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Modena, auto si schianta e finisce nel giardino

di Saverio Cioce
Modena, auto si schianta e finisce nel giardino

Sotto shock ma illese tre ragazze che erano nella Panda che ha demolito la recinzione della villetta. Indagini in corso

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MODENA. Prima lo schianto contro il muretto e il cancello della recinzione, poi il volo e la carambola per finire nel giardino della villetta lì a fianco.

Questi i fotogrammi del terribile incidente, per fortuna senza vittime, avvenuto ieri mattina alle 7 in via XXII Aprile, all’altezza del civico 19, poco dopo la curva molto ampia che troppi prendono a velocità eccessiva.

Quando sono scese dalla Panda semidistrutta, alle tre ragazze che occupavano la vettura tremavano le gambe ma comunque si reggevano in piedi e hanno risposto a scatti ai proprietari che cercavano di capire l’accaduto. «Rispondevano a scatti, erano stravolte - dice Roberto Zini, residente nella casa assieme alla madre Rosanna Fava - Ci eravamo appena alzati e siamo scesi in cortile temendo il peggio. Poi, quando abbiamo capito che non erano ferite, abbiamo domandato chi è che guidava la vettura ma tutte hanno negato di essere al volante. Anzi, hanno detto che c’era un uomo alla guida».

Un particolare che sarà da chiarire. Sulla dinamica dell’incidente sta procedendo la Polizia Municipale che sta effettuando le indagini; il quarto passeggero, o guidatore se risulterà veramente lui, dovrà essere sentito per accertare le responsabilità.

«Non è la prima volta - aggiunge Zini - che finiscono contro questo cancello ma quello che è accaduto questa volta supera tutti i casi precedenti. Pensavamo che il camion carico di marmo fosse stato l’incidente peggiore ma ora dobbiamo ricrederci. È incredibile che dopo un volo del genere tutti gli occupanti della vettura siamo rimaste illese».

In effetti pensare che la Panda sia finita come un proiettile contro il cancello e l’inferriata, si sia capovolta nell’urto e sia finita sulle quattro ruote nell’unico fazzoletto di terra libero tra il tronco di un abete e il muro della casa ha dell’incredibile. Eppure è successo e ora le assicurazioni avranno il loro da fare per quantificare i danni, ma sulle responsabilità si tratta solo di aspettare gli esiti dell’indagine della Municipale. «Fino a sette, otto anni fa non c’erano incidenti così frequenti - commenta pensierosa la signora Fava davanti alle piante distrutte e ai rottami sparsi nel giardino - Non capisco cosa sia cambiato ma è ora di prendere qualche provvedimento. Sul marciapiede ci passa la gente: che succedeva se in quel momento c’era un pedone?».

Molti reclamano da tempo un dosso per rallentare la velocità prima della curva, in modo di evitare l’arrivo in velocità delle auto, costringendole a rallentare. E si parla nel vicinato di una petizione imminente da inviare in Comune per chiedere al sindaco e all’assessore competente il bis dell’altro dosso messo sul rettilineo.

«Quando ho sentito quel fracasso di mattina presto mi sono spaventata a morte - dice Eva Codeluppi, che abita a poca distanza da dove è avvenuto lo schianto - Quando ho visto dov’era finita quella macchina non riuscivo a crederci. Io abito qui dal 1971 ma un lavoro del genere non l’avevo mai visto».

L’incidente di ieri, l’ultimo di una serie, sempre nello stesso punto e con la stessa dinamica, non fa che confermare la pericolosità di quel tratto di strada e anche la mancanza di prudenza di chi guida. Una curva veloce e poi il rettilineo: questo il percorso di via XXII Aprile che pare la chicane di Indianapolis per i troppi che prendono con spavalderia. Alcuni invece puntano il dito con la scarsa manutenzione dell’asfalto, che a loro dire non sarebbe stati rinnovato da troppo tempo.

«Molte volte abbiamo visto automobilisti che finivano contro il marciapiede e alcune volte anche contro il muretto - dice Celestino Roli, che abita giusto di fronte alla villetta dov’è avvenuto lo schianto - Se i guidatori non sono gravi chiamano il carro attrezzi e se ne vanno senza neppure chiedere scusa e lasciare un biglietto per i danni».
 

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