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Strade e sicurezza inaccettabili a Modena, esposto in Procura

di Stefano Luppi
Strade e sicurezza inaccettabili a Modena, esposto in Procura

Il presidente della Provincia e sindaco della città si cautela, non ci sono finanziamenti per fare investimenti: «Pesanti responsabilità con l’omicidio stradale»

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MODENA. Il sindaco di Modena e presidente dell’ente Provincia Gian Carlo Muzzarelli ha presentato nei giorni scorsi un esposto presso la Procura e la Prefettura di Modena, nonché alla Corte dei Conti di Bologna, dedicato alla situazione finanziaria dell’ente pubblico locale. Muzzarelli definisce l’atto come “cautelativo”: nel testo dedicato alle province, “salvate” dal referendum del 4 dicembre, si legge che «i prelievi che lo Stato effettua dalle entrate della Provincia sono una violazione della Costituzione, nonché del principio del buon andamento della pubblica amministrazione». Secondi calcoli dei tecnici mancherebbero circa 60 milioni di euro - 10 proprio urgenti - per realizzare la manutenzione dei 1200 chilometri di strade del nostro territori, una situazione delicata vista anche la recente legge sull’omicidio stradale la cui eventuale responsabilità cade anche sulla mancata manutenzione. «Per il ripristino una tantum dei tratti degradati - dice Muzzarelli - servirebbero quasi 60 milioni, per mantenere in efficienza la rete ne servono oltre nove milioni all’anno, prevedendo anche oltre un milione e mezzo all'anno per interventi di manutenzione straordinaria e circa un altro milione e mezzo per l'attività di sgombero neve e l'acquisto del sale. A fronte di queste necessità il budget è sceso dagli oltre sei milioni all'anno del 2004 al milione e mezzo del 2016».

Insomma, Muzzarelli attacca e del resto i numeri parlano chiaro. Sono oltre 100 i tratti di strade provinciali modenesi dove la Provincia ha introdotto limitazioni al traffico a causa del degrado del fondo che si traducono in quasi 200 chilometri con limiti di velocità per motivi di sicurezza, oltre cinque chilometri di strade chiuse al transito per frana e 24 chilometri con divieto di transito a mezzi a due ruote. Una fotografia impietosa che fa dire a Muzzarelli che «Siamo davanti a una operazione verità e per questo chiediamo al governo di intervenire visto che la nostra Provincia funziona e la maggior parte delle tasse raccolte finisce invece a Roma». Il dissesto degli oltre mille chilometri di strade provinciali grida insomma vendetta: «I prelievi dello Stato - fornisce i numeri il sindaco e presidente Muzzarelli che in passato ha ricoperto molti ruoli politici anche in Provincia e in Regione - anche quest'anno arriveranno a 37 milioni sui circa 61 milioni di euro di entrate dell’ente. Dal 2103 abbiamo versato allo Stato oltre 125 milioni di euro provenienti dalle imposte pagate dai cittadini modenesi, in particolare gli automobilisti visto che si tratta di quote di Rcauto e di Ipt, che avrebbero tutto il diritto di usufruire di una viabilità adeguata. Una viabilità in queste condizioni penalizza purtroppo un territorio che sta facendo enormi sforzi per uscire dalla crisi e intercettare la ripresa oltre a ridurre i margini di sicurezza, a fronte delle pesanti responsabilità per gli amministratori previste dalla nuova legge sull'omicidio stradale. La situazione delle Province è diventata un caso nazionale che deve esser affrontata dal Parlamento per adeguare il quadro istituzionale al risultato del referendum, senza ritornare alle vecchie Province, ma consentendoci di funzionare. In questi ultimi anni abbiamo assistito a un rinnovato centralismo fiscale che penalizza i territori. E bene ha fatto il presidente Bonaccini a riaprire con il governo il confronto sui territori».
 

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