le preposte di muzzarelli in regione
Un “servizio civile” per i richiedenti asilo
L’istituzione di un fondo regionale per sostenere i progetti dei Comuni per l’accoglienza e una sorta di servizio civile per migranti, profughi e richiedenti asilo per costruire un nuovo “patto per l’...
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L’istituzione di un fondo regionale per sostenere i progetti dei Comuni per l’accoglienza e una sorta di servizio civile per migranti, profughi e richiedenti asilo per costruire un nuovo “patto per l’accoglienza e l’integrazione accompagnato dal rilancio dell’impegno per la sicurezza e la legalità”. Sono le sollecitazioni espresse dal sindaco Muzzarelli in una lettera indirizzata al presidente della Regione Bonaccini e alla vicepresidente Gualmini. Il sindaco, davanti al continuo afflusso di profughi richiedenti asilo e migranti che sta mettendo a dura prova le comunità e le istituzioni locali, registra il moltiplicarsi dei casi di rifiuto dell’accoglienza in aree tradizionalmente aperte e disponibili e la necessità di «mettere in campo risposte più forti, con il concorso diretto di tutti i livelli istituzionali, affinché non prevalgano politiche di chiusura e di rifiuto di ogni forma di solidarietà». Muzzarelli suggerisce di «costituire un fondo regionale per sostenere i progetti dei Comuni che dovrebbero essere orientati in due direzioni : la formazione dei migranti e l’occupazione in lavori socialmente utili, perché – ribadisce – deve essere chiaro che la fermezza sui diritti umani è intrinseca alla promozione della legalità e dei doveri» I programmi sarebbero da discutere e coordinare con le Prefetture. Sul versante della formazione dovremmo insistere sullo studio della lingua italiana e della Costituzione e cominciare a studiare percorsi formativi per l’ingresso nel lavoro, rimarca il sindaco senza nascondere le difficoltà che oggi presenta l’impiego temporaneo di richiedenti asilo in lavori di pubblica utilità – sia per il fatto che può essere solo di natura volontaria, sia perché non può essere svolto in attività in concorrenza con i disoccupati del mercato del lavoro locale e nazionale – ma convinto che occorra approfondire l’argomento per configurare una sorta di servizio civile sostenuto da un sistema premiante in termini di procedure e di reddito.
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