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Il dolore immenso per l’ultimo saluto al sorriso di Daniele

Il dolore immenso per l’ultimo saluto al sorriso di Daniele

A Mortizzuolo il funerale del 19enne vittima di un incidente In prima fila i compagni di classe della 5D del “Galilei”

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SAN FELICE. Erano le 11,40 quando il feretro è uscito dalla chiesa di Mortizzuolo, ieri gremita per l’ultimo saluto a Daniele Traldi, il 19enne tragicamente deceduto mercoledì mattina in sella alla sua moto Yamaha, dopo un terribile schianto contro una Citroen, in via Bignardi a San Biagio. E mentre parenti, conoscenti ed amici del ragazzo si avviavano nel loro mesto corteo verso il cimitero, per accompagnare Daniele nel suo ultimo viaggio, il silenzio del momento, nel piazzale antistante la chiesa, è stato rotto da poche ma terribili parole, destinate purtroppo a restare senza una risposta: “No, non si può. No, non è possibile” continuava a ripetere la mamma di Daniele, Ardilia, con il viso distrutto dal dolore e dalle lacrime che ricevevano l’abbraccio di amiche e conoscenti. Perché perdere un figlio di appena 19 anni, un mese dopo la sua maturità all’istituto Galilei di Mirandola, una tappa che avrebbe dovuto spalancare i suoi occhi sul mondo, sul futuro, e non chiuderglieli per sempre, è quel tipo di dolore che lacera una madre, un padre così nel profondo da farle credere, forse, non esista al mondo nessun tipo di consolazione ad una tragedia simile. Accanto a lei il marito, Alberto, e l’altro figlio, Enrico, che hanno in egual modo ricevuto l’affetto e il conforto dei tanti che li conoscono, la gente di Mortizzuolo, dei tanti che conoscevano e volevano bene al loro Daniele. Come i suoi coetanei del Galilei, i suoi compagni di scuola della Classe 5 D che ieri hanno voluto dirgli “ciao” un’ultima volta, in jeans e maglietta, con le loro borse a tracolla da cui prendere i fazzoletti per asciugarsi compostamente le lacrime. Composta e semplice è stata anche la cerimonia. «Questa morte prematura è purtroppo il simbolo della caducità della vita - ha detto il parroco durante l’omelia - in quanto essa è fragile, passeggera, in un attimo può spezzarsi. Ma l’importante è averla vissuta, come ha fatto Daniele, che era amato da tanti, dai suoi genitori, dai suoi molti amici. E lui stesso gli voleva bene, avendo vissuto ed assaporato la vita. In cui ha donato amore, innamorandosi anche di una ragazza (la fidanzata Beatrice, ndr). Perché solo i beati riescono a vivere pienamente scordandosi della fragilità della vita stessa».

Come da volere della famiglia di Daniele, pochi i fiori, tra i quali una corona deposta dai suoi compagni di classe, perché le offerte raccolte saranno devolute all’Associazione vittime della strada.

Quella maledetta strada che lo ha portato via per sempre.

Valentina Corsini

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