Credito: a Modena 239 frodi in un anno
Quarti in regione ma il dato è in calo del 10%, mentre Bologna è tredicesima in Italia. I più colpiti sono i maschi 40enni
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Bologna tredicesima in Italia per frodi creditizie e assegni intestati a persone ignare. E Modena? La nostra città è decisamente in controtendenza: pur posizionandosi quarta in regione in questo squallido primato, nell’ultimo anno si registra un netto calo di truffe legate a forme di pagamento bancario arrivando addirittura a -10%, record negativo in regione.
L’analisi. Sono questi gli ultimi dati su Modena dall’Osservatorio sui Furti d’Identità e le Frodi Creditizie, realizzato da Crif. Nell’ultimo aggiornamento stima che nell’intero anno 2016 i casi di frode creditizia o emissione di cambiali e assegni a nome altrui perpetrati mediante furto di identità siano stati più di 26.100, con una perdita economica che supera i 152 milioni di Euro.
In Italia. Il dato nazionale, in ulteriore crescita a fronte dei circa 25.300 casi rilevati nel corso dell’anno precedente, conferma un fenomeno in costante espansione. In questo studio, l’Osservatorio Crif prende in esame le frodi creditizie perpetrate attraverso un furto di identità, con il successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene.
In regione. Va veniamo ai dati regionali. La ripartizione percentuale delle frodi per regione mostra una maggiore diffusione di questo fenomeno criminale in Campania, Lombardia, Sicilia e Lazio mentre il maggior incremento rispetto al 2015 si registra in Umbria con un eloquente +29,2%.
Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna, nel corso del 2016 sono stati rilevati 1.898 casi (+6,2% rispetto all’anno precedente): il maggior numero di frodi è stato registrato nella provincia di Bologna, con 399 casi che la portano ad occupare la tredicesima posizione nella calssifica nazionale, seguita da Parma, con 263 casi. Ferrara è la provincia meno colpita, seppur con 99 casi registrati nel 2016, nonostante una crescita del +5,6% rispetto all’anno precedente.
In città. Bologna, in particolare, ha fatto segnare anche la crescita più sostenuta in regione con un eloquente +25,0% rispetto al 2015. Nello specifico l’unico segnale incoraggiante è proprio il -10% di Modena che si attesta però a 239 casi di frodi, dietro Bologna, Parma e Reggio. In calo nella nostra regione ci sono anche Cesena-Forlì a -22,4% e anche Reggio con -5,3%. Da segnalare il boom di Parma (+17%) e di Piacenza (+22%).
Il profilo delle vittime. Se poi guardiano i dati Crif sulle vittime, la maggioranza sono uomini (nel 64,3% dei casi per la precisione) mentre relativamente alla distribuzione delle frodi per classi di età, quella in cui si rileva il maggior numero di casi risulta essere ancora una volta quella compresa tra i 41 e i 50 anni, con il 26,3% del totale. Il maggior peso delle classi più mature trova spiegazione nella tendenza da parte dei frodatori a individuare vittime che si caratterizzano per stabilità reddituale, una storia creditizia consolidata ed elevata propensione agli acquisti di beni durevoli. Da sottolineare, però, come la fascia di età nella quale si rileva il maggior incremento sia quella degli under 30 (+11,3%).
I motivi del prestito. Il prestito finalizzato continua ad essere di gran lunga la tipologia di prodotto di credito maggiormente colpito: il 64,27% dei casi, infatti, riguarda questa forma tecnica. In linea con il trend degli ultimi anni, si registra un aumento significativo per le frodi perpetrate sulle carte di credito (+79%), che arrivano a spiegare il 18,5% dei casi totali. All’interno dei prestiti finalizzati, il 39,8% dei casi di frode creditizia rilevati nel corso dell’ultimo anno ha avuto per oggetto l’acquisto di elettrodomestici; una quota rilevante ha riguardato anche i comparti auto-moto (12,1%), le spese per la casa immobili e ristrutturazione (10,4%) e l’arredamento (8,9%) e gli articoli di elettronica, informatica e telefonia (6,2%).
Le somme. Quanto alla distribuzione delle frodi per importo, dallo studio Crif emerge che nel 2016 il 20,9% dei casi ha riguardato un valore inferiore ai 1.500 euro (con un peso di questa classe in calo del -36,3% rispetto all’anno precedente) ma il 13,5% dei casi ha visto un importo superiore ai 10.000 euro. Sono cresciuti soprattutto i casi di importo compreso tra 1.500 e 3.000 euro (+57,1%) e quelli tra i 5.000 a 10.000 (+21,4%).
L’analisi. Sono questi gli ultimi dati su Modena dall’Osservatorio sui Furti d’Identità e le Frodi Creditizie, realizzato da Crif. Nell’ultimo aggiornamento stima che nell’intero anno 2016 i casi di frode creditizia o emissione di cambiali e assegni a nome altrui perpetrati mediante furto di identità siano stati più di 26.100, con una perdita economica che supera i 152 milioni di Euro.
In Italia. Il dato nazionale, in ulteriore crescita a fronte dei circa 25.300 casi rilevati nel corso dell’anno precedente, conferma un fenomeno in costante espansione. In questo studio, l’Osservatorio Crif prende in esame le frodi creditizie perpetrate attraverso un furto di identità, con il successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene.
In regione. Va veniamo ai dati regionali. La ripartizione percentuale delle frodi per regione mostra una maggiore diffusione di questo fenomeno criminale in Campania, Lombardia, Sicilia e Lazio mentre il maggior incremento rispetto al 2015 si registra in Umbria con un eloquente +29,2%.
Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna, nel corso del 2016 sono stati rilevati 1.898 casi (+6,2% rispetto all’anno precedente): il maggior numero di frodi è stato registrato nella provincia di Bologna, con 399 casi che la portano ad occupare la tredicesima posizione nella calssifica nazionale, seguita da Parma, con 263 casi. Ferrara è la provincia meno colpita, seppur con 99 casi registrati nel 2016, nonostante una crescita del +5,6% rispetto all’anno precedente.
In città. Bologna, in particolare, ha fatto segnare anche la crescita più sostenuta in regione con un eloquente +25,0% rispetto al 2015. Nello specifico l’unico segnale incoraggiante è proprio il -10% di Modena che si attesta però a 239 casi di frodi, dietro Bologna, Parma e Reggio. In calo nella nostra regione ci sono anche Cesena-Forlì a -22,4% e anche Reggio con -5,3%. Da segnalare il boom di Parma (+17%) e di Piacenza (+22%).
Il profilo delle vittime. Se poi guardiano i dati Crif sulle vittime, la maggioranza sono uomini (nel 64,3% dei casi per la precisione) mentre relativamente alla distribuzione delle frodi per classi di età, quella in cui si rileva il maggior numero di casi risulta essere ancora una volta quella compresa tra i 41 e i 50 anni, con il 26,3% del totale. Il maggior peso delle classi più mature trova spiegazione nella tendenza da parte dei frodatori a individuare vittime che si caratterizzano per stabilità reddituale, una storia creditizia consolidata ed elevata propensione agli acquisti di beni durevoli. Da sottolineare, però, come la fascia di età nella quale si rileva il maggior incremento sia quella degli under 30 (+11,3%).
I motivi del prestito. Il prestito finalizzato continua ad essere di gran lunga la tipologia di prodotto di credito maggiormente colpito: il 64,27% dei casi, infatti, riguarda questa forma tecnica. In linea con il trend degli ultimi anni, si registra un aumento significativo per le frodi perpetrate sulle carte di credito (+79%), che arrivano a spiegare il 18,5% dei casi totali. All’interno dei prestiti finalizzati, il 39,8% dei casi di frode creditizia rilevati nel corso dell’ultimo anno ha avuto per oggetto l’acquisto di elettrodomestici; una quota rilevante ha riguardato anche i comparti auto-moto (12,1%), le spese per la casa immobili e ristrutturazione (10,4%) e l’arredamento (8,9%) e gli articoli di elettronica, informatica e telefonia (6,2%).
Le somme. Quanto alla distribuzione delle frodi per importo, dallo studio Crif emerge che nel 2016 il 20,9% dei casi ha riguardato un valore inferiore ai 1.500 euro (con un peso di questa classe in calo del -36,3% rispetto all’anno precedente) ma il 13,5% dei casi ha visto un importo superiore ai 10.000 euro. Sono cresciuti soprattutto i casi di importo compreso tra 1.500 e 3.000 euro (+57,1%) e quelli tra i 5.000 a 10.000 (+21,4%).
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