Gazzetta di Modena

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Accademia, nuovo vertice Il comandante è Mannino

di Saverio Cioce
Accademia, nuovo vertice Il comandante è Mannino

Cambio della guardia davanti al reggimento allievi che ha concluso i corsi Il bacio della bandiera e commiato senza retorica: «Un’esperienza irripetibile»

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«Abbiamo ricevuto dalle famiglie ragazzi e ragazze e ne abbiamo fatto degli ufficiali. Per me è motivo di grande soddisfazione e per questo auguro a tutti voi di farvi onore nei futuri incarichi della vostra vita professionale».

È stato questo uno dei passaggi più importanti del discorso di commiato del comandante dell’Accademia, Salvatore Camporeale, che ieri ha passato l’incarico al suo successore, il generale Stefano Mannino. Il bacio del tricolore è stato l’atto finale di una cerimonia semplice ma molto sentita. Camporeale andrà a guidare da vicecomandante del Comando Militare della capitale.

La solennità è stata nelle cose visto che anche il comandante delle scuole dei carabinieri, il generale Carmine Adinolfi, ha scelto la cerimonia per comunicare la conclusione della carriera militare. La premiazione dei migliori allievi, visto che si concludeva anche l’anno accademico, e il saluto del nuovo comandante hanno fatto da cornice all’ultimo atto di un anno di lavoro e di un triennio molto intenso per il generale Camporeale.

Dalla definizione dell’accordo sulle aree militari modenesi, arrivato in porto con la benedizione del ministro Pinotti in persona che è venuta apposta a Modena per la firma, sino alla miriade di iniziative istituzionali, i mille giorni appena passati hanno visto tra le altre cose il rifacimento della piazza davanti all’Accademia, la nascita della cerimonia dell’Alzabandiera, il fitto calendario di celebrazioni per il centenario della prima guerra mondiale, le mostre di quadri nel periodo natalizio che hanno fatto registrare un boom di visitatori. E poi ancora i risultati brillanti dei cadetti anche a livello universitario.

Quanto al generale Mannino, che a 51 anni era già generale di brigata, il suo curriculum parla per lui. Misurato nel tono di voce e impeccabile nei nodi, nulla lascia intuire che è stato come parà sempre in prima linea (e oltre) nelle missioni dei Rao, come si chiamano in gergo, l’equivalente italiano delle Sas britanniche e dei Navy Seals americani. Dalla Somalia alla Bosnia, dal Kosovo all’Afghanistan e all’Iraq dove è stato impegnato in missioni impossibili. Nel frattempo ha preso la seconda laurea in Scienze politiche, ha frequentato il corso di Stato Maggiore dell’esercito portoghese ( e ha imparato pure quella lingua oltre all’inglese che parla correntemente) e il Senior Course della Nato. Dal 2013 al 2016 è stato addetto militare presso l’ambasciata italiana nel regno Unito, accreditato per pure Irlanda e Islanda. E ora inizia la sua sfida organizzativa per i futuri allievi.

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