Gazzetta di Modena

Modena

La scelta del pediatra diventa una vera odissea

di Luca Gardinale
La scelta del pediatra diventa una vera odissea

Solo tre medici disponibili in città e non è permesso andare in un altro comune: «Non ci sono opzioni. Così si costringono le famiglie a rivolgersi ai privati»

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In sé la scelta non era difficilissima, visto che al momento di farla la possibilità era… una sola. Il problema è che la famiglia non si è trovata bene con il medico, e dal momento che non era possibile cambiarlo, si è rivolta ad un privato, pagando di volta in volta le singole prestazioni. Il tema è quello dei pediatri della nostra provincia, e la vicenda è quella di Mara Bizzini, giovane mamma modenese. «Due anni fa ho avuto un bambino - spiega - e al momento della sua nascita mi è stato assegnato l’unico pediatra al momento disponibile a Modena». In quel momento, infatti, tutti gli altri medici che coprono il distretto del capoluogo erano al completo, e dunque al bimbo è stata assegnata l’unica opzione possibile. «Il problema - riprende la giovane mamma - è che quel pediatra non mi ha mai soddisfatta per i modi, a mio parere molto sbrigativi e superficiali, tanto che sono tornata all’Azienda Usl per chiedere un cambio, ma anche in quel momento non c’erano alternative disponibili». A quel punto, compiuto un anno, il piccolo ha iniziato ad avere problemi di salute, tanto da non riuscire più a frequentare l’asilo nido, essendo sempre a casa malato: la famiglia ha così deciso di rivolgersi privatamente ad un pediatra di Vignola, che dopo una serie di visite è riuscito a capire che il problema era legato ad un’otite a rischio cronico, avviando una serie di terapie che hanno fatto star meglio il bambino. «Il pediatra si è detto disponibile a farsi carico del bimbo tramite il sistema sanitario nazionale - riprende la signora Bizzini - ma la commissione Usl di Vignola ha respinto la domanda, dal momento che noi siamo residenti nel distretto di Modena. Ho provato anche a parlare con un rappresentante della commissione, illustrandogli i nostri disagi e spiegandogli che il pediatra vignolese, con il quale si è creato un rapporto di fiducia, vorrebbe farsi carico del bambino per continuare a seguirlo, conoscendo ormai bene la causa del suo malessere: tutte parole inutili, dal momento che la commissione ha ribadito la sua posizione. Ora - incalza la giovane mamma - io capisco la questione della competenza territoriale, ma trovo che questa burocrazia sia ingiusta e penalizzante per i bambini, perché costringe le famiglie a fare grandi sacrifici per curare i figli privatamente: così rischiamo di avere bambini di serie A e bambini di serie B in base alle possibilità economiche dei genitori». E vista l’impossibilità di vedere assegnato il piccolo al pediatra vignolese, la famiglia è tornata a rivolgersi all’Ausl: «Al momento ci sono tre pediatri disponibili, quindi la possibilità di cambiare ci sarebbe - conclude la signora - ma si tratterebbe di ricominciare da zero un rapporto, mentre il bambino ha iniziato a stare meglio dopo le cure del medico di Vignola, quindi stiamo valutando se continuare ad andare avanti privatamente, nonostante lo sforzo economico che la situazione comporta». Confermando che al momento i pediatri ‘liberi’ sono tre, l’Ausl di Modena fa sapere che il compito dell’azienda è quello di garantire la copertura per le famiglie - e dunque la possibilità di avere un pediatra - cosa che viene sempre garantita, e che in qualsiasi momento è possibile cambiare il medico assegnato.

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