Punto nascite Pavullo, in 500 uniti per dire no alla chiusura
Grande fiaccolata ieri sera nelle strade di Pavullo, il corteo davanti all’ospedale «Un segnale forte agli amministratori. Ora chi deve ascoltare faccia la sua parte»
PAVULLO. Mobilitazione eccezionale ieri sera a Pavullo per la “Marcia di Sant'Anna” organizzata per dire no alla chiusura del punto nascite.
Quasi 500 persone (240 candele sono servite per la metà della gente) si sono radunate per la fiaccolata dalla chiesa dei frati all'ospedale, numero degno di nota per un'iniziativa nata in quattro giorni. C'erano tutti e quattro i comitati (Pavullo 95, Mamme, Salviamo l'ospedale e Salviamo le nascite) e poi gestanti, mariti, figli, bambini e anziani. C'erano esponenti politici dei vari schieramenti: dai 5 Stelle (i consiglieri Davide Venturelli, Fabio Catani) al Pd (Stefania Cargioli e il vicesindaco di Polinago Roberta Muccini) alla Lega (il presidente del Consiglio comunale Gian Paolo Cintori).
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Poi le associazioni, a partire dall'Udi. Insomma, si è potuto dire davvero “Siamo tutti nella stessa pancia”, come da slogan della maglietta ad hoc.
I gesti, prima delle parole: un serpentone di persone raccolte a lume di candela, in maniera composta ma convinta.
Dalla chiesa all'ospedale, fra letture di articoli della Costituzione e preghiere a Sant'Anna. Quindi le testimonianze e la chiusura in grande stile cantando l'inno di Mameli. Appello forte ai diritti insomma, leggendo il racconto di una mamma che ha dato alla luce sua figlia in 15 minuti e non sarebbe mai arrivata a Sassuolo. O un'altra partita alle 6.30 da Pieve e che alle 8 era già coccolata dal personale del reparto con il bimbo.
«In cuor mio – ha detto Sarah Brambilla del Comitato Mamme – speravo di vedere uno spettacolo come quello di questa sera da cinque anni, da quando abbiamo lanciato l'allarme ospedale. E' un segnale forte, speriamo che chi deve ascoltare ascolti, nell'interesse di tutti». «Già nel 2014 ci dicevano che gli investimenti erano certi – ha ricordato Gaetano Vandelli di Pavullo 95 – Ora siamo nel 2017 e ci ripetono la stessa cosa». «Questo ospedale è nato col lascito di Teresina Stefani e i soldi messi dai pavullesi in anni in cui ne avevano pochissimi – ha ricordato un anziano – Non posso sentir dire adesso, che stiamo tutti bene, che non ci sono risorse e bisogna chiuderne una parte».
Di punto nascita si parlerà anche domani alle 11 in consiglio a Fanano. Dopo la lettera di proteste inviata al prefetto Patrizia Paba, la capogruppo di opposizione di quel Comune Paola Pasquali si è vista accogliere quanto aveva richiesto. «Indipendentemente dalla deroga chiesta dalla regione al ministero, lo scopo della mozione - afferma lei stessa - è quello di capire la posizione della nostra amministrazione su un tema tanto delicato ».
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