Con “Police” si può vedere chi ruba acqua
«Il problema siccità non è stato certo risolto dai temporali dei giorni scorsi, che hanno colpito in modo molto localizzato. La loro energia è stata scaricata con fenomeni anche violenti ma in aree...
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«Il problema siccità non è stato certo risolto dai temporali dei giorni scorsi, che hanno colpito in modo molto localizzato. La loro energia è stata scaricata con fenomeni anche violenti ma in aree ristrette, lasciandone molte altre all’asciutto. Per alleviare la sete delle nostre terre ci vorrebbe una perturbazione più organizzata, che tuttavia non si intravede neppure nel lungo termine. Il ritorno dell’anticiclone africano non potrà che peggiorare la situazione». Così gli esperti di 3bmeteo.
Dunque acqua preziosissima soprattutto in Emilia Romagna, nel Modenese: terre a vocazione agricola, con grandi e piccole coltivazioni di ogni tipo e pregiate, un importante settore economico che ha bisogno di acqua per irrigare e di conseguenza per produrre. E in questi casi è più che mai opportuno controllare che non vi siano i cosiddetti “furti idrici”, ovvero prelievi di acqua eccessivi, non autorizzati, da parte di qualche agricoltore che se ne approfitta. La tecnologia viene in aiuto: per scoprire questi “furti idrici” lungo la via Emilia. è stato messo a punto il progetto Police (Processing satellite observation to locale illegal crop water exploitation) creato grazie alle competenze della statup Agromet, di Arpae, dell’Università di Valencia e della ditta ferrarese Meeo specializzata anche in monitoraggio e osservazioni. In pratica, grazie ad uno speciale algoritmo che mette insieme dati satellitari, quelli meteo, i dati sulle irrigazioni giornaliere autorizzate, è possibile ottenere una fotografia del territorio dal punto di vista idrico. E ogni giorno è possibile notare chi sgarra, chi irriga i propri campi più del consentito.
Dunque acqua preziosissima soprattutto in Emilia Romagna, nel Modenese: terre a vocazione agricola, con grandi e piccole coltivazioni di ogni tipo e pregiate, un importante settore economico che ha bisogno di acqua per irrigare e di conseguenza per produrre. E in questi casi è più che mai opportuno controllare che non vi siano i cosiddetti “furti idrici”, ovvero prelievi di acqua eccessivi, non autorizzati, da parte di qualche agricoltore che se ne approfitta. La tecnologia viene in aiuto: per scoprire questi “furti idrici” lungo la via Emilia. è stato messo a punto il progetto Police (Processing satellite observation to locale illegal crop water exploitation) creato grazie alle competenze della statup Agromet, di Arpae, dell’Università di Valencia e della ditta ferrarese Meeo specializzata anche in monitoraggio e osservazioni. In pratica, grazie ad uno speciale algoritmo che mette insieme dati satellitari, quelli meteo, i dati sulle irrigazioni giornaliere autorizzate, è possibile ottenere una fotografia del territorio dal punto di vista idrico. E ogni giorno è possibile notare chi sgarra, chi irriga i propri campi più del consentito.
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