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Guerra sulle tasse tra alberghi e B&B

Guerra sulle tasse tra alberghi e B&B

Gli hotel sempre aperti offrono in provincia quasi 3200 posti letto, le ministrutture attorno ai 2800

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Era inevitabile che accadesse e alla fine è accaduto. Lo scontro tra l’universo dei Bed & Breakfast e degli appartamenti su internet e gli alberghi tradizionali ha avuto una recrudescenza proprio nell’anno in cui il turismo estivo in Italia fa conoscere aumenti sostenuti.

Per avere un’idea delle dimensioni dello scontro economico basti dire che gli alberghi di Modena e provincia offrono circa 3200 posti letto e attorno ai 2800 ne offre il settore dei B&B, secondo un censimento effettuato già dallo scorso anno da Federalberghi - Confcommercio.

«Stessa clientela, stesso prodotto e stesse regole» reclamano le associazioni degli albergatori che contestano la sostanziale invisibilità per il fisco e per i tributi comunali di chi offre da casa pernottamenti e prime colazioni.

«Tasse di soggiorno inesistenti e rifiuti urbani che rientrano nella tassazione generale, gli affitti di case e camere sul web sono esentati da ogni regola».

Nei giorni scorsi Asshotel Confesercenti ha messo sul banco degli imputati il gigante del settore i colossi degli affitti brevi su internet partendo dai dati del Centro Studi Turistici. Ebbene, a Bologna Airbnb viene rilevata con 1500 offerte, ovvero +149% rispetto all’anno scorso. Homeway in Emilia Romogna offre 2.120 proposte, Wimdu 1.223, Casevacanze più di 1300. Booking.com offre ben 5.767 strutture ricettive in regione con gli appartamenti che passano da 849 a 1.497, i B&B che salgono da 550 a 800, case vacanze da 166 a 258; in quest’ultimo sito vengono messe insieme tutte le strutture, dagli alberghi alle pensioni passando per le offerte semi-professionali, come pure fa Tripadvisor che ne offre 8.743. Infine Hometogo, che raggruppa 150 siti e che offre 67.507 proposte.

Questi numeri sono stati contestati da Airbnb: «Asshotel dà i numeri - dice il colosso degli affitti brevi per turismo - In Emilia Romagna l’inserzionista medio occupa la casa offerta per 21 giorni all’anno e con un reddito medio di 1.460 euro lordi».

La prima regola è stata messa, perchè anche per queste offerte di appartamenti per pochi giorni, comprese le camere nella stessa casa di chi ci abita, è scattata da quest’anno la cedolare secca del 21% come nei contratti d’affitto di lunga durata. «In effetti - fanno sapere da Federalberghi Confcommercio di Modena - teniamo monitorato il settore dei B&B a Modena da oltre un anno anche per collaborare con la Regione che sta elaborando riforme organiche nel settore. Sempre partendo dagli annunci su internet abbiamo rilevato un migliaio di inserzionisti su cui fa fatta la scrematura perchè molti mettono su più siti lo stesso annuncio. In totale stimiamo in 800 le strutture sul mercato. Per noi è importante avere le stesse regole per tutti». Sulla carta il discorso non fa una piega anche se affittacamere come i B&B sono sempre stati trattati diversamente dagli alberghi. E la clientela dei primi, più orientata al turismo d’arte e alle escursioni, non ha nulla a che fare con quella dei secondi, più orientata verso il turismo d’affari o congressuale o di lavoro, almeno al di fuori delle mete turistiche.

Saverio Cioce

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