Gazzetta di Modena

Modena

Muzzarelli: «Faremo un progetto condiviso con la Soprintendenza»

di Stefano Luppi

Il sindaco: «Con le baracchine nuove riqualificheremo la zona attenendoci sulle norme urbanistiche» Il giudice nella sentenza: «Il Comune e la Soprintendenza hanno agito solo per interesse pubblico»

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Sui chioschi in cemento del parco delle Rimembranze non sarà scontro tra il sindaco Muzzarelli e il soprintendente Luigi Malnati, come il primo ieri ha tenuto a mettere nero su bianco in una lettera alla “Gazzetta”. Ma non si saprebbe come altro chiamare due pareri sideralmente distanti. Il dirigente della tutela, infatti, assicurava che «il parco è un monumento e non si costruisce su un monumento: occorre ripartire da zero». Il primo cittadino replicava: «Malnati dice una cosa non corretta e andremo avanti con il progetto di completamento dei chioschi». E poi ribadisce tutto nella sua lettera. «Ci atterremo - scrive Muzzarelli - a quanto indicato dal Tribunale e non c’è alcuno scontro con la Soprintendenza poiché non è mia intenzione litigare con il soprintendente Malnati. La sentenza mette in evidenza che all’assoluzione consegue la restituzione dei chioschi al Comune perché possa provvedere tempestivamente all’adozione e alla realizzazione di un progetto che ne consenta la riapertura. Essa è un presupposto indispensabile per la riqualificazione di una zona verde prestigiosa e di interesse della collettività. Tutto ciò nel pieno rispetto degli strumenti urbanistici e dei vincoli della Soprintendenza, attraverso un progetto adeguato, di minimo impatto ambientale e in armonia col contesto. Un progetto che avevamo già in mente e che sarà condiviso con la Soprintendenza».

Difficilmente poi la pubblicazione della sentenza del giudice Barbara Marvasi - in merito all’assoluzione di un mese fa di tecnici comunali, dirigenti delle belle arti ed ex assessori - calmerà le acque. Occorre infatti leggere le parole del giudice che il 29 giugno ha mandato assolti Daniele Sitta, Stefano Prampolini, Giovanni Villanti, Marco Stancari, Paola Grifoni e Graziella Polidori per rendersene conto. Ad esempio, definisce il parco delle Rimembranze «uno spartitraffico tra le due trafficate arterie stradali che lo circondano» spiegando che «pur rivestendo natura storica avendo ottenuto il vincolo non ha carattere di memoriale e non è monumento vegetale» anche perché «a ridosso del parco sono stati costruiti condomini anche di imponenti dimensioni». (Ricordiamo che l’attuale soprintendente Malnati ritiene invece si tratti di un importante monumento ai caduti della Grande Guerra). Nelle motivazioni si legge inoltre che gli «imputati hanno agito per le finalità di interesse pubblico e non per il perseguimento di interessi privati» e che la Soprintendenza di Grifoni e Polidori «ha esplicato diligentemente attività di controllo e vigilanza finalizzata alla salvaguardia e conservazione del bene». Il giudice chiede poi che per i chioschi Bobotti, ex Tosco, del Cedro e Bar Elio “si possa provvedere tempestivamente alla adozione e realizzazione di un progetto che consenta la riapertura».

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