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I CASI RIPORTATI nelle denunce 

«È solo una vertigine» Erano lesioni ischemiche

«È solo una vertigine» Erano lesioni ischemiche

«La mattina durante il ricovero vengo visitata e nel questionario in possesso del medico risultavano cose che non interessavano la mia persona. Mi accorgo che ho il braccialetto di altra paziente che...

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«La mattina durante il ricovero vengo visitata e nel questionario in possesso del medico risultavano cose che non interessavano la mia persona. Mi accorgo che ho il braccialetto di altra paziente che soffre di diabete. Segnalo l’accaduto e le infermiere mi cambiano bracciale e cartella. Dopo 20 minuti circa arriva il medico che mi chiama con altro nome. Sono terrorizzata chiedo a mio marito di portarmi via. Entro in sala operatoria agitatissima. Dopo qualche giorno accuso dolori ad un fianco, faccio dei raggi e l’operatore si sbaglia anzichè farlo al dx lo fa al sinistro. Ditemi, che credibilità posso avere di questa sanità?»

È uno dei casi più angoscianti tra quelli segnalati nel rapporto del Tribunale del malato di Modena. Ne riportiamo altri clamorosi.

A proposito di diagnosi sbagliate al pronto soccorso leggiamo il racconto di una paziente: «Mi reco presso il pronto soccorso in quanto accusavo vertigini e nausea, sono caduta a terra per mancanza di equilibrio. Dopo gli approfondimenti del caso, lo stesso giorno vengo dimessa, con diagnosi di “vertigini”. Mi sono recata a casa, i sintomi sono peggiorati, la mattina successiva vengo portata presso altro pronto soccorso col 118 (premetto che al primo accesso al pronto soccorso, non è stata fatta una Tac). Dopo gli opportuni approfondimenti al secondo con accesso, ad altro Ps, vengono evidenziate due lesioni ischemiche subacute una a sinistra l’altra cerebrale destra».

Uno degli aspetti più frequenti è l’incapacità di comunicare tra personale e reparti, come questo caso denunciato da una paziente: «Sono stata ricoverata per un intervento programmato. Durante il ricovero necessitavo degli esami diagnostico strumentali presso altra struttura. Vengo trasportata con il 118, ma giunta nella struttura interessata l’esame strumentale non mi viene effettuato, perché, a dire degli operatori, sono emersi problemi organizzativi non comunicati tempestivamente» alla paziente. La Direzione risponderà: «Non siamo riusciti a risalire al problema per cui l’appuntamento sia sfuggito alla formale prenotazione nonostante un chiaro accordo verbale tra i due reparti».

Ecco un caso di ortopedia riferito da una paziente: «Dopo un mese dall’intervento, il medico consiglia una risonanza magnetica, che porto in visione durante la visita di controllo e il medico ritiene tutto normale. Poiché accusavo forti dolori, mi reco fuori regione per una consulenza presso altro medico, il quale, mi consiglia di effettuare ulteriori approfondimenti, previo esami diagnostico strumentali; dalla visione della risonanza emerge che l’intervento è da rifare poiché le viti che aveva posizionato il chirurgo erano svitate e la causa del forte dolore era dovuto a quel problema. Per questo motivo sono andata in depressione e ho perso il lavoro». Ecco la denuncia di una puerpera: «Accusavo alcuni sintomi del parto, mi reco prontamente in ospedale vengo visitata dall’ostetrica dopo essere stata monitorata vengo dimessa con il consiglio di fare a casa una doccia calda di 40 minuti. A doccia ultimata, ho iniziato ad avere delle contrazioni e ho partorito in bagno». (c.g.)

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