Gazzetta di Modena

Modena

«Cerco lavoro per pagare chi mi assiste nelle attività»

di Martina Stocco
«Cerco lavoro per pagare chi mi assiste nelle attività»

Alberto Gatti, tetraplegico dalla nascita, è appassionato di informatica e siti web «Vivo con i genitori e il sussidio serve perchè ho bisogno di aiuto nei movimenti»

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I giovani e la difficoltà di trovare lavoro. Non un argomento nuovo per il nostro Paese. Soprattutto se, a mettersi alla ricerca di un lavoro che gli permetta di sostenere le spese derivanti dalle proprie attività e cure necessarie alla propria salute, è un ragazzo disabile. Di chi stiamo parlando? Di Alberto Gatti, ventisettenne tetraplegico diplomato all’istituto Guarini e grande appassionato d’informatica, che ha deciso di fare un vero e proprio appello per provare a trovare un impiego più stabile che possa garantirgli maggiore assistenza.

Il giovane modenese frequenta la facoltà Teologica presso l’istituto superiore di Scienze religiose “Beato Contardo Ferrini”.

In questa ricerca, per una maggiore indipendenza economica, non si perde d’animo, e ha voluto raccontarci la sua storia, fatta di tante difficoltà quotidiane.

«A causa di un errore medico alla nascita - racconta il ragazzo - sono disabile tetraplegico. La mia famiglia è composta da mia madre, casalinga, perché ha lasciato il lavoro per prendersi cura di me quando sono nato, e mio padre, pensionato. Dopo il diploma conseguito all’istituto Guarini, ho iniziato ad occuparmi d’informatica. Inoltre, frequento la facoltà di Teologia in Corso Canalchiaro».

Nello specifico di cosa ti occupi?

«L’attività d’informatica consiste nella trasformazione di videocassette in dvd - elenca Alberto - Creo siti web, anche e-commerce, e software personalizzati. Inoltre, faccio manutenzione ai computer».

Ricevi aiuti economici?

«Al momento il Comune mi aiuta con un assegno di sostegno di circa 460 euro - spiega il giovane - coi quali pago un ragazzo da me assunto, che mi aiuta nelle attività lavorative. Come, per esempio, recarmi dai clienti, andare a comprare i materiali, e in tutte le attività di rappresentanza o correlate al mio impiego. Purtroppo, però, non avere uno stipendio, non mi permettere di pagare, di “tasca mia”, ore aggiuntive all’accompagnatore. Così, sono costretto, molte volte, a rinunciare alle cure per il corpo, come andare in piscina, andare a cavallo e svolgere ciò che è necessario alla mia salute».

Cosa vorresti?

«Mi piacerebbe aumentare le ore di lavoro al computer - conclude Alberto - così da seguire tutte le attività necessarie per il mio benessere, o in alternativa, trovare un lavoro part-time che mi permetta di pagare un aumento di ore al mio accompagnatore».

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