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«Vaciglio-Morane: quartiere dormitorio che ha solo rischi»

«Vaciglio-Morane: quartiere dormitorio che ha solo rischi»

L’ex comitato Verde Vaciglio si rianima: «Si farà la fine del comparto Salvo d’Acquisto. I parchi? Solo nei sogni»

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L’esempio (negativo) è quello del comparto Salvo D’Acquisto-via Borsellino, dove le tante palazzine recenti senza negozi e servizi fanno pensare ad un quartiere dormitorio. E proprio per evitare che una situazione simile si riproponesse in via Morane, negli anni passati era nato il comitato ‘Verde Vaciglio’, che tra il 2011 e il 2014 ha dato battaglia sul nuovo comparto previsto a ridosso della tangenziale. E oggi, dopo l’infuocata assemblea di lunedì scorso sul progetto ‘Morane bis’ - rivisto e reso più ‘verde’ rispetto a quello vecchio, ma confermando i 550 nuovi alloggi con palazzine fino a cinque piani - a intervenire è un ex componente di quel comitato. «L’assemblea di lunedì - si legge nella lettera - riporta alla memoria non solo lo scontro amministrazione-cittadini sul progetto piscina al parco Ferrari (progetto che se avesse visto la luce non avrebbe permesso di ospitare il concerto di Vasco…), ma risveglia la coscienza di chi si è opposto fermamente a un progetto scellerato, e mai abbandonato dalle amministrazioni che si sono succedute, chiamato ‘Modena Futura’. Progetto sponsorizzato dall’accoppiata Pighi-Sitta, con l’obiettivo di espandere la città oltre la Contrada, fino al limite della complanare, con l’ipotesi di una crescita demografica fino a 250mila abitanti. Un progetto che interessa un'area vastissima, che sta comunque avanzando ‘in sordina’: basta percorrere la Contrada per farsene un’idea, alimentando un’idea di mobilità fondata sull’automobile». L’ex comitato cita così anche l’esperienza dei ‘100 per Modena’: «Un tentativo nobile - riprende la lettera - di istituire un percorso partecipato con i cittadini sul Psc e sulle tematiche urbanistiche. Peccato per l’amministrazione che i risultati ottenuti siano andati in una direzione diversa da quella sperata, ovvero minore consumo di suolo e recupero delle realtà degradate, tant'è che oggi non si trovano più nemmeno gli atti sul sito del Comune». L’ex comitato fa così notare che «è molto più facile costruire su terreno vergine o agricolo piuttosto che riqualificare le zone degradate della città: magari in una zona tra le più appetibili, ma che con l’arrivo di 550 alloggi non sarà più tale. Per non parlare dell’impatto devastante che il progetto avrà sulla mobilità. Sicuramente gli architetti comunali faranno un ottimo lavoro - si legge ancora - come peraltro fatto negli ultimi comparti già realizzati, vedi Salvo D’Acquisto: quartiere dormitorio, con un parco mai realizzato nonostante fosse previsto fin dall’inizio nel progetto, e sul quale i residenti che acquistarono in quell’area contavano, investendo i loro risparmi anche a copertura degli oneri di urbanizzazione che le imprese costruttrici si sarebbero accollate per la realizzazione. Un ‘parco’ oramai ridotto a landa desolata, con nessuna prospettiva all’orizzonte. E oggi, chi può garantire ai cittadini che anche questa volta non si verificheranno le medesime criticità? Possono farlo il sindaco o l’assessore Vandelli? Ai posteri l’ardua sentenza, ai cittadini e ai vari comitati l’obbligo di vigilare sul loro operato».

Luca Gardinale

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