Modena, in moto con l’ispettore a distribuire “espulsioni”
di Stefano Totaro
Dai capannelli davanti a negozi etnici ai mendicanti molesti in centro storico a Modena: ecco come cambiano gli interventi con l’allontanamento e i controlli mirati
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«Si forma uno dei soliti capannelli sotto al portico di viale Gramsci, dove c’è lo spazio per andare in via Nicolò dell’Abate: una pattuglia si avvicina, blocchiamo il gruppetto ed iniziamo a controllare. Questo se ci sono bottiglie di birra qua e là, si vi sono state segnalazioni di schiamazzi o di qualche ubriaco, oppure se qualcun altro ha chiamato dicendo che c’era stato uno scambio di droga. In questo contesto, in queste situazioni per uno o più presenti possono scattare multe e il mini daspo, l’allontanamento per 48 ore dalla zona della stazione e dintorni»
L’ispettore superiore Luca Zanfi, da una vita in servizio sulle strade modenesi in auto o in sella alla moto, è un habitué delle emergenze e dei luoghi dove il degrado cerca di radicarsi. Ora, oltre i soliti sistemi , regolamenti, leggi e multe, può usare anche il cartellino rosso e, arbitro tra “i cattivi”, espellere chi non si comporta bene. Il terreno di gioco è la città, suddivisa ora per aree ancor più protette, grazie all'adozione del nuovo Regolamento di polizia urbana adottato dal Comune e che prevede il mini daspo della durata di 48 ore nei confronti di chi crea disturbo o disagio.
Il tempo di allacciare il casco e partiamo in sella alla moto dell’ispettore, il “nostro” tour operator.
Negozi etnici, panchine e mendicanti?
«Un attimo, vorrei ricordare che non siamo sceriffi, che adesso non andiamo in giro a caccia del disturbatore, di quello sdraiato di quell’altro che è sempre ubriaco. I controlli, i nostri tour vengono sempre fatti e noi passiamo nelle zone che ormai conosciamo dove c’è maggiore concentrazione di problematiche per il territorio, per i residenti».
Un’arma in più allora.
«Certo, possiamo allontanare da subito e poi c’è la spada di Damocle dell'espulsione più lunga, una sorta di foglio di via. Sono buoni deterrenti»
Eravamo in stazione...
«Un esempio classico, i bivaccatori che si sdraiano sulla pensilina e la occupano totalmente. Li possiamo spostare e se ritornano, al di là delle multe, potrà scattare un allontanamento dalla zona per mesi. Andranno da un’altra parte? Intanto su un luogo, su un obiettivo abbiamo ottenuto un risultato e il giro non si ferma. Lo stesso vale per gli accattoni molesti».
Siamo già arrivati al mercato di via Albinelli e in piazzale San Francesco?
«Sì perché dalla centrale, guardando le telecamere della rete, hanno notato un capannello con gente che discute vicino al mercato. Invece in San Francesco, dove ancora non siamo coperti, c’è arrivata una segnalazione, forse per una rissa. E’ così che ci spostiamo, in una o più pattuglie a seconda del caso. In San Francesco abbiamo avuto problemi con persone moleste. Venivano allontanate poi dopo un’ora erano ancora lì. Ora non accadrà e se accadrà i provvedimenti si inaspriranno sino all’equivalente del foglio di via».
Per il fatto che possono avere dei precedenti penali?
«Sì, è un’aggravante in caso di recidiva. È utile, e adesso siamo arrivati in zona Tempio e passiamo da viale Crispi oppure andiamo in via Poletti o in fondo a viale Gramsci, o in via Attiraglio, quando ci sono gli assembramenti, i gruppi davanti alle sale scommesse e davanti ai negozi etnici. A forza di allontanamenti e multe, a ben guardare, forse i problemi di via Poletti, quando era aperto il market, sarebbero stati meno prolungati nel tempo».
Ci fermiamo nel parco?
«E’ una sosta quasi d’obbligo. Così come nei parchi, in stazione, al Novi Sad abbiamo il monitoraggio delle telecamere e gli agenti del Nucleo problematiche del territorio che osservano in borghese, che fanno indagini su spaccio quant'altro, ecco che noi o di iniziativa o a chiamata arriviamo e facciamo scattare il blitz. Mi riferisco all’area classica, quella dietro allo Storchi. Lì c’è la telecamera, ci sono le panchine, c’è sempre qualche bottiglia, qualcuno che fa confusione, sia di giorno che verso sera. Ora potremo intervenire, “marcare” in modo più stretto i gruppetti. Con questi provvedimenti si arriva ad identificare sempre più persone che gravitano nelle zone calde, abbiamo una banca dati in espansione e tutto viene condiviso con la questura».
Ultima tappa?
«Il retro di piazza Matteotti, le strade del centro, le tribune del Novi Sad, le panchine di piazzale Risorgimento».
L’ispettore superiore Luca Zanfi, da una vita in servizio sulle strade modenesi in auto o in sella alla moto, è un habitué delle emergenze e dei luoghi dove il degrado cerca di radicarsi. Ora, oltre i soliti sistemi , regolamenti, leggi e multe, può usare anche il cartellino rosso e, arbitro tra “i cattivi”, espellere chi non si comporta bene. Il terreno di gioco è la città, suddivisa ora per aree ancor più protette, grazie all'adozione del nuovo Regolamento di polizia urbana adottato dal Comune e che prevede il mini daspo della durata di 48 ore nei confronti di chi crea disturbo o disagio.
Il tempo di allacciare il casco e partiamo in sella alla moto dell’ispettore, il “nostro” tour operator.
Negozi etnici, panchine e mendicanti?
«Un attimo, vorrei ricordare che non siamo sceriffi, che adesso non andiamo in giro a caccia del disturbatore, di quello sdraiato di quell’altro che è sempre ubriaco. I controlli, i nostri tour vengono sempre fatti e noi passiamo nelle zone che ormai conosciamo dove c’è maggiore concentrazione di problematiche per il territorio, per i residenti».
Un’arma in più allora.
«Certo, possiamo allontanare da subito e poi c’è la spada di Damocle dell'espulsione più lunga, una sorta di foglio di via. Sono buoni deterrenti»
Eravamo in stazione...
«Un esempio classico, i bivaccatori che si sdraiano sulla pensilina e la occupano totalmente. Li possiamo spostare e se ritornano, al di là delle multe, potrà scattare un allontanamento dalla zona per mesi. Andranno da un’altra parte? Intanto su un luogo, su un obiettivo abbiamo ottenuto un risultato e il giro non si ferma. Lo stesso vale per gli accattoni molesti».
Siamo già arrivati al mercato di via Albinelli e in piazzale San Francesco?
«Sì perché dalla centrale, guardando le telecamere della rete, hanno notato un capannello con gente che discute vicino al mercato. Invece in San Francesco, dove ancora non siamo coperti, c’è arrivata una segnalazione, forse per una rissa. E’ così che ci spostiamo, in una o più pattuglie a seconda del caso. In San Francesco abbiamo avuto problemi con persone moleste. Venivano allontanate poi dopo un’ora erano ancora lì. Ora non accadrà e se accadrà i provvedimenti si inaspriranno sino all’equivalente del foglio di via».
Per il fatto che possono avere dei precedenti penali?
«Sì, è un’aggravante in caso di recidiva. È utile, e adesso siamo arrivati in zona Tempio e passiamo da viale Crispi oppure andiamo in via Poletti o in fondo a viale Gramsci, o in via Attiraglio, quando ci sono gli assembramenti, i gruppi davanti alle sale scommesse e davanti ai negozi etnici. A forza di allontanamenti e multe, a ben guardare, forse i problemi di via Poletti, quando era aperto il market, sarebbero stati meno prolungati nel tempo».
Ci fermiamo nel parco?
«E’ una sosta quasi d’obbligo. Così come nei parchi, in stazione, al Novi Sad abbiamo il monitoraggio delle telecamere e gli agenti del Nucleo problematiche del territorio che osservano in borghese, che fanno indagini su spaccio quant'altro, ecco che noi o di iniziativa o a chiamata arriviamo e facciamo scattare il blitz. Mi riferisco all’area classica, quella dietro allo Storchi. Lì c’è la telecamera, ci sono le panchine, c’è sempre qualche bottiglia, qualcuno che fa confusione, sia di giorno che verso sera. Ora potremo intervenire, “marcare” in modo più stretto i gruppetti. Con questi provvedimenti si arriva ad identificare sempre più persone che gravitano nelle zone calde, abbiamo una banca dati in espansione e tutto viene condiviso con la questura».
Ultima tappa?
«Il retro di piazza Matteotti, le strade del centro, le tribune del Novi Sad, le panchine di piazzale Risorgimento».
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