Manni: «Rischiamo la paralisi del traffico»
Il dirigente della Provincia: «Non può andare avanti così. Cosa si fa se chiude la Modena-Sassuolo?»
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Modena rischia seriamente una paralisi a causa della condizione delle sue strade gestite dall’ente provinciale.
Già oggi alcune arterie importanti della nostra provincia sono chiuse al traffico, come ha illustrato ieri il dirigente Alessandro Manni, direttore dell'area lavori pubblici della Provincia.
Chiusa al transito, per dissesto idrogeologico, la Provinciale 36 tra Serramazzoni e Pavullo, mentre sono chiuse a moto e motorini, a causa del degrado del fondo stradale, la Provinciale 9 a Mirandola, la Provinciale Romana 413 tra Carpi e Novi, la Provinciale 26 a Pavullo e la 7 diramazione Ponte dei Rossi.
«Dal 1979 - spiega Manni - la rete stradale nazionale non cresce mentre il numero dei mezzi è cresciuto di 2,5 volte e i carichi stradali sono aumentati di circa cinque volte. Inoltre una strada è fatto per durare 5 anni, ma oggi siamo a quota 4-5 anni con tutti i problemi che si possono immaginare, per questo oggi riusciamo appena a fare la manutenzione d’emergenza».
Aggiunge il dirigente: «Mi chiedo se oggi un ente, come la Provincia, presente nella Costituzione possa andare avanti così».
«E alla fine se ad esempio dovessimo chiudere la Modena Sassuolo? Sapete che potrebbe accadere? La conseguenza sarebbe una paralisi completa del traffico lungo via Giardini».
La Provincia gestisce attualmente 1.026 chilometri di strade provinciali - 422 in pianura e 604 in montagna - lungo le quali sono presenti 90 rotatorie, 183 ponti con campata superiore ai sei metri e una galleria, quella di Strettara a Montecreto.
Si tratta, in diversi casi, di arterie stradali strategiche come la provinciale 413 Modena-Carpi-Novi, il tratto della Modena-Sassuolo da Baggiovara a Casinalbo, la 623 da Modena a Vignola fino a Zocca, la 468 da Carpi a Finale Emilia. Molte di esse, peraltro, sono ex strade statali “ereditate” dall'Anas nel passaggio di competenze avvenuto nel 2001.
A fronte di un aumento del 40% di chilometri, dovuto appunto ai trasferimenti di strade dalla agenzia nazionale Anas, la Provincia dispone oggi delle stesse risorse destinate alla manutenzione del 1999, passando dai quasi 3mila euro a chilometro agli attuali 1.550 euro. «Una rete - continua l’ingegner Manni - sempre più trafficata e sottoposta a usura che richiederebbe una manutenzione costante, ma soprattutto tempestiva per un ovvio motivo. Il ripristino immediato di una pavimentazione fessurata lungo circa un chilometro di strada costa poco più di 40 mila euro se eseguito subito, per raddoppiare se si aspetta un anno, fino a raggiungere il costo di quasi 400 mila euro se si aspettano cinque anni. Una rete in degrado comporta anche maggiori costi legati alle richieste di danni per incidenti legati alla morfologia della strada: le richieste di danni alla Provincia sono state 728 dal 2010, mentre le compagnie assicurative hanno alzato la franchigia a carico dell'ente da zero a 10 mila euro».
La Provincia, inoltre, gestisce una rete di 155 chilometri di piste ciclabili molto frequentate dai modenesi: tra di esse la Modena-Bastiglia-Medolla-Finale Emilia lunga 20 chilometri, la Modena-Vignola lunga 15 chilometri, i Percorsi natura del Secchia, del Panaro e del Tiepido lunghi complessivamente 120 chilometri. Ieri in Provincia c'erano anche molti interlocutori della politica regionale - il consigliere Luciana Serri - e del Parlamento come gli onorevoli del Pd Stefano Vaccari e Davide Baruffi. Presenti anche sindaci come quello di Mirandola Maino Benatti: "Ci sono da completare la Pedemontana, la Bretella e la Cispadana. In Provincia abbiamo tante altre competenze importanti, pensiamo solo alla gestione delle scuole superiori». (s.l.)
Già oggi alcune arterie importanti della nostra provincia sono chiuse al traffico, come ha illustrato ieri il dirigente Alessandro Manni, direttore dell'area lavori pubblici della Provincia.
Chiusa al transito, per dissesto idrogeologico, la Provinciale 36 tra Serramazzoni e Pavullo, mentre sono chiuse a moto e motorini, a causa del degrado del fondo stradale, la Provinciale 9 a Mirandola, la Provinciale Romana 413 tra Carpi e Novi, la Provinciale 26 a Pavullo e la 7 diramazione Ponte dei Rossi.
«Dal 1979 - spiega Manni - la rete stradale nazionale non cresce mentre il numero dei mezzi è cresciuto di 2,5 volte e i carichi stradali sono aumentati di circa cinque volte. Inoltre una strada è fatto per durare 5 anni, ma oggi siamo a quota 4-5 anni con tutti i problemi che si possono immaginare, per questo oggi riusciamo appena a fare la manutenzione d’emergenza».
Aggiunge il dirigente: «Mi chiedo se oggi un ente, come la Provincia, presente nella Costituzione possa andare avanti così».
«E alla fine se ad esempio dovessimo chiudere la Modena Sassuolo? Sapete che potrebbe accadere? La conseguenza sarebbe una paralisi completa del traffico lungo via Giardini».
La Provincia gestisce attualmente 1.026 chilometri di strade provinciali - 422 in pianura e 604 in montagna - lungo le quali sono presenti 90 rotatorie, 183 ponti con campata superiore ai sei metri e una galleria, quella di Strettara a Montecreto.
Si tratta, in diversi casi, di arterie stradali strategiche come la provinciale 413 Modena-Carpi-Novi, il tratto della Modena-Sassuolo da Baggiovara a Casinalbo, la 623 da Modena a Vignola fino a Zocca, la 468 da Carpi a Finale Emilia. Molte di esse, peraltro, sono ex strade statali “ereditate” dall'Anas nel passaggio di competenze avvenuto nel 2001.
A fronte di un aumento del 40% di chilometri, dovuto appunto ai trasferimenti di strade dalla agenzia nazionale Anas, la Provincia dispone oggi delle stesse risorse destinate alla manutenzione del 1999, passando dai quasi 3mila euro a chilometro agli attuali 1.550 euro. «Una rete - continua l’ingegner Manni - sempre più trafficata e sottoposta a usura che richiederebbe una manutenzione costante, ma soprattutto tempestiva per un ovvio motivo. Il ripristino immediato di una pavimentazione fessurata lungo circa un chilometro di strada costa poco più di 40 mila euro se eseguito subito, per raddoppiare se si aspetta un anno, fino a raggiungere il costo di quasi 400 mila euro se si aspettano cinque anni. Una rete in degrado comporta anche maggiori costi legati alle richieste di danni per incidenti legati alla morfologia della strada: le richieste di danni alla Provincia sono state 728 dal 2010, mentre le compagnie assicurative hanno alzato la franchigia a carico dell'ente da zero a 10 mila euro».
La Provincia, inoltre, gestisce una rete di 155 chilometri di piste ciclabili molto frequentate dai modenesi: tra di esse la Modena-Bastiglia-Medolla-Finale Emilia lunga 20 chilometri, la Modena-Vignola lunga 15 chilometri, i Percorsi natura del Secchia, del Panaro e del Tiepido lunghi complessivamente 120 chilometri. Ieri in Provincia c'erano anche molti interlocutori della politica regionale - il consigliere Luciana Serri - e del Parlamento come gli onorevoli del Pd Stefano Vaccari e Davide Baruffi. Presenti anche sindaci come quello di Mirandola Maino Benatti: "Ci sono da completare la Pedemontana, la Bretella e la Cispadana. In Provincia abbiamo tante altre competenze importanti, pensiamo solo alla gestione delle scuole superiori». (s.l.)
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