accoglienza
Palazzo di via Carlo Marx I profughi saranno venti
di Serena Arbizzi
Proseguono in modo febbrile i lavori di ripristino della palazzina di via Marx al civico 44 in cui verranno ospitati i profughi. Il condominio è di proprietà di Nicola Napolitano, che lo ha...
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Proseguono in modo febbrile i lavori di ripristino della palazzina di via Marx al civico 44 in cui verranno ospitati i profughi. Il condominio è di proprietà di Nicola Napolitano, che lo ha acquistato alla fine del 2016 come conferma uno dei precedenti proprietari. Corrado Lusvardi ha vissuto nella palazzina di via Marx fino a dicembre 2016. «Poi, gli altri cinque appartamenti ad eccezione del mio sono stati venduti a Napolitano - conferma Lusvardi - Io non volevo essere da ostacolo alla vendita. Ero rimasto da solo in quell’immobile, perché gli appartamenti intorno al mio erano tutti vuoti. Ho vissuto lì per 38 anni. L’alloggio è stato venduto a prezzo di mercato». A mettere in contatto la cooperativa L’Angolo, che si occupa della gestione dei migranti di via Marx, e Napolitano è stata un’agenzia immobiliare. «Di solito interpelliamo le agenzie come sistema di ricerca per gli alloggi - spiega Alberto Garretto, presidente de L’angolo - I profughi arriveranno in via Marx nelle prossime settimane. Una delle maggiori difficoltà è rappresentata dall’imprevedibilità degli arrivi. Non siamo ancora in grado di sapere quale provenienza avranno i profughi che arriveranno in via Marx».
Nel frattempo, come anticipato ieri dalla Gazzetta, l’amministrazione comunale di Carpi ha ricevuto una lettera da L’Angolo in merito al prossimo arrivo di profughi nella palazzina presa in affitto dalla stessa coop. La lettera spiega che l’Angolo «non farà nulla che non sia preventivamente condiviso con il Comune, sia in termini di ingressi che di integrazione sociale».
Le istanze ribadite dal Comune sono le seguenti: i profughi ospitati nell’edificio devono essere un massimo di 20; la cooperativa deve inviare all’amministrazione comunale un calendario dettagliato dei loro arrivi; la cooperativa deve garantire la presenza all’interno della palazzina di propri operatori 24 ore su 24; sempre L’angolo definire assieme alle istituzioni locali progetti da fare realizzare ai profughi a favore della comunità.
Il Comune dal canto suo controllerà attraverso la Polizia municipale in modo puntuale arrivo e permanenza dei profughi, così come peraltro avviene in altre situazioni che li ospitano in città.
Nel frattempo, procedono le operazioni di sgombero dei tre appartamenti di proprietà comunale in via Borgofortino, dove risiedono una quindicina di profughi. Uno dei tre alloggi è stato liberato: gli stranieri sono stati trasferiti in altri appartamenti affittati alla cooperativa, tra via Romana sud e via Unione Sovietica. La cooperativa che gestisce i migranti ospitati in questi appartamenti ha preso numerosi accordi con più istituzioni sul territorio per la realizzazione di lavori socialmente utili. L’ultimo accordo è stato siglato con la parrocchia di Quartirolo.
Nel frattempo, come anticipato ieri dalla Gazzetta, l’amministrazione comunale di Carpi ha ricevuto una lettera da L’Angolo in merito al prossimo arrivo di profughi nella palazzina presa in affitto dalla stessa coop. La lettera spiega che l’Angolo «non farà nulla che non sia preventivamente condiviso con il Comune, sia in termini di ingressi che di integrazione sociale».
Le istanze ribadite dal Comune sono le seguenti: i profughi ospitati nell’edificio devono essere un massimo di 20; la cooperativa deve inviare all’amministrazione comunale un calendario dettagliato dei loro arrivi; la cooperativa deve garantire la presenza all’interno della palazzina di propri operatori 24 ore su 24; sempre L’angolo definire assieme alle istituzioni locali progetti da fare realizzare ai profughi a favore della comunità.
Il Comune dal canto suo controllerà attraverso la Polizia municipale in modo puntuale arrivo e permanenza dei profughi, così come peraltro avviene in altre situazioni che li ospitano in città.
Nel frattempo, procedono le operazioni di sgombero dei tre appartamenti di proprietà comunale in via Borgofortino, dove risiedono una quindicina di profughi. Uno dei tre alloggi è stato liberato: gli stranieri sono stati trasferiti in altri appartamenti affittati alla cooperativa, tra via Romana sud e via Unione Sovietica. La cooperativa che gestisce i migranti ospitati in questi appartamenti ha preso numerosi accordi con più istituzioni sul territorio per la realizzazione di lavori socialmente utili. L’ultimo accordo è stato siglato con la parrocchia di Quartirolo.
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