BOMPORTO. GRAZIE ALLA PROTEZIONE CIVILE
Idrovore a valle della barriera e l’acqua arriva per i campi
RAVARINO. Da ieri mattina l'acqua è arrivata anche nei campi di Ravarino. Grazie all'intervento della Protezione Civile, che ha posto due idrovore a valle della barriera creata con la costruzione del...
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RAVARINO. Da ieri mattina l'acqua è arrivata anche nei campi di Ravarino. Grazie all'intervento della Protezione Civile, che ha posto due idrovore a valle della barriera creata con la costruzione del nuovo ponte per Bomporto, l'acqua viene pompata a monte, scavalcando il manufatto, e consentendo così all'impianto di captazione di Casoni di avere materia prima per rifornire le aziende agricole tra Ravarino e Stuffione. Rimaste senz'acqua per decine di giorni, con gravi problemi, al punto che gli agricoltori, una volta accertata la causa del loro problema - ovviamente associata alla grave siccità di questi giorni - avevano prefigurato una causa di risarcimento danni contro i corresponsabili della situazione.
Invece il puntuale interessamento di alcune istituzioni (non tutte) ha risolto la questione. Da ieri la poca acqua disponibile arriva anche da queste parti, ed è già stato organizzato un piano di intervento per soddisfare progressivamente il bisogno di tutte le aziende agricole interessate, tra cui vigneti e frutteti.
La decisione rende giustizia ai puntuali accertamenti degli agricoltori e dei tecnici delle rispettive associazioni. C'era infatti chi li aveva accusati di avere sollevato inutili parole al vento o di aver voluto fare inutili e pretestuose polemiche sul nuovo ponte. Pochi giorni fa c'era stata la cerimonia del varo, ma l'infrastruttura non è aperta e non verrà definitivamente inaugurata fino al completamento delle strutture di collegamento. A creare il problema, come detto, un manufatto interno all'alveo del fiume, costruito per passare da una parte all'altra del fiume durante i lavori. Per far passare comunque l'acqua era stato messo un tubo, ma con la siccità di questi giorni il tubo si è rivelato più alto di almeno 70 centimetri rispetto al livello dell'acqua nell'alveo. Praticamente inesistente quella che arriva da monte (che viene captata fin dove c'è, anche a Navicello, per la zona di Nonantola), ad alimentare l'impianto di Casoni poteva essere quella del Naviglio, che si immette nel Panaro a Bomporto e che, in caso di siccità, tradizionalmente risaliva di qualche decina di metri il letto del fiume Panaro, consentendo comunque all'idrovora di Casoni di funzionare. Con la costruzione del manufatto e con il tubo più alto di 70 centimetri, questa risalita era impossibile. Le idrovore della Protezione civile, con il necessario buon senso di queste occasioni, hanno risolto il problema. Quello del clima, con o senza responsabilità dell'uomo, per ora la protezione civile non lo può risolvere. (ase)
Invece il puntuale interessamento di alcune istituzioni (non tutte) ha risolto la questione. Da ieri la poca acqua disponibile arriva anche da queste parti, ed è già stato organizzato un piano di intervento per soddisfare progressivamente il bisogno di tutte le aziende agricole interessate, tra cui vigneti e frutteti.
La decisione rende giustizia ai puntuali accertamenti degli agricoltori e dei tecnici delle rispettive associazioni. C'era infatti chi li aveva accusati di avere sollevato inutili parole al vento o di aver voluto fare inutili e pretestuose polemiche sul nuovo ponte. Pochi giorni fa c'era stata la cerimonia del varo, ma l'infrastruttura non è aperta e non verrà definitivamente inaugurata fino al completamento delle strutture di collegamento. A creare il problema, come detto, un manufatto interno all'alveo del fiume, costruito per passare da una parte all'altra del fiume durante i lavori. Per far passare comunque l'acqua era stato messo un tubo, ma con la siccità di questi giorni il tubo si è rivelato più alto di almeno 70 centimetri rispetto al livello dell'acqua nell'alveo. Praticamente inesistente quella che arriva da monte (che viene captata fin dove c'è, anche a Navicello, per la zona di Nonantola), ad alimentare l'impianto di Casoni poteva essere quella del Naviglio, che si immette nel Panaro a Bomporto e che, in caso di siccità, tradizionalmente risaliva di qualche decina di metri il letto del fiume Panaro, consentendo comunque all'idrovora di Casoni di funzionare. Con la costruzione del manufatto e con il tubo più alto di 70 centimetri, questa risalita era impossibile. Le idrovore della Protezione civile, con il necessario buon senso di queste occasioni, hanno risolto il problema. Quello del clima, con o senza responsabilità dell'uomo, per ora la protezione civile non lo può risolvere. (ase)
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