San Felice, tenta sorpasso in moto: muore a 19 anni
Daniele Traldi di Mortizzuolo si è scontrato con un’auto. Il decesso sul colpo. Si era appena diplomato al “Galilei”
SAN FELICE. Un attimo, una coincidenza che incrocia destini e persone, un solo istante e il fiore della vita di un ragazzo descritto come speciale non c’è più.
Vita spezzata, strappata alla famiglia e alle speranze che a 19 anni ti aprono al mondo.
Daniele Traldi i 19 anni li aveva appena compiuti, a giugno, in coincidenza con il diploma al Galilei di Mirandola, dove aveva amici, affetti, e ammirazione. L’imperscrutabile ha voluto che ieri alle 7.45 fosse in via Bignardi, in sella alla sua moto, una Yamaha.
Stava andando a San Giacomo Roncole, per imparare meglio un mestiere che al Galilei aveva progettato nell’estate del post diploma, quella che ti fa diventare uomo, e che chiede le sue autonomie, per prepararti all’università, dello studio e della vita.
Era appena uscito di casa. Daniele abitava con la famiglia in via Gozzi. Praticamente nel cuore di Mortizzuolo, di fronte alla chiesa parrocchiale, ma dalla parte di là di via Imperiale, dove la gente è sotto il Comune di San Felice.
Ha acceso la moto, ha fatto il ponte della ferrovia, ha imboccato a sinistra via Bignardi ed è andato dritto, sul rettilineo. Contro la morte. Perché Daniele si è trovato davanti un camion per trasporti agricoli, alla cui guida c’era un esperto autotrasportatore di San Felice: «Ho percepito la moto dietro, non mi aveva ancora sorpassato. Ho incrociato un’auto che veniva in direzione opposta e ho sentito un botto. Dallo specchietto ho visto l’auto che quasi impennava, di traverso. Il tempo di realizzare che forse era accaduto qualcosa e mi sono fermato, poco più avanti. Una tragedia, povero ragazzo, povera famiglia, non oso pensare anche al dolore del signore che era alla guida dell’auto», ha raccontato il camionista, che si è fermato e ha reso la sua testimonianza alla polizia municipale.
Secondo la prima ricostruzione, dunque, Daniele avrà pensato di sorpassare il camion, sul rettilineo di via Bignardi. Strada che conosceva benissimo, un po’ stretta. Abbastanza stretta che quando con la moto si è affacciato a sinistra per iniziare l’eventuale sorpasso si è trovato davanti l’auto, in quell’istante fatale e senza spazio che ora è la disperazione dei genitori.
L’impatto con la Citroen monovolume di Simone D., sanfeliciano che stava andando al lavoro, è stato violento, devastante. L’auto colpita in pieno si è semisfasciata ed è parzialmente finita nel fossato alla sua destra. E la moto di Daniele si è distrutta, come la sua vita. Sul posto sono arrivati l’ambulanza della Croce Blu di San Felice e l’automedica dell’ospedale di Mirandola. Ma non c’era più nulla da fare.
La polizia municipale del presidio di San Felice ha chiuso la strada, all’incrocio di San Biagio, disposto d’intesa col magistrato il recupero della salma - trasportata in medicina legale a Modena - e raccolto le testimonianze dei presenti. Poco dopo in via Bignardi sono arrivati i parenti dei coinvolti, incluso il papà di Daniele, Alberto.
Così che il destino consumasse fino in fondo il rito del dolore, che ieri ha precipitato tanta gente nel vuoto dei perché.
Alberto Setti
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