Tagli ai vitalizi, ecco i modenesi più “ricchi”
Pd e M5S discutono a colpi di legge, Richetti primo firmatario. Tra i nomi Guerzoni, Turci e Barbolini
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Ecco le “pensioni” di alcuni ex deputati modenesi, un tema oggi di attualità viste le discussioni sui vitalizi in corso in Parlamento. L’ex deputato ds Roberto Guerzoni porta a casa 3.031 euro al mese, mentre il collega Luciano Guerzoni ne prende 4.059. Maurizio Paladini è a quota 2.125 mentre Lanfranco Turci - ex dirigente anche di Legacoop - porta a casa 5.613 euro. L’ex sindaco di Modena Giuliano Barbolini è a quota 2.813 euro, Luciano Guerzoni arriva a quota 5.692 euro mentre l’ex collega di partito Giovanni Manzini è a quota 3.408.
A Roma si sta discutendo, in mezzo a molte polemiche, della proposta di legge relativa ai vitalizi degli ex parlamentari portata avanti dal deputato modenese del Pd Matteo Richetti.
Se entrasse in vigore - ma probabilmente non supererà il voto in Senato - ci sarebbe un ricalcolo dei vitalizi degli ex parlamentari attraverso il sistema contributivo. Si passerebbe quindi, nel caso, al metodo di calcolo delle pensioni utilizzato praticamente per tutti gli italiani, mentre oggi il vitalizio pur non essendo equiparabile in tutto per tutto a una pensione segue regole ben differenti. Godendo di questi privilegi molti ex onorevoli e senatori portano a tutt’oggi a casa alcune migliaia di euro a fronte del deposito di contributi spesso limitati negli anni di mandato. Il quotidiano il Fatto sul sito internet in passato ha pubblico l’elenco di questi privilegiati tra cui appunto alcuni modenesi. Per alcuni di essi c’è stato frattempo qualche piccolo taglio, ma non troppo significativo. Il recordman italiano è l’ex dc Publio Fiore che è rimasto in Parlamento 35 anni e “guadagna” 10.131 euro al mese, ma le cose stanno cambiando. Oggi versando poco meno del 10% della indennità da parlamentare, a 65 anni di età e con cinque anni di mandato l’ex parlamentare riscuoterà circa 1.500 euro lordi, mentre con il vecchio sistema sempre per cinque anni ne incassava quasi 2.500 euro. (s.l.)
A Roma si sta discutendo, in mezzo a molte polemiche, della proposta di legge relativa ai vitalizi degli ex parlamentari portata avanti dal deputato modenese del Pd Matteo Richetti.
Se entrasse in vigore - ma probabilmente non supererà il voto in Senato - ci sarebbe un ricalcolo dei vitalizi degli ex parlamentari attraverso il sistema contributivo. Si passerebbe quindi, nel caso, al metodo di calcolo delle pensioni utilizzato praticamente per tutti gli italiani, mentre oggi il vitalizio pur non essendo equiparabile in tutto per tutto a una pensione segue regole ben differenti. Godendo di questi privilegi molti ex onorevoli e senatori portano a tutt’oggi a casa alcune migliaia di euro a fronte del deposito di contributi spesso limitati negli anni di mandato. Il quotidiano il Fatto sul sito internet in passato ha pubblico l’elenco di questi privilegiati tra cui appunto alcuni modenesi. Per alcuni di essi c’è stato frattempo qualche piccolo taglio, ma non troppo significativo. Il recordman italiano è l’ex dc Publio Fiore che è rimasto in Parlamento 35 anni e “guadagna” 10.131 euro al mese, ma le cose stanno cambiando. Oggi versando poco meno del 10% della indennità da parlamentare, a 65 anni di età e con cinque anni di mandato l’ex parlamentare riscuoterà circa 1.500 euro lordi, mentre con il vecchio sistema sempre per cinque anni ne incassava quasi 2.500 euro. (s.l.)
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