152 persone hanno già fatto questa scelta
In Russia costa 36mila dollari e il congelamento dura 100 anni
Al mondo esistono tre centri specializzati per la crionica: Alcor in Arizona, Cryonics Institute a Detroit e appunto il KrioRus, a settanta chilometri da Mosca, che è l’unica presente in territorio...
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Al mondo esistono tre centri specializzati per la crionica: Alcor in Arizona, Cryonics Institute a Detroit e appunto il KrioRus, a settanta chilometri da Mosca, che è l’unica presente in territorio europeo ed è quello con cui collabora Filippo Polistena.
Si tratta di una società nata nel 2005 e che al momento ospita nei suoi impianti di ibernazione 54 persone, oltre a decine di animali, ma anche cervelli o semplicemente Dna.
I corpi vengono conservati in azoto liquido, ad una temperatura di 196 gradi sottozero. In sé, il processo di ibernazione non è complesso. Si tratta di una semplice immersione in azoto liquido e il contratto con la KrioRus ha la durata di un secolo.
Per quanto riguarda i costi la società russa è la più economica sul pianeta, infatti per i 100 anni di ibernazione si pagano 36mila dollari, poco più di 30mila euro. Ma si può risparmiare facendo ibernare semplicemente il cervello oppure il Dna.
Molto più costosi i centri statunitensi, con prezzi che variano dai 185mila ai 200mila dollari.
In tutto nel mondo sono 152 le persone ibernate, tra cui alcune di esse dopo arcigne battaglie legali. C’è il caso ad esempio di una dodicenne britannica morta a causa di un tumore: il padre voleva una sepoltura classica, la madre l’ibernazione. Alla fine è servito un giudice per risolvere la questione, dando alla madre il consenso di ibernare la piccola.
I delatori di questa tecnica sono numerosi, ma Valerja Pride, dg della KrioRus, rispedisce al mittente le critiche: «I religiosi ci criticano, ma Gesù ha resuscitato Lazzaro - ha spiegato a La Repubblica -, la crionica è una scienza cristiana. Si spendono tanti soldi in funerali per “buttare” i morti e invece si potrebbero conservare e dare loro la possibilità di rinascere».
Una seconda chance come quella che Fabrizio Baldi, cliente di Filippo Pastena, ha voluto regalare alla madre Cecilia Iubei: «Da sempre desiderava essere ibernata e la abbiamo accontentata. C’è chi pensa di sconfiggere la morte con la religione, noi ci affidiamo alla scienza».
Si tratta di una società nata nel 2005 e che al momento ospita nei suoi impianti di ibernazione 54 persone, oltre a decine di animali, ma anche cervelli o semplicemente Dna.
I corpi vengono conservati in azoto liquido, ad una temperatura di 196 gradi sottozero. In sé, il processo di ibernazione non è complesso. Si tratta di una semplice immersione in azoto liquido e il contratto con la KrioRus ha la durata di un secolo.
Per quanto riguarda i costi la società russa è la più economica sul pianeta, infatti per i 100 anni di ibernazione si pagano 36mila dollari, poco più di 30mila euro. Ma si può risparmiare facendo ibernare semplicemente il cervello oppure il Dna.
Molto più costosi i centri statunitensi, con prezzi che variano dai 185mila ai 200mila dollari.
In tutto nel mondo sono 152 le persone ibernate, tra cui alcune di esse dopo arcigne battaglie legali. C’è il caso ad esempio di una dodicenne britannica morta a causa di un tumore: il padre voleva una sepoltura classica, la madre l’ibernazione. Alla fine è servito un giudice per risolvere la questione, dando alla madre il consenso di ibernare la piccola.
I delatori di questa tecnica sono numerosi, ma Valerja Pride, dg della KrioRus, rispedisce al mittente le critiche: «I religiosi ci criticano, ma Gesù ha resuscitato Lazzaro - ha spiegato a La Repubblica -, la crionica è una scienza cristiana. Si spendono tanti soldi in funerali per “buttare” i morti e invece si potrebbero conservare e dare loro la possibilità di rinascere».
Una seconda chance come quella che Fabrizio Baldi, cliente di Filippo Pastena, ha voluto regalare alla madre Cecilia Iubei: «Da sempre desiderava essere ibernata e la abbiamo accontentata. C’è chi pensa di sconfiggere la morte con la religione, noi ci affidiamo alla scienza».
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