Rete idrica: 400 i guasti alle condotte in un anno
di Gabriele Bassanetti
Nel 2016 gli interventi sono costati 775mila euro e lievitano costantemente L’assessore Pistoni: «La novità del telecontrollo aiuterà nel segnalare anomalie»
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La rete idrica colabrodo del Comune di Sassuolo non sta neanche così male. È vero che le falle e le perdite si contano a centinaia, ma nel bacino di Comuni serviti da Hera, Sassuolo sta al di sotto della media. Quella della nostra città resta più o meno invariata da dieci anni: 432 rotture l'anno circa dal 2010 a oggi. Nel 2017 sono state fino a giugno 298 le segnalazioni e 125 le rotture accertate. I dati li ha forniti l'assessore all'ambiente Sonia Pistoni dopo averli ricevuti dalla multiutility che cura l'erogazione dell'acqua a Sassuolo. Ogni anno il pronto intervento Hera riceve 850 chiamate: la media di intervento per il sopralluogo è di meno di sessanta minuti. Poi per fortuna non tutte si rivelano devastanti rotture (sono circa la metà quelle relative a problemi di questo genere). Ma parecchie lo sono e richiedono riparazioni e denari da investire. Guardando i dati forniti dalla stessa Pistoni in realtà un peggioramento della situazione negli ultimi anni si rileva, almeno dal punto di vista economico, ma può anche dipendere da aumenti dei prezzi: se nel 2010 sono stati spesi 325mila euro per riparare le condotte rotte a Sassuolo, nel 2014 sono diventati 414mila, nel 2015 siamo saliti a 648mila e nel 2016 a 775mila. Quest'anno siamo a 297mila a fine giugno. Sommati i numeri, emerge che negli ultimi 7 anni sono stati spesi per riparare le condotte dell'acqua a Sassuolo, 3,5 milioni di euro, una media di 16.500 euro ogni km di tubi. Senza considerare, spiega Sonia Pistoni, tutti gli interventi e gli investimenti fatti all'interno del servizio idrico integrato e non in relazione diretta con rotture dei tubi. «Non si tratta solo di rattoppi – ha spiegato Sonia Pistoni – ma di interventi che aiutano poi a risolvere situazioni in futuro o a limitare i danni da eventuali falle: si inseriscono interconnessioni, chiusure in maglie e altri sistemi ripartiscono le condotte in modo che una prossima rottura incida su un numero sempre maggiore di abitazioni e residenti. Il telecontrollo che si sta inserendo garantisce il controllo più puntuale delle anomali, a volte anche in tempo reale. Inoltre i tratti di rete che presentavano le maggiori criticità, secondo un piano organizzato e scandito sono stati sistematicamente rinnovati». Ci sono inoltre piani sovracomunali che includono interventi e investimenti in altre località con ricadute positive anche sul nostro territorio. Ogni azione che riguarda la rete idrica infatti viene pianificata da Hera e dai Comuni secondo un programma complessivo e dati tecnici oggettivi. Secondo le statistiche, comunque, i Comuni della fascia pedemontana come il nostro risentono statisticamente di un alto numero di rotture per via delle pressioni di esercizio e per un maggior drenaggio del terreno, che secca il suolo creando tensioni dei tubi nel periodo estivo. Buona parte del nostro territorio è fortemente urbanizzato e gli interventi coinvolgono un numero elevato di persone. Interventi su Comuni come il nostro influiscono anche sui Comuni montani, con pompaggi e sistemi che aiutano quando le fonti locali non riescono a garantire il fabbisogno.
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