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«Brucio il centro islamico» È condannato a otto mesi
CASTELFRANCO. È stato condannato a 8 mesi un 46enne marocchino che lunedì sera ha dato in escandescenza nel Centro culturale islamico di Castelfranco. L’uomo frequenta abitualmente il centro...
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CASTELFRANCO. È stato condannato a 8 mesi un 46enne marocchino che lunedì sera ha dato in escandescenza nel Centro culturale islamico di Castelfranco.
L’uomo frequenta abitualmente il centro culturale e non è la prima volta che si presenta alle funzioni religiose in condizioni che i responsabili dell’associazione ritengono non idonee: «È spesso ubriaco».
E lunedì sera, per l’ennesima volta, gli altri fedeli e l’Imam hanno tentato di parlargli e di convincerlo ad abbandonare abitudini che sono in palese contrasto con le indicazioni dell’Islam. A sua volta, il 46enne, in questi mesi si è sentito vessato e preso in giro da quelle persone. Di più, ha sostenuto che gli appartenenti dell’associazione culturale fossero soliti picchiarlo e maltrattarlo.
Lunedì sera, attorno alle 21, l’ennesimo litigio ha fatto traboccare il calice. L’uomo, infatti, ha dato in escandescenza, rendendosi protagonista di danneggiamenti dentro e fuori l’edificio che ospita l’associazione islamica.
Ha distrutto dei vasi che facevano parte dell’arredamento interno e, stando alla ricostruzione della Procura, avrebbe anche divelto una porta e il fanalino di una autovettura parcheggiata in strada. Ai danneggiamenti, che l’uomo in aula ha negato, si sono aggiunte anche le minacce («Brucio tutto»), in particolare nei confronti dell’Imam, che è anche il tesoriere dell’associazione. Ha tentato in un primo momento di aggredirlo, ma è stato fermato in tempo dai carabinieri che nel frattempo erano giunti sul posto e lo hanno arrestato. Ieri mattina l’uomo - di San Cesario e con permesso di soggiorno regolare, ma senza fissa dimora - è stato processato per direttissima presso il Tribunale di Modena ed è stato condannato a 8 mesi per danneggiamenti e minacce aggravate. Come misura cautelare il Pm aveva chiesto il divieto di dimora nella provincia di Modena, mentre l’avvocato difensore Miras l’obbligo di firma: il giudice ha optato per il divieto di dimora nel Comune di Castelfranco.
L’uomo frequenta abitualmente il centro culturale e non è la prima volta che si presenta alle funzioni religiose in condizioni che i responsabili dell’associazione ritengono non idonee: «È spesso ubriaco».
E lunedì sera, per l’ennesima volta, gli altri fedeli e l’Imam hanno tentato di parlargli e di convincerlo ad abbandonare abitudini che sono in palese contrasto con le indicazioni dell’Islam. A sua volta, il 46enne, in questi mesi si è sentito vessato e preso in giro da quelle persone. Di più, ha sostenuto che gli appartenenti dell’associazione culturale fossero soliti picchiarlo e maltrattarlo.
Lunedì sera, attorno alle 21, l’ennesimo litigio ha fatto traboccare il calice. L’uomo, infatti, ha dato in escandescenza, rendendosi protagonista di danneggiamenti dentro e fuori l’edificio che ospita l’associazione islamica.
Ha distrutto dei vasi che facevano parte dell’arredamento interno e, stando alla ricostruzione della Procura, avrebbe anche divelto una porta e il fanalino di una autovettura parcheggiata in strada. Ai danneggiamenti, che l’uomo in aula ha negato, si sono aggiunte anche le minacce («Brucio tutto»), in particolare nei confronti dell’Imam, che è anche il tesoriere dell’associazione. Ha tentato in un primo momento di aggredirlo, ma è stato fermato in tempo dai carabinieri che nel frattempo erano giunti sul posto e lo hanno arrestato. Ieri mattina l’uomo - di San Cesario e con permesso di soggiorno regolare, ma senza fissa dimora - è stato processato per direttissima presso il Tribunale di Modena ed è stato condannato a 8 mesi per danneggiamenti e minacce aggravate. Come misura cautelare il Pm aveva chiesto il divieto di dimora nella provincia di Modena, mentre l’avvocato difensore Miras l’obbligo di firma: il giudice ha optato per il divieto di dimora nel Comune di Castelfranco.
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