Chioschi, Malnati frena: «Ora si riparte da zero»
di Stefano Luppi
Il responsabile regionale gela i concessionari: «È area verde sotto tutela» E su piazza Mazzini: «Niente vincoli al Diurno, ma in superficie solo stile liberty»
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«La precedente amministrazione di Modena - spiega il soprintendente unico di Bologna e Modena Luigi Malnati - voleva costruire dentro il parco delle Mura che non è solo un’area verde storica e tutelata, ma un vero e proprio monumento. Per cui penso occorra ripartire da zero».
E ancora: «In piazza Mazzini invece non abbiamo messo il vincolo all’ex Diurno, ma occorrerà prestare attenzione alle uscite in superficie che io immagino consone e in uno stile diciamo così liberty».
Chioschi del Parco della Rimembranza e piazza Mazzini, molto più i primi che la seconda: il responsabile della tutela pubblica del patrimonio artistico e architettonico - Malnati appunto - fa il punto su due casi delicati e molto discussi in città.
Tra l'altro, anche se il dirigente ministeriale non lo dice è una deduzione logica delle sue parole, Malnati "scarica" la vecchia soprintendente Paola Grifoni e la funzionaria modenese Graziella Polidori (di recente entrambe assolte) che invece sul progetto della ex giunta Pighi avevano dato 19 autorizzazioni positive.
Partiamo dunque dal parco dei viali Muratori e Martiri della Libertà, ancora invaso dagli “scheletri” in cemento armato benché dissequestrati dopo la recente assoluzione in sede penale di ex assessori, tecnici e soprintendenti. Spiega Malnati: «Attendiamo le motivazioni della recente sentenza del Tribunale di Modena, ma in ogni caso l’opinione della Soprintendenza attuale è molto chiara. Mi rendo conto che ci sono degli operatori commerciali che operavano anche prima di questo progetto, ma qui si voleva costruire, e non riqualificare, in un luogo che non è solo un parco verde tutelato. Ricordo che il parco delle Mura è costruito esattamente sulle antiche mura cittadine e che è un vero e proprio monumento visto che è strutturato anche con un saliscendi per giungere idealmente al monumento dei caduti non a caso realizzato dove c’era un antico bastione. Per questo dico che ripartiremo da zero».
Poi appunto c’è piazza Mazzini, in centro storico, luogo dove la Soprintendenza ha deciso di non tutelate l’ex albergo diurno sotterraneo come si è saputo ieri. «Abbiamo mandato ogni documentazione sull’ex diurno - continua il soprintendente - al comitato tecnico di settore del Ministero a Roma. Compresa la relazione di Italia Nostra. Si è deciso di non vincolare l’area sotterranea, nonostante abbia più di 70 anni, poiché non è rimasto granché dell’antica struttura. Tra l’altro neppure a livello regionale si è ritenuto di vincolare».
Malnati però approfondisce il discorso: «Ovviamente ci sono alcune cose che si potranno fare e altre che non si potrà fare visto che piazza Mazzini ovviamente è vincolata. La struttura dell’ex diurno non si potrà aumentare di ampiezza perché non si può scavare intorno in una zona che è sicuramente piena di reperti archeologici. Mentre il Comune potrebbe in teoria decidere di modificare internamente l’ex Diurno, lo scavo archeologico potrebbe iniziare solo dall’altezza del piano di calpestio e non da sottoterra. Dunque non si farà».
«Ma soprattutto piazza Mazzini è vincolata e quindi staremo molto attenti sulle uscite in superficie dell’ex Diurno che dovranno essere consone. Infine il Comune in teoria potrebbe pure interrare l’ex diurno, noi non ci opporremmo, ma non mi pare proprio sia questa l’intenzione. Quindi restiamo in attesa di capire come si evolvono le cose».
E ancora: «In piazza Mazzini invece non abbiamo messo il vincolo all’ex Diurno, ma occorrerà prestare attenzione alle uscite in superficie che io immagino consone e in uno stile diciamo così liberty».
Chioschi del Parco della Rimembranza e piazza Mazzini, molto più i primi che la seconda: il responsabile della tutela pubblica del patrimonio artistico e architettonico - Malnati appunto - fa il punto su due casi delicati e molto discussi in città.
Tra l'altro, anche se il dirigente ministeriale non lo dice è una deduzione logica delle sue parole, Malnati "scarica" la vecchia soprintendente Paola Grifoni e la funzionaria modenese Graziella Polidori (di recente entrambe assolte) che invece sul progetto della ex giunta Pighi avevano dato 19 autorizzazioni positive.
Partiamo dunque dal parco dei viali Muratori e Martiri della Libertà, ancora invaso dagli “scheletri” in cemento armato benché dissequestrati dopo la recente assoluzione in sede penale di ex assessori, tecnici e soprintendenti. Spiega Malnati: «Attendiamo le motivazioni della recente sentenza del Tribunale di Modena, ma in ogni caso l’opinione della Soprintendenza attuale è molto chiara. Mi rendo conto che ci sono degli operatori commerciali che operavano anche prima di questo progetto, ma qui si voleva costruire, e non riqualificare, in un luogo che non è solo un parco verde tutelato. Ricordo che il parco delle Mura è costruito esattamente sulle antiche mura cittadine e che è un vero e proprio monumento visto che è strutturato anche con un saliscendi per giungere idealmente al monumento dei caduti non a caso realizzato dove c’era un antico bastione. Per questo dico che ripartiremo da zero».
Poi appunto c’è piazza Mazzini, in centro storico, luogo dove la Soprintendenza ha deciso di non tutelate l’ex albergo diurno sotterraneo come si è saputo ieri. «Abbiamo mandato ogni documentazione sull’ex diurno - continua il soprintendente - al comitato tecnico di settore del Ministero a Roma. Compresa la relazione di Italia Nostra. Si è deciso di non vincolare l’area sotterranea, nonostante abbia più di 70 anni, poiché non è rimasto granché dell’antica struttura. Tra l’altro neppure a livello regionale si è ritenuto di vincolare».
Malnati però approfondisce il discorso: «Ovviamente ci sono alcune cose che si potranno fare e altre che non si potrà fare visto che piazza Mazzini ovviamente è vincolata. La struttura dell’ex diurno non si potrà aumentare di ampiezza perché non si può scavare intorno in una zona che è sicuramente piena di reperti archeologici. Mentre il Comune potrebbe in teoria decidere di modificare internamente l’ex Diurno, lo scavo archeologico potrebbe iniziare solo dall’altezza del piano di calpestio e non da sottoterra. Dunque non si farà».
«Ma soprattutto piazza Mazzini è vincolata e quindi staremo molto attenti sulle uscite in superficie dell’ex Diurno che dovranno essere consone. Infine il Comune in teoria potrebbe pure interrare l’ex diurno, noi non ci opporremmo, ma non mi pare proprio sia questa l’intenzione. Quindi restiamo in attesa di capire come si evolvono le cose».
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