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I cinquecento per l’ospedale «È solo l’inizio della lotta»
PAVULLO. La fiaccolata non è un punto d’arrivo, ma l’inizio di una nuova forma di mobilitazione e di sensibilizzazione sull’ospedale di Pavullo. Tengono a precisarlo gli organizzatori della “Marcia...
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PAVULLO. La fiaccolata non è un punto d’arrivo, ma l’inizio di una nuova forma di mobilitazione e di sensibilizzazione sull’ospedale di Pavullo.
Tengono a precisarlo gli organizzatori della “Marcia di Sant'Anna” a fronte della straordinaria partecipazione che ha riscosso l’iniziativa per il punto nascita: 500 persone chiamate in strada in quattro giorni.
«Per noi è solo la prima prova – sottolinea Gaetano Vandelli di Pavullo 95 – organizzata in fretta pensando alla ricorrenza di Sant’Anna. In base all'evoluzione degli eventi ci muoveremo di conseguenza: visto l’ampio afflusso spontaneo di mercoledì, non credo sia difficile portare in piazza anche molta più gente con un'iniziativa strutturata e pianificata. L’arrivo di persone anche da Pievepelago e dintorni ha evidenziato un fronte dalle potenzialità enormi».
«Ci saremo anche nelle prossime iniziative – assicura Sarah Brambilla del Comitato Mamme – del resto la partenza è stata veramente ottima: una mobilitazione giusta nella serata giusta e con la gestione giusta, senza nessuna polemica politica ma solo una causa da condividere per il bene di tutti».
La prima ad annunciare la possibile protesta per le strade era stata Elisabetta Pedretti del comitato “Salviamo le nascite”: «Mi sono quasi commossa - rimarca - nel vedere tanta partecipazione vera, di cuore. Perché c’è la consapevolezza, com’è stato detto, che dove non si può nascere è poi difficile poter vivere. Speriamo che arrivino buone notizie dalla deroga, ma se non sarà così siamo pronti a fare ancora la nostra parte».
«Credo che la fiaccolata - nota Maria Cristina Bettini di “Salviamo l'ospedale” - abbia confermato l'inversione di marcia già riscontrata con le 6mila firme: i cittadini fanno sentire la loro presenza, non assistono inerti. Perché hanno capito che se non si investe in sanità in montagna non si potrà mai parlare di sviluppo del territorio, e quindi di scelte di vita qui, di lavoro e di futuro. Adesso la priorità è ottenere entro fine agosto un incontro con dirigenza Ausl e istituzioni».
«L’altra cosa da fare ora – precisa Davide Venturelli – è predisporre un piano di supporto alla deroga, perché non è qualcosa che cade dal cielo. Ci deve essere un progetto di rete che permetta di risolvere i problemi tecnici evidenziati dagli esperti valorizzando le peculiarità del punto nascita di Pavullo».
Tengono a precisarlo gli organizzatori della “Marcia di Sant'Anna” a fronte della straordinaria partecipazione che ha riscosso l’iniziativa per il punto nascita: 500 persone chiamate in strada in quattro giorni.
«Per noi è solo la prima prova – sottolinea Gaetano Vandelli di Pavullo 95 – organizzata in fretta pensando alla ricorrenza di Sant’Anna. In base all'evoluzione degli eventi ci muoveremo di conseguenza: visto l’ampio afflusso spontaneo di mercoledì, non credo sia difficile portare in piazza anche molta più gente con un'iniziativa strutturata e pianificata. L’arrivo di persone anche da Pievepelago e dintorni ha evidenziato un fronte dalle potenzialità enormi».
«Ci saremo anche nelle prossime iniziative – assicura Sarah Brambilla del Comitato Mamme – del resto la partenza è stata veramente ottima: una mobilitazione giusta nella serata giusta e con la gestione giusta, senza nessuna polemica politica ma solo una causa da condividere per il bene di tutti».
La prima ad annunciare la possibile protesta per le strade era stata Elisabetta Pedretti del comitato “Salviamo le nascite”: «Mi sono quasi commossa - rimarca - nel vedere tanta partecipazione vera, di cuore. Perché c’è la consapevolezza, com’è stato detto, che dove non si può nascere è poi difficile poter vivere. Speriamo che arrivino buone notizie dalla deroga, ma se non sarà così siamo pronti a fare ancora la nostra parte».
«Credo che la fiaccolata - nota Maria Cristina Bettini di “Salviamo l'ospedale” - abbia confermato l'inversione di marcia già riscontrata con le 6mila firme: i cittadini fanno sentire la loro presenza, non assistono inerti. Perché hanno capito che se non si investe in sanità in montagna non si potrà mai parlare di sviluppo del territorio, e quindi di scelte di vita qui, di lavoro e di futuro. Adesso la priorità è ottenere entro fine agosto un incontro con dirigenza Ausl e istituzioni».
«L’altra cosa da fare ora – precisa Davide Venturelli – è predisporre un piano di supporto alla deroga, perché non è qualcosa che cade dal cielo. Ci deve essere un progetto di rete che permetta di risolvere i problemi tecnici evidenziati dagli esperti valorizzando le peculiarità del punto nascita di Pavullo».
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