Gazzetta di Modena

Modena

piazzale della meridiana  

Omaggio al giudice Borsellino a venticinque anni dalla morte

Omaggio al giudice Borsellino a venticinque anni dalla morte

«Prima di combattere la mafia, devi farti un esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere quella che c’è nel giro dei tuoi amici. La mafia siamo noi e il...

1 MINUTI DI LETTURA





«Prima di combattere la mafia, devi farti un esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere quella che c’è nel giro dei tuoi amici. La mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato di comportarci»: sono le parole di Rita, 17 anni, che, cresciuta in una famiglia dedita alla criminalità, prese Paolo Borsellino come riferimento cominciando, da allora in poi, a collaborare con la giustizia.

Questa la frase che, durante la commemorazione della strage di via D’Amelio svoltasi ieri in piazzale della Meridiana di fronte al murales dedicato alla memoria del magistrato e dei suoi agenti, ha voluto pronunciare l’assessore alle Politiche Giovanili, Milena Saina ringraziando l’impegno costante delle forze dell'ordine. «Rita scoprì, dalla vicinanza con Paolo, che esisteva il bene - ha proseguito - A 25 anni da quel 19 luglio 1992, non possiamo non accorgerci dei frutti che il coraggio e il senso di responsabilità di Paolo Borsellino hanno generato e generano ancor oggi». Alla cerimonia, organizzata dall’associazione Il Mostardino, erano presenti anche il vescovo Francesco Cavina e l’imprenditrice Cinzia Franchini, che ha sottolineato come anche il territorio modenese non sia esente da fenomeni di radicamento mafioso e, dunque, non si debba mai abbassare la guardia. (camma)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google