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Profughi, tra carta d’identità e volontariato

Profughi, tra carta d’identità e volontariato

Davanti alla europarlamentare Elly Schlein hanno esposto problemi legati a diritti che vengono violati

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«Ricordatevi che insieme siete piu forti, e divisi siete più deboli. La lotta per cambiare questa società la possiamo vincere solo se non ci chiudiamo in gruppetti che lottano ciascuno per il suo piccolo spazio, ma se stiamo tutti uniti». Lo ha detto l’europarlamentare Elly Schlein, che venerdì scorso ha fatto un sopralluogo a Modena in seguito all’appello di un gruppo di richiedenti asilo, che con una lettera alla Gazzetta hanno illustrato i loro problemi di tutti i giorni, dalla carta d'identità negata al “finto volontariato”. Dopo un incontro in Prefettura, l’europarlamentare di ‘Possibile’, accompagnata dai suoi collaboratori, ha incontrato una delegazione di una cinquantina di richiedenti asilo.

All'incontro erano presenti anche i responsabili modenesi di ‘Possibile’, il consigliere comunale Memi Campana (Per me Modena) e alcune volontarie di parrocchie che sono a fianco dei richiedenti asilo e che in questi mesi hanno vissute esperienze a contatto coi profughi. Tante ce ne sono state in città, tra le più emozionanti certamente l’esperienza scolastica vissuta al liceo Muratori, con uno scambio di valori e culture.

Nell’incontro con Elly Schlein i profughi hanno così esposto i problemi legati ai loro diritti violati: innanzitutto l'ostacolo posto da Comuni e cooperative alla residenza e al rilascio della carta d'identità e i lunghissimi ritardi della Questura nel rinnovo dei permessi di soggiorno. «Non riusciamo a capire come mai in tutte le altre città della Regione in questi anni i richiedenti asilo abbiano avuto tutti la residenza e la carta d'identità, mentre solo a Modena non ci è stato permesso di accedere a questo diritto - hanno detto i richiedenti asilo - tutte le volte che chiedevamo agli operatori delle cooperative se potevamo avere la residenza e la carta d'identità, loro ci rispondevano che a Modena non è possibile averla. Ma questo non e vero, perchè la legge italiana vale anche Modena».

Elly Schlein e i suoi collaboratori hanno espresso il loro sconcerto per questa situazione e hanno preso l’impegno di lottare insieme a loro. Nell’incontro si è parlato anche di volontariato coatto: la richiesta dei richiedenti asilo è di trasformare le attività di ‘finto volontariato’ in posti di lavoro retribuito.

Luca Gardinale

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