tra via giardini e via cadiane
«Incrocio pericoloso, almeno nuovi segnali»
«All'incrocio tra via Giardini e via Cadiane un semaforo o una rotatoria sono soluzioni difficilmente praticabili, ma speriamo che, nonostante le difficoltà di bilancio della Provincia, ci possa...
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«All'incrocio tra via Giardini e via Cadiane un semaforo o una rotatoria sono soluzioni difficilmente praticabili, ma speriamo che, nonostante le difficoltà di bilancio della Provincia, ci possa essere a breve almeno un intervento per segnalare meglio a terra la presenza dell'incrocio o un avvisatore luminoso per la presenza di pedoni in attraversamento». Lo ha detto l'assessore alla Mobilità Gabriele Giacobazzi nella seduta del Consiglio comunale rispondendo all'interrogazione del M5s illustrata da Luca Fantoni sul tratto stradale relativo all'incrocio di competenza provinciale.
Sulla pericolosità dell'incrocio il gruppo aveva già presentato in passato un'interrogazione e il consigliere, nella seduta odierna, ha chiesto chi ha fatto installare una sagoma di colore nero raffigurante un corpo umano insanguinato, dopo l'ultimo incidente mortale, «come monito per gli automobilisti e per indurli ad una guida maggiormente prudente» e se esistono studi che avvalorino l'efficacia di tale strumento e con quali risultati. Fantoni ha inoltre domandato se c'è la possibilità «di avere qualche intervento a breve dalla Provincia, almeno sull'illuminazione, come sperato in seguito alla prima interrogazione e ai ragionamenti che sembrava fossero stati intrapresi ma che si vede non hanno dato buon frutto», se la Provincia ha in programma «di intervenire con altri strumenti sull’incrocio» considerando la pericolosità del luogo.
Giacobazzi ha spiegato di aver interloquito più volte con la Provincia, «ma finora senza gradi risultati. L'ente ritiene che l'attraversamento sia abbastanza illuminato e valuta altre soluzioni, come quella del semaforo a chiamata, impraticabili».
L'assessore ha poi precisato che il problema di un attraversamento semaforico, così come di una rotatoria, non riguarda l'effetto di rallentamento del traffico, ma il fatto che «dall'altra parte della strada sono presenti attività commerciali che subirebbero ripercussioni, in quanto in quei casi non sarebbe possibile mantenere l'accesso diretto alla viabilità dalle aree private. La soluzione della rotatoria sarà comunque esaminata – ha proseguito – anche su richiesta del proprietario delle aree limitrofe disposto a metterle a disposizione, ma se l'infrastruttura non viene collocata adeguatamente crea il problema anzidetto dell'impossibilità di accesso diretto per i privati circostanti». Giacobazzi ha infine precisato che «la sagoma posizionata all'incrocio è stata autorizzata dal Comune sulla base della richiesta della famiglia dell'ultima vittima, appoggiata dall'associazione Vittime della strada, da tempo impegnata per la difesa della sicurezza stradale, come già fatto in viale Italia».
Sulla pericolosità dell'incrocio il gruppo aveva già presentato in passato un'interrogazione e il consigliere, nella seduta odierna, ha chiesto chi ha fatto installare una sagoma di colore nero raffigurante un corpo umano insanguinato, dopo l'ultimo incidente mortale, «come monito per gli automobilisti e per indurli ad una guida maggiormente prudente» e se esistono studi che avvalorino l'efficacia di tale strumento e con quali risultati. Fantoni ha inoltre domandato se c'è la possibilità «di avere qualche intervento a breve dalla Provincia, almeno sull'illuminazione, come sperato in seguito alla prima interrogazione e ai ragionamenti che sembrava fossero stati intrapresi ma che si vede non hanno dato buon frutto», se la Provincia ha in programma «di intervenire con altri strumenti sull’incrocio» considerando la pericolosità del luogo.
Giacobazzi ha spiegato di aver interloquito più volte con la Provincia, «ma finora senza gradi risultati. L'ente ritiene che l'attraversamento sia abbastanza illuminato e valuta altre soluzioni, come quella del semaforo a chiamata, impraticabili».
L'assessore ha poi precisato che il problema di un attraversamento semaforico, così come di una rotatoria, non riguarda l'effetto di rallentamento del traffico, ma il fatto che «dall'altra parte della strada sono presenti attività commerciali che subirebbero ripercussioni, in quanto in quei casi non sarebbe possibile mantenere l'accesso diretto alla viabilità dalle aree private. La soluzione della rotatoria sarà comunque esaminata – ha proseguito – anche su richiesta del proprietario delle aree limitrofe disposto a metterle a disposizione, ma se l'infrastruttura non viene collocata adeguatamente crea il problema anzidetto dell'impossibilità di accesso diretto per i privati circostanti». Giacobazzi ha infine precisato che «la sagoma posizionata all'incrocio è stata autorizzata dal Comune sulla base della richiesta della famiglia dell'ultima vittima, appoggiata dall'associazione Vittime della strada, da tempo impegnata per la difesa della sicurezza stradale, come già fatto in viale Italia».
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