Ricostruzione, il “cratere” si è dimezzato
Terminata o molto avanti in 29 Comuni. Per completarla servono circa 350 milioni di euro
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«Si dimezza il Cratere». È questo l'annuncio che arriva dal Comitato istituzionale per il terremoto 2012, riunitosi venerdì mattina in Regione a Bologna.
Secondo il Comitato, costituito dai sindaci dei Comuni colpiti, «per 29 Comuni, su un totale di 59, le attività di ricostruzione sono terminate o in uno stato di avanzamento molto elevato, tanto da essere compatibili con le attività ordinarie delle amministrazioni locali». Questo, continua il Comitato, non significa che in questi territori si smetterà di lavorare, ma che ciò verrà fatto «attraverso procedure che tornano a essere quelle abituali», per concentrare gli sforzi nei restanti 30 comuni, «che presentano ancora problematiche di una certa consistenza e complessità».
La proposta di restringimento del Cratere arriva, spiegano i sindaci, dopo avere tracciato una fotografia di quanto fatto finora, per valutare lo stato della ricostruzione alla luce dello stato di avanzamento dei lavori al 30 giugno. Oltre alla ricostruzione privata di abitazioni e imprese, nelle nuove rilevazioni si è tenuto conto, rispetto ad un analogo monitoraggio dello scorso anno, anche dell’impegno per la ricostruzione pubblica e della complessità degli interventi nei centri storici colpiti dal sisma. Dopo il dimezzamento, continuerebbero a essere compresi nel cratere 15 Comuni del modenese, 6 del ferrarese, 5 del reggiano e 4 del bolognese. Questo passaggio si affianca alle richieste al Governo relative alla proroga di 2 anni (al 31 dicembre 2020) dello stato di emergenza («così da poterle inserire nella legge di stabilità 2018», dice il Comitato), alle risorse per la ricostruzione pubblica, alla proroga dell’autorizzazione per l’assunzione del personale, alla sospensione mutui degli Enti locali colpiti dal sisma 2012 e ai lavoratori interinali. «A cinque anni dal sisma, si tocca con mano l’importanza del lavoro fatto - spiega l’assessore regionale alla Ricostruzione Palma Costi - si inizia a intravedere il traguardo finale lungo la strada che ancora rimane da fare». Sulla base delle ultime rimodulazioni del Piano opere pubbliche, per completare la ricostruzione servono circa 350 milioni di euro. «È indispensabile, però, che Commissario e Comuni abbiano confermati flussi finanziari, dotazioni organiche, contabilità speciali, per avere la piena operatività degli strumenti messi in campo», conclude Palma Costi.
Durante i lavori del Comitato è stato annunciato che per le domande di contributo per edifici all'interno delle Unità Minime d’Intervento, i Comuni potranno valutare eventuali domande tardive. Inoltre, entro il 2017 si concluderà il deposito dei progetti per gli edifici residenziali privati. (e.v. )
Secondo il Comitato, costituito dai sindaci dei Comuni colpiti, «per 29 Comuni, su un totale di 59, le attività di ricostruzione sono terminate o in uno stato di avanzamento molto elevato, tanto da essere compatibili con le attività ordinarie delle amministrazioni locali». Questo, continua il Comitato, non significa che in questi territori si smetterà di lavorare, ma che ciò verrà fatto «attraverso procedure che tornano a essere quelle abituali», per concentrare gli sforzi nei restanti 30 comuni, «che presentano ancora problematiche di una certa consistenza e complessità».
La proposta di restringimento del Cratere arriva, spiegano i sindaci, dopo avere tracciato una fotografia di quanto fatto finora, per valutare lo stato della ricostruzione alla luce dello stato di avanzamento dei lavori al 30 giugno. Oltre alla ricostruzione privata di abitazioni e imprese, nelle nuove rilevazioni si è tenuto conto, rispetto ad un analogo monitoraggio dello scorso anno, anche dell’impegno per la ricostruzione pubblica e della complessità degli interventi nei centri storici colpiti dal sisma. Dopo il dimezzamento, continuerebbero a essere compresi nel cratere 15 Comuni del modenese, 6 del ferrarese, 5 del reggiano e 4 del bolognese. Questo passaggio si affianca alle richieste al Governo relative alla proroga di 2 anni (al 31 dicembre 2020) dello stato di emergenza («così da poterle inserire nella legge di stabilità 2018», dice il Comitato), alle risorse per la ricostruzione pubblica, alla proroga dell’autorizzazione per l’assunzione del personale, alla sospensione mutui degli Enti locali colpiti dal sisma 2012 e ai lavoratori interinali. «A cinque anni dal sisma, si tocca con mano l’importanza del lavoro fatto - spiega l’assessore regionale alla Ricostruzione Palma Costi - si inizia a intravedere il traguardo finale lungo la strada che ancora rimane da fare». Sulla base delle ultime rimodulazioni del Piano opere pubbliche, per completare la ricostruzione servono circa 350 milioni di euro. «È indispensabile, però, che Commissario e Comuni abbiano confermati flussi finanziari, dotazioni organiche, contabilità speciali, per avere la piena operatività degli strumenti messi in campo», conclude Palma Costi.
Durante i lavori del Comitato è stato annunciato che per le domande di contributo per edifici all'interno delle Unità Minime d’Intervento, i Comuni potranno valutare eventuali domande tardive. Inoltre, entro il 2017 si concluderà il deposito dei progetti per gli edifici residenziali privati. (e.v. )
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