadini erano provati dalle emozioni emerse nelle tre ore precedenti), portando i residenti che avevano ancora qualcosa da dire ad andare dal primo cittadino e parlarne faccia a faccia, ma con toni decisamente più tranquilli rispetto a quelli emersi nel dibattito. Un finale un po’ più morbido, insomma, che però non ha cambiato la posizione di gran parte dei 150 cittadini che hanno partecipato all’assemblea: dai residenti è infatti partita una nuova raccolta firme che, esattamente come quattro anni fa, dice ‘no’ al piano per via Morane. Nel mirino c’è soprattutto «lo spropositato aumento del traffico sulla via Vaciglio - si legge nel documento che in questi giorni è disponibile nei negozi della frazione - dovuto alla realizzazione di 550 alloggi residenziali nell’area Vaciglio-Morane-tangenziale». Tornando all’assemblea di lunedì, a intervenire a favore del progetto è stato l’ex assessore all’Ambiente Simona Arletti, che ha invitato i residenti a non avere paura «di un comparto che cresce, anche perché i 550 alloggi non nasceranno tutti in un colpo. Insomma, non possiamo avere paura della città che si innova e che attira nuove famiglie e giovani». Prima di lei aveva preso la parola l’ex presidente della Circoscrizione 3 Loris Bertacchini: «Prima del 2008 erano previsti 3250 alloggi in questo quartiere, cosa è cambiato da allora? E’ vero, c’è stata la crisi, ma bisogna ricordare che il benessere di Modena si è basato anche sul mattone».
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