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Tania Quaglieri, la campionessa che nuota e sogna sulla scia di Greg

di Giovanni Balugani
Tania Quaglieri, la campionessa che nuota e sogna sulla scia di Greg

A 16 anni ha già conquistato un titolo Italiano «Paltrinieri è super, la mia strada è lunga»

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Pensi al nuoto e inevitabilmente il pensiero va a Gregorio Paltrinieri e ai suoi successi, ma accanto all’astro più luminoso nel firmamento italiano, c’è un’altra stella che si sta facendo largo a bracciate nel panorama nazionale, Tania Quaglieri.

Nonantolana, ad appena 16 anni è già riuscita nell’impresa di diventare campionessa italiana, titolo conquistato nei 100 dorso agli assoluti primaverili. Un’esperienza e un successo vissuti con la leggerezza tipica della sua età, quando i sogni non sono ancora chiusi a chiave in un cassetto, ma si accarezzano ogni giorno, perché a 16 anni tutto è possibile, anche battere Federica Pellegrini che nuota nella corsia accanto alla tua: «Personalmente non ho sentito enormi responsabilità per quella gara - racconta -, certo sfidare una campionessa del suo livello può darti pressioni difficili da sostenere. La mia fortuna è avere la capacità di isolarmi da tutto quello che mi circonda, scendere in acqua e pensare solo a nuotare. Quella vittoria è stata una soddisfazione enorme, il premio per tutti gli sforzi dei mesi precedenti. Ma dopo la gioia c'è subito il ritorno alla realtà e si pensa a ripartire e a lavorare duro per i prossimi impegni».

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Ovvero i campionati italiani, questa volta di categoria, e soprattutto i Mondiali Junior di Indianapolis a fine agosto. «Sicuramente l’appuntamento più importante della mia stagione».

È il percorso tipico per i nuotatori della sua età, lo stesso che ha affrontato anche Paltrinieri negli anni scorsi. Lo sa bene Tania che, però, nonostante l’età sa già bene come dribblare analogie che in futuro potrebbero pesare come macigni: «Non paragonatemi a Greg, che peraltro è un amico e mi aiuta dandomi molti consigli. È un confronto un po’ azzardato, perché semplicemente non mi ritengo così importante. Il mio obiettivo è scalare la montagna un gradino alla volta, per ora faccio i miei passettini per crescere, lui è campione olimpico e primatista mondiale. Se poi un giorno succederà anche a me sarà bellissimo, ma per il momento non voglio pensarci. Così come non voglio già guardare ad una possibile partecipazione alle prossime Olimpiadi (quelle di Tokyo del 2020, ndr), perché mancano troppi anni e la strada resta lunghissima».

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Già campionessa italiana e protagonista di una carriera in rampa di lancio, non va dimenticato che Tania è ancora una adolescente e quindi una studentessa: «L’anno scolastico è stato positivo, frequento il liceo Scientifico e sono stata promossa in quarta superiore. La mia giornata tipo? Beh, devo ammettere che è molto semplice. Mi sveglio alle 6,30, alle 7 partenza da casa e scuola fino alle 13. Alle 14 sono in acqua fino alle 16,45, poi tre giorni alla settimana ho anche un’ora e un quarto di palestra. Quando arrivo a casa studio. Mi piace apprendere cose nuove, anche se le studiate fino alle 3 del mattino le eviterei...». Impegni fitti tra scuola e sport, che inevitabilmente portano sacrifici e rinunce: «Ci sono momenti difficili, momenti in cui pensi di lasciare tutto e farti una giornata intera in compagnia delle amiche. Poi, però, rifletto e rivivo le soddisfazioni e le emozioni che questo sport mi sta dando e allora vado avanti. È chiaro che se ho un’ora libera esco volentieri con le amiche. Si tratta di sacrifici necessari per raggiungere gli obiettivi che si hanno davanti».

Uno, importantissimo, Tania lo ha già raggiunto, entrando a far parte della Nazionale assoluta: «Sono stata accolta benissimo, mi hanno fatto sentire subito una di loro. La competizione a quei livelli è fortissima, ma fuori dall’acqua siamo come un gruppo di amici». Una seconda famiglia, che si va ad aggiungere alla prima quella vera che aiuta sempre Tania, a partire dai genitori: «Mi accompagnano ovunque, sono splendidi. I primi a starmi vicino, ma senza essere invadenti. Se non fosse per loro non vivrei il nuoto così, sono un sostegno continuo e fondamentale». E vivere il nuoto per Tania è qualcosa che va al di là delle gare, resta tuttora un’emozione unica: «Entrare in acqua per me è come attraversare una porta e ritrovarmi in un secondo mondo, il mio mondo. Posso pensare solo a me stessa, godermi quell’attimo e scrollarmi di dosso tutti i problemi o almeno metterli in pausa per un po’». Anche se il nuoto a questi livelli è sinonimo di fatica e sforzo fisico: «La fatica ci deve essere. Ti aiuta a superare i momenti difficili, in cui la testa deve essere forte e darti la spinta per andare avanti e superare gli ostacoli che di volta in volta si presentano». Neanche a farlo apposta le stesse parole che un ragazzo di Carpi usava qualche anno fa quando parlava del suo futuro. Quel ragazzo a Londra è salito sul tetto del mondo. Ma non ditelo a Tania...

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