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«Amicizia nata in osteria, con la musica»

«Amicizia nata in osteria, con la musica»

«Era una persona colta e intelligente, con doti organizzative, che ha significato moltissimo per il successo di Vasco Rossi, della band. E anche per il suo stile». Un ricordo sobrio ma intenso quello...

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«Era una persona colta e intelligente, con doti organizzative, che ha significato moltissimo per il successo di Vasco Rossi, della band. E anche per il suo stile». Un ricordo sobrio ma intenso quello di Maurizio solieri, modenese in trasferta da anni sulle colline bolognesi, compagno musicale della prima formazione in cui suonava anche Maurizio Lolli, oltre a Elmi e al Blasco che doveva ancora diventare una star.

«Ci incontrammo per la prima volta in trattoria Da Vito a Bologna, nel 1978 - continua sul filo dei ricordi - Un mio amico con cui avevo fatto il militare assieme, Paolo Pasqualini, era lì e mi presentò Elmi e Lolli. All’epoca lavoravo in radio e collaboravo come talent scout per Bibi Ballandi. Vasco cercava persone per la band e grazie a Elmi ci mettemmo tutti insieme in una sala prove in cui facemmo le prime prove. Dopo il successo di “Colpa d’Alfredo” Elmi diventò ufficialmente l’uomo dell’organizzazione e dei conti ma rimase sempre una persona generosa. A quell’epoca eravamo parecchio in bolletta, facevamo tanti concerti ai Festival dell’Avanti e dell’Unità e Guido mi ospitò per sei mesi a casa sua, da subito, per permettermi di poter provare e lavorare con gli altri. Poi pian piano arrivò il primo Sanremo di Vasco mell’82 con “Vado al massimo” e la consacrazione l’anno successivo con la “Vita spericolata”. Dietro a tutto c’era anche il talento di Guido Elmi, in fondo è stato lui che ha trasformato il primo look di Vasco da Springsteen all’idolo rock che conosciamo». (s.c.)

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